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Conversazioni con Castaneda - Graciela N.V. Corvalan - 11,00
«Intervistai Carlos Castaneda a Los Angeles e fu un’esperienza molto interessante. Ci raccontò le sue vicende con franchezza e semplicità, narrando da un punto di vista inedito episodi centrali della sua vita e fornendo nuove chiavi di lettura per chiarire alcuni passaggi oscuri dei suoi libri.»
Questo il commento di Graciela Corvalán, studiosa del misticismo contemporaneo, che nella presente intervista, una delle poche concesse da Castaneda, affronta questioni e passaggi fondamentali del pensiero e della ricerca spirituale del grande antropologo: dall’incontro con lo «stregone» messicano don Juan Matus avvenuto in Arizona nel 1960 – un fatto che segnerà per sempre la sua vita – alle avventure dei protagonisti dei suoi libri (la Gorda, don Genaro, le sorelline…), fino ai concetti-chiave della sua opera (le sfere del «nagual » e del «tonal», l’esperienza del sogno, l’arte dell’agguato). Quella che Castaneda indica è la «via del guerriero», un percorso iniziatico che ci offre i mezzi necessari per rompere le catene e destarci dalla nostra trance quotidiana; per liberarci dalla servitù e comprendere la differenza tra «una vita davvero libera e una senza scopo in una società malata, alla deriva in una tempesta cosmica».

Così Parla il Dalai Lama - Claude B. Levenson - 19,00
Figura emblematica della causa del suo popolo e maestro spirituale tra i più ascoltati del nostro tempo, il Dalai Lama occupa un posto di assoluto prestigio nel nostro mondo turbolento, rumoroso, aggressivo. La sua figura è diventata familiare all’opinione pubblica internazionale soprattutto dopo che gli è stato conferito il Premio Nobel per la Pace nel 1989 ma la limpidezza del suo pensiero aveva già prima colpito al cuore persone di culture e fedi anche molto lontane. Immune dalla doppiezza del linguaggio politico di oggi e dalle ipocrisie del politicamente corretto, irremovibile nelle sue convinzioni, il Dalai Lama non si stanca di promuovere il dialogo tra i popoli e le culture. La sua visione della società è radicata in una profonda comprensione della natura umana e ha come obiettivo la piena realizzazione di ogni essere. Particolarmente attenta all’evoluzione della situazione in Tibet e presso la comunità tibetana in esilio, Claude B. Levenson intreccia da più di vent’anni un dialogo serrato e ad ampio raggio con il Dalai Lama, incontrato in tante occasioni più o meno ufficiali a Dharamsala come a Bangalore, a Ulaanbaatar come a Roma, a Spalato come ad Assisi. Da questi incontri privilegiati scaturisce il ritratto di un maestro di saggezza la cui idea del mondo precorre i tempi e la cui acutezza si dimostra una volta di più un patrimonio prezioso per l’esistenza di tutti noi.

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Il Dalai Lama. La sua vita, il suo pensiero - Sabine Löhr - 16,00
Il 6 luglio 1935, da una famiglia di poveri contadini di Taktser, un villaggio nella regione dell’Amdo in Tibet, nasce un bambino di nome Lhamo Thondup. Nel 1939, dopo aver superato varie prove, il giovanissimo Lhamo viene portato nel monastero di Kumbum e qui, oltre a essere riconosciuto come la reincarnazione del XIII Dalai Lama Thubten Gyatso, è proclamato Dalai Lama a sua volta e ribattezzato con il nome di Tenzin Gyatso, ovvero «Oceano di saggezza». Inizia così la vicenda di un uomo fuori dal comune, che è allo stesso tempo una grande guida spirituale e la suprema autorità dei tibetani: dall’educazione a Lhasa dove gli viene conferito il titolo accademico più importante, il «Geshe Lharampa», all’assunzione anzitempo, nel 1950, della carica di capo di Stato del Tibet in seguito all’occupazione cinese delle regioni dell’Amdo e del Kham; dai difficili rapporti con Mao Zedong al fallimento della rivolta popolare contro gli invasori e alla conseguente fuga, nel 1959, a Dharamsala, in India, dove risiede tuttora con il governo tibetano in esilio. Da quel momento, Tenzin Gyatso è diventato il primo Dalai Lama a viaggiare in ogni angolo del mondo, per promuovere la causa del suo popolo e soprattutto per far conoscere i principi del buddhismo. I suoi appelli per una soluzione della questione del Tibet, sostenuti da una indomita forza morale e dall’insistito richiamo a una resistenza non armata, gli sono valsi, nel 1989, il premio Nobel per la Pace.

Egitto Esoterico. La sapienza segreta degli Egizi e il suo influsso sull’Occidente - Erik Hornung - 22,00
Erodoto, Platone, Plutarco e molti altri autori antichi hanno parlato dell’Egitto come della culla dell’ermetismo e la fonte di ogni segreto sapere. E a Ermete Trismegisto – che unisce in sé la natura del dio egizio Thot e quella del dio greco Hermes – è stata attribuita la nascita della scrittura e della stessa civiltà. Soprattutto a partire dal Rinascimento, e fino ai giorni nostri, questa immagine dell’Egitto ha esercitato una forte attrazione sullo spirito europeo: senza di essa non solo non sarebbero esistite la gnosi, l’alchimia, l’astrologia e altre scienze occulte, ma nemmeno i Rosacroce, la massoneria, l’antroposofia, la teosofia e i movimenti esoterici contemporanei – come la Golden Dawn di Aleister Crowley. Se l’egittologia moderna tende a ignorare questa storia parallela, è proprio su di essa che Erik Hornung, studioso di fama internazionale, concentra la sua attenzione. Riuscendo a conciliare il piacere della lettura con la ricchezza dei riferimenti storici e dei dati specialistici, l’autore assolve in maniera brillante il difficile compito di svelare un sapere arcano, che ha innervato in profondità la storia e la cultura universali. Nelle dense pagine di Hornung si propone un’alleanza audace e inedita – almeno in questo caso molto fruttuosa –, quella della scienza con un’antichissima forma di pensiero: l’esoterismo.

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Lontano dal Tibet. Storia da una nazione in esilio - Carlo Buldrini - 22,00
Il 7 ottobre 1950, 40.000 uomini dell’Esercito di Liberazione Popolare cinese attaccano da otto direzioni diverse la città di Chamdo, nel Tibet orientale. Il piccolo esercito del Paese delle Nevi (8000 unità) viene sbaragliato. È l’inizio dell’occupazione militare del Tibet da parte della Repubblica Popolare Cinese che dura tutt’ora. Dopo la fallita insurrezione di Lhasa (marzo 1959), il Dalai Lama abbandona il paese e trova rifugio in India. Questo libro racconta la storia dell’esilio del popolo tibetano e della sua lotta per la libertà.

La Magia e il Potere. L’esoterismo nella politica occidentale - Giorgio Galli - 24,00
Il rapporto tra cultura politica e cultura esoterica non è stato spezzato dalla rivoluzione scientifica del XIX secolo. Esso, in realtà, riappare a sprazzi, in singoli paesi e in situazioni specifiche, sino ai nostri giorni, dove ancora brillano lampi di esoterismo, sia a livello teorico sia nella pratica politica. In questo testo, frutto di anni di studio, Giorgio Galli, politologo attento alle tematiche esoteriche, coglie alcuni di quei momenti: nella riflessione di Hobbes e di Weber, nelle oscillazioni in Francia tra rivoluzione e reazione, nell’Inghilterra vittoriana, nella Romania di Codreanu. E ancora: oltre Oceano, negli Stati Uniti come in Argentina, in Italia negli anni del fascismo e in quelli di Prodi, per finire con la Russia del bolscevismo e di Gorbaciov. Un’avventura tra storia, scienze occulte e paranormale, dall’alchimia alla perestrojka, dall’astrologia alla politica.

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La Magia e la Svastica. Occultismo, New Age e nazionalsocialismo - René Freund - 18,00
Sono ormai molti a ritenere che nel nazismo esistesse una componente esoterica, cioè interessata a un «sapere segreto» riservato soltanto a pochi «iniziati». Alla formulazione di questa ipotesi hanno del resto contribuito in maniera decisiva alcuni gerarchi di primo piano: l’ideologo del partito, Alfred Rosenberg, nutriva una passione per Atlantide e per la mistica medievale; Rudolf Hess, designato come successore di Hitler, era appassionato di chiaroveggenza e occultismo; il capo delle SS, Heinrich Himmler, era ossessionato dall’idea di fondare un Ordine iniziatico e di produrre oro. Lo stesso Hitler viene indicato talora come un ipnotizzatore demoniaco e come il potente mago nero del Reich millenario. In questo libro l’autore esamina le reali influenze delle società occulte sul nazionalsocialismo, proponendosi di documentare, spiegare e inquadrare in un contesto storico preciso fatti e avvenimenti. Operazione non facile – nella letteratura sulla «magia nazista» fatti poco attendibili si trasformano facilmente in eventi misteriosi che contribuiscono a coltivare ancora oggi il «mito di Hitler» – ma necessaria, nel tentativo di portare alla luce quel «lato notturno» della Storia individuato da Horkheimer e Adorno.

Miti, Sogni, Misteri - Mircea Eliade - 24,00
Il mito dell’Albero Sacro posto al centro dell’Eden risale ai primordi dell’umanità: è la suggestiva ipotesi di Mircea Eliade, il più grande studioso di storia delle religioni del XX secolo. L’Albero Sacro, scrive Eliade, consentiva all’uomo di ascendere al cielo, stabilire un colloquio diretto con Dio, arrivare alla comprensione metafisica della realtà. Poi, con la perdita dell’innocenza, venne il giorno dell’esilio dall’Eden. Le grandi mitologie del passato hanno una radice comune: la nostalgia per il paradiso primordiale, sede della felicità e dell’immortalità. Ma qual è oggi la funzione del Mito? Con la desacralizzazione della vita e del Creato, l’uomo contemporaneo ha «rimosso» il simbolo nelle zone oscure della psiche, cioè nel sogno, nelle fantasie, nelle memorie ancestrali. Con Miti, sogni, misteri Mircea Eliade procede a un illuminante raffronto tra il variegato, trasparente e interpersonale spazio delle religioni e l’opaca e limitativa sfera dell’inconscio individuale. In questo ormai classico studio, l’autore interpreta in modo nuovo e anticonvenzionale i riti della Madre Terra, i sacrifici umani, i misteri orfici, i poteri degli sciamani, la mistica indiana, le pratiche dei monaci buddhisti, i valori delle Scritture ebraiche e cristiane, per approdare alle odierne dinamiche dell’immaginario. Le sue conclusioni sono chiare: mimetizzato sotto varie forme il Mito vive ancora, la nostalgia del Paradiso resta presente in noi, e molte idee apparentemente nuove non sono altro che un prolungamento del pensiero arcaico.

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Morire a Occhi Aperti  - Marie De Hennezel - € 13,00
Siamo in tanti a domandarci come moriremo. Temiamo, giustamente, di terminare la nostra vita in uno stato di disfacimento inaccettabile, relegati in un letto, incontinenti, dementi. Abbiamo paura di diventare un peso per le nostre famiglie e per la società. Se siamo stati testimoni di certe situazioni penose, tendiamo a domandarci cosa sarà di noi e ci prefiguriamo gli scenari più drammatici. Come morire? Come mantenere la nostra dignità fino alla fine? L’eutanasia è il solo modo per morire dignitosamente? Decidere di morire è un atto di coraggio? Significa prendere in mano il nostro destino? In realtà raramente ci si accorge dell’inferno che si fa vivere ai propri cari programmando la propria morte. Un sinistro conto alla rovescia, che terrorizza, che paralizza la vita e le relazioni. Una tristezza infinita. C’è un’altra risposta possibile a questo desiderio di essere protagonisti di una morte dignitosa. Avere il coraggio di vivere lo svolgimento degli eventi, anche quando si perde la propria autonomia. Affidare il proprio corpo infermo nelle mani di chi ci ama, vivere questo scambio difficilmente esprimibile in cui la vulnerabilità richiama la tenerezza dei gesti, in cui la fiducia reciproca genera un sentimento di dignità incomparabile. Se c’è libertà nell’anticipare la propria morte, nello sceglierne l’ora, se c’è nel rifiutare il proprio decadimento, ci sono una libertà e una dignità ancora più forti e ancora più belle nell’accettazione a occhi aperti della realtà. Si può così trarre un grande insegnamento, non dalla morte ma dalla vita. Gli ultimi momenti della persona amata possono essere l’occasione per spingersi insieme il più lontano possibile, in un’intimità e in una profondità in certi casi mai raggiunte prima. Si crede di conoscere tutto dell’altro, ed ecco che in questi ultimi momenti emergono tesori di umanità. Nonostante le piaghe della malattia o della vecchiaia, l’essere umano ha ancora qualcosa da trasmettere.

Il Piano Occulto. La setta segreta delle SS e la ricerca della razza ariana - Heather Pringle - € 29,00
Nel 1935 Heinrich Himmler, uno degli uomini più potenti del regime nazista, fondò l’Ahnenerbe, un istituto di ricerca che aveva lo scopo di identificare le origini remote della «razza» germanica. Dopo aver reclutato una bizzarra schiera di avventurieri, mistici e studiosi rispettabili, e mentre già la guerra incombeva, Himmler progettò e finanziò lunghe e costose missioni in paesi come l’Iraq, la Finlandia e il Tibet, per riscrivere la storia del genere umano. Il capo delle SS, l’uomo che aveva architettato i campi di sterminio, era infatti convinto che gli archeologi ignorassero da troppo tempo le doti e le gesta di un antico popolo di conquistatori dai capelli biondi e dagli occhi azzurri, gli ariani. Riteneva che gli antenati del popolo tedesco fossero comparsi nelle aride terre dell’Artico e lì si fossero evoluti in un’invincibile razza dominatrice. Ed era fermamente persuaso che nel XX secolo restassero tracce del loro sangue solo in alcune parti del mondo: l’identificazione degli ariani autentici e l’annichilimento di tutti gli altri sarebbero diventate le pietre angolari del Reich millenario. Basandosi su ricerche originali di eccezionale ampiezza, Heather Pringle delinea un ritratto rigoroso e completo dell’Ahnenerbe, ne precisa il ruolo in rapporto all’Olocausto e svela l’identità di quegli scienziati e studiosi tedeschi che permisero che la scienza venisse usata per giustificare le più terribili atrocità. Mantenendo un avvincente ritmo narrativo nutrito di dettagli storici spesso agghiaccianti, Il piano occulto ricostruisce per la prima volta una storia di deliri, farneticazioni, eccessi e abusi scientifici e politici su scala mondiale.

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Praga Esoterica. Alchimia, astrologia e magia nella città di Rodolfo II  - Peter Marshall - € 26,00
Rodolfo II, imperatore del Sacro Romano Impero dal 1576 al 1611, è molto amato dalla letteratura, ma poco dalla storia. La sua vita e il suo regno non furono segnati da eventi particolari: accadde tutto prima di lui – il nonno Carlo V diede vita all’impero più vasto mai conosciuto, sul quale «non tramontava mai il sole» – o dopo di lui – la Guerra dei Trent’Anni scoppiò nel 1618, poco dopo la sua morte. Appena incoronato re di Boemia, Arcimboldo lo ritrasse in uno schizzo ironico, in cui lo vediamo sormontato dalla corona di san Venceslao, troppo grande per la sua testa. Eppure senza Rodolfo, Praga non sarebbe la città che oggi conosciamo e di cui subiamo il fascino ammaliatore. Ispirato cultore del bello e dell’arcano, Rodolfo popolò la sua corte stravagante di artisti, esoteristi, stregoni e scienziati, in un clima di tolleranza, favorevole al progresso della scienza e alla circolazione delle idee, di cui si avvalse anche Giordano Bruno. La sua particolare passione per l’occulto – nel Castello aveva fatto allestire laboratori dotati di enormi fornaci e crogioli per ottenere la Grande Opera – attirò alchimisti come Oswald Croll e maghi come John Dee ed Edward Kelley, che guardavano in sfere di cristallo e traevano auspici parlando con gli angeli; intanto gli astronomi dovevano conquistare la sua volubile generosità elaborando oroscopi e interpretando l’apparizione di nuove stelle e il passaggio delle comete (come quella di Halley del 1607). L’oroscopo più funesto, però, era scritto dentro di lui. L’ombra della depressione e la tendenza all’isolamento, che lo avevano condizionato fin dalla giovinezza, lo spinsero a ignorare i nemici consacrando la propria vita alla ricerca della Pietra Filosofale e alla contemplazione delle opere d’arte e degli oggetti rari della sua Kunstkammer. Ma l’ambizione imperiale del fratello Mattia, le pressioni del Vaticano e le crescenti pretese della nobiltà protestante finirono per schiacciarlo. Esautorato dai suoi nobili, lasciò la corona scagliando una maledizione su Praga e sulla nazione ceca, che in qualche modo si avverò. Durante la Guerra dei Trent’Anni ogni esercito di passaggio saccheggiò il Castello e le sue inestimabili collezioni e la Boemia perse la propria indipendenza per trecento anni. Peter Marshall ha scritto questo libro per amore di Praga, della sua storia scintillante e tragica, e di un uomo che ha saputo incarnare lo spirito di un’epoca, dando vita ai suoi demoni e alle sue speranze.

Sul Natale - Joseph Ratzinger Benedetto XVI - € 12,00
«Dio si è fatto uomo. Si è fatto bambino. In questo modo adempie la grande e misteriosa promessa secondo la quale Egli sarà “Emanuele, un Dio con noi”. Si è fatto così vicino a noi, così semplice, che ognuno può parlargli dandogli del tu. Dio ci propone di dargli del tu facendosi bambino.» Joseph Ratzinger

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Il Tao della Biologia. Saggio sulla comparsa dell'uomo - Giuseppe Sermonti - € 14,50
«È l’uomo che deriva dalla scimmia o la scimmia che deriva dall’uomo?» Il dilemma non ha senso, se è vero che una specie che ha già imboccato una strada non può uscirne. L’idea dell’origine di una specie per aggiunte terminali ai caratteri di un’altra è ormai superata. Le specie sorelle sembrano piuttosto irradiarsi da un nodo comune disegnando quelle che sono state chiamate «esplosioni o radiazioni evolutive». Il problema è semmai chi, tra uomo e scimpanzé, si è più distaccato dal nodo, dalla forma primaria della sua famiglia. Per Darwin questo peregrino è l’uomo, e sul nodo è rimasta, immutata, un’arcaica scimmia. Invece l’uomo è la forma primaria, archetipica, conservatrice. Rispetto ai suoi congeneri ha conservato lo schema anatomico tipico, la base molecolare del proprio ordine di appartenenza. Egli è il Peter Pan dei Primati, «il bambino che non voleva crescere». È il primo, non l’ultimo. Nei termini del Tao, l’uomo è Yin, nero, tenero, femminile. La scimmia è Yang, bianca, dura, maschile. Uomo e scimmia sono due modalità dell’essere, opposte e complementari: ognuna contiene in sé la potenza inespressa dell’altra. L’uomo, solenne, è il sole della savana, la scimmia, festosa, istintiva, è la luna nel bosco. L’uomo ha avuto infusa un’anima che lo destina alla luce o al peccato; la scimmia, con il suo istinto innocente, subisce le catene dell’uomo. L’opera di Sermonti raccoglie e combina risultati scientifici, aneddoti, parabole, favole e variazioni filosofiche. Il protagonista è la scimmia, il modello è l’uomo, l’eroe è il bambino.

Il Terzo Reich e il Sogno di Atlantide - Franz Wegener - 19,00
Atlantide ha attraversato come un filo rosso la storia del radicalismo di destra: dagli ariosofi, che giocarono un ruolo importante nella fase d’incubazione del nazionalsocialismo, passando per i numerosi autori nazionalisti degli anni ’20, la Società Teosofica di Helena Blavatsky e illustri esponenti del Partito nazista come Wirth e Rosenberg, per arrivare alla nuova destra europea e ai neonazisti tedeschi. Una continuità che esige una riflessione approfondita in grado di decifrare i meccanismi che hanno attivato questa fascinazione. L’autore prende in considerazione le analisi di illustri studiosi del mito di Atlantide: fra le altre, quella di Julius Evola, secondo cui l’«uomo dominatore », appartenente alla razza nordica, avrebbe affrontato le «assai meno valorose razze del Sud»; e quella di Georges Sorel, che vedeva nel mito una successione di immagini in grado di suscitare stati d’animo ed emozioni di portata sociale. Rifacendosi agli studi sul mito di Roland Barthes, dietro all’immagine dell’isola paradisiaca Wegener giunge però a scorgere una sostanziale pulsione di morte. Una pulsione da cui non sono esenti le teorie nazionalsocialiste: alla ricerca delle origini del popolo ariano, Hitler e Himmler formularono la tesi secondo la quale la pura razza degli abitanti di Atlantide – da loro collocata nel Nord del mondo – tramontò essendosi mescolata con specie inferiori. I pochi ariani sopravvissuti, migrati sul continente, sarebbero i progenitori della superiore razza tedesca destinata a dominare la terra. Seguaci di una visione apocalittica del mondo, i nazisti trovarono nell’immagine- modello di Atlantide il folle ideale di perfezione e superiorità che li risucchiò, inconsapevolmente, in un vortice sempre più rapido di autodistruzione.

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Thich Nhat Hanh. La felicità della Piena Consapevolezza - Jean-Pierre e Rachel Cartier - € 14,00
A pochi chilometri da Bordeaux vive un monaco vietnamita che è una delle voci più alte della spiritualità di ogni tempo: Thich Nhat Hanh. Qui, nel 1982, ha fondato il Villaggio dei Pruni, una vera e propria oasi buddhista accessibile a tutti, così come accessibili appaiono, leggendo i suoi testi, una religione e una concezione del mondo molto lontane dall’Occidente. Ma non è il fascino dell’esotico a sedurre chi arriva in questo luogo. Come il lettore constaterà attraverso il racconto degli autori – osservatori dall’interno della quotidianità dei monaci e delle monache che risiedono al Villaggio dei Pruni – e le testimonianze dei partecipanti ai ritiri che hanno luogo, ciò che colpisce, e magari disorienta, è la semplicità dell’esistenza che vi viene condotta. «Innanzitutto bisogna imparare a respirare» afferma Thich Nhat Hanh. E dal respiro consapevole, cuore di tutto il suo insegnamento, si snoda un percorso spirituale che coinvolge ogni momento della giornata: dai pasti alla meditazione, dal lavoro alle relazioni interpersonali. Ogni gesto è importante se vissuto nel momento presente. Uomini e donne di diverse nazionalità e di diverse religioni ci narrano il modo in cui vivono giorno dopo giorno la Piena Consapevolezza. Le loro parole, appassionate e spontanee, esprimono tutta la forza di un pensiero più che mai attuale in un periodo funestato dall’intolleranza religiosa. A queste persone Thich Nhat Hanh non ha chiesto di sacrificare la propria fede ai nuovi ideali, e il loro voto – «non combatteremo mai, non uccideremo, né ci sacrificheremo per queste dottrine» – non ha bisogno di ulteriori commenti.

La Tua Grande Occasione. Le 101 lezioni che la vita mi ha insegnato per avere successo - Robin Sharma - € 16,00
Con un linguaggio concreto e diretto, ricco di esempi tratti dalla vita quotidiana, Robin Sharma ci rivela i principi ispiratori della sua straordinaria carriera di coaching: le strategie da lui suggerite sono tuttora adottate da colossi dell’economia mondiale come Microsoft, IBM e Nike. Il successo, secondo Sharma, non è prerogativa di una cerchia di privilegiati. Al contrario, è alla portata di tutti, anche se per raggiungerlo occorre costruire giorno dopo giorno su solide basi, partendo da ciò che abbiamo dentro di noi, dalle nostre aspirazioni più autentiche e profonde. La «filosofia» di Sharma non è né astrusa, né complicata. Al contrario, si fonda su cose talmente semplici che spesso passano inosservate. Sharma ci aiuta a metterle a fuoco e a scoprire le tante piccole opportunità che la vita ci offre ogni giorno. Perché non è mai troppo tardi per diventare le persone che abbiamo sempre sognato di essere.

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L’Ultimo Alchimista. Cagliostro, mago nell’Età dei Lumi - Iain McCalman - € 23,00
Mago e ciarlatano, santo e ruffiano, alchimista, guaritore, iniziato e fondatore di una Massoneria mistica egiziana: Giuseppe Balsamo (alias Giuseppe Pellegrini, colonnello dell’esercito brandeburghese, alias conte Alessandro di Cagliostro, alias Grande Cofto) è sicuramente una figura-chiave del ’700 europeo. Personalità enigmatica e proteiforme, capace di sfuggire a qualsiasi tentativo di delinearne con precisione i contorni, ha rappresentato meglio di chiunque altro lo spirito di avventura e la vena «irrazionale» del Secolo dei Lumi. Al tempo stesso abile truffatore e protagonista di vicende che hanno segnato la Storia (una su tutte: l’«affare della collana di diamanti», scintilla della Rivoluzione francese), è stato anche un profondo conoscitore della psicologia e della natura umana, sempre pronto ad aiutare i poveri e i bisognosi, dispensando consigli e cure mediche più volte definite «miracolose» da testimoni suoi contemporanei. Iain McCalman, attraverso l’analisi di una ricca documentazione spesso inedita o poco considerata, ripercorre le vicende che hanno segnato la vita di Balsamo: dalla nascita in un quartiere povero di Palermo, ai numerosi viaggi prima a Malta (dove entra in contatto con i Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni), poi a Londra (periodo in cui viene iniziato alla Massoneria e scopre i manoscritti di George Cofton), in Curlandia, a San Pietroburgo (accolto freddamente da una prevenuta Caterina II), alla corte di Luigi XVI e Maria Antonietta (che lo faranno rinchiudere alla Bastiglia); fino al fatale ritorno in Italia e al tradimento da parte dell’amata compagna di una vita, Serafina, che lo getterà nelle mani del Sant’Uffizio, e alla conseguente prigionia nella rocca di San Leo. Il tutto raccontato con uno stile colorito e incalzante, in perfetta sintonia con un uomo che, come dice Roberto Gervaso, chi fosse «non lo sapeva nemmeno lui. Se l’avesse saputo non avrebbe fatto quel che fece, non sarebbe diventato quel che diventò. Ma l’enigmaticità fu il suo fascino».

La Via della Seta. Da Alessandro a Tamerlano - Edith e François-Bernard Huyghe - € 28,00
Non c’è merce che non abbia valore di sogno. Ma la seta, con i suoi magici riflessi, è forse quella che ha acceso i desideri più ardenti. Dopo essere apparsa per la prima volta a occhi occidentali oltre duemila anni fa, durante una battaglia nel deserto fra romani e parti, non ha mai smesso di rappresentare una magnifica ossessione. Simbolo di ricchezza e potere, primo esempio di valuta pregiata in India e in Cina (dove il segreto della sua fabbricazione, custodito gelosamente per secoli, è stato oggetto dei primi tentativi di spionaggio industriale della storia), il prezioso tessuto ha viaggiato attraverso le piste inaugurate da Alessandro Magno, poi percorse in pace dalle carovane dei mercanti e dai monaci buddhisti, e in guerra dalle armate dell’Islam, del Celeste Impero e dei khan mongoli. La riscoperta della via della seta da parte del mondo cristiano si deve alle cronache, in parte favolistiche, di Giovanni da Pian del Carpine, ai miti esotici raccolti nel Milione da quel geniale millantatore che fu Marco Polo e ai diari di viaggio di un prestigioso intellettuale islamico del Medioevo, Ibn Battuta. Ma anche opere più schiettamente letterarie (dalle Mille e una notte ai racconti dei sette viaggi di Sindbad il marinaio) o tradizioni improbabili (come quella del fantomatico Prete Gianni, il cui misterioso regno, mai localizzato con certezza sulle carte geografiche del tempo, fu però nominato da tutti) ci trasmettono un riverbero di quel lontano splendore. In tale turbinio di storie, leggende, avventure, incontri e scontri, sapientemente narrati in queste pagine, la via della seta appare come un orizzonte aperto, un ponte gettato fra civiltà e culture diverse, un’arteria vitale per gli scambi commerciali e la circolazione delle idee, che ancora oggi, nell’epoca della globalizzazione, mantiene intatta la sua suggestione.

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