S A G G I S T I C A

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Alla ricerca della Luna. Ovvero ipotesi e riflessioni sulla possibilità di una realizzazione femminile di tipo primordiale - Ada d’Ariès - € 13,50
Gli antichi e misteriosi culti di Iside, di Cibele, di Demetra, di Freya, di Astarte, di Semele, di Diana, di Nut e molti altri, sono ancora oggi quasi del tutto sconosciuti agli storici ed agli studiosi delle forme religiose ed iniziatiche dei popoli antichi. Ben poco, infatti, si può congetturare su di essi basandosi sugli scarsissimi reperti archeologici che sono giunti fino ai nostri tempi, o sulle ancor più scarse testimonianze scritte che li riguardano. È ragionevole pensare che tali culti fossero in molti casi delle forme misteriche, riservate nel modo più rigoroso alle donne, che furono sempre protette da un velo di riservatezza e di silenzio se possibile ancor più fitto delle corrispondenti tradizioni iniziatiche maschili.

All’Origine delle Parole. Ovvero del significato occulto ed antico di alcune parole e del potere di conoscenza e di magia che in esse si può ancora trovare - Mario Negri - € 16,00
Di fronte all’incalzante produzione di neologismi, attraverso i quali il mondo moderno cerca di espandersi, di rinominarsi e di comprendere se stesso, “arricchendosi” con significati derivanti dalle continue scoperte che in campo tecnologico, medico o scientifico vengono quotidianamente fatte, il nuovo lavoro di Mario Negri sembra poter dimostrare che occorrono invece poche parole per spiegare, o quanto meno per indirizzare verso un corretto e non vano sapere, chiunque abbia nel proprio animo domande alle quali le scientifiche “verità” odierne non hanno potuto fornire adeguata risposta. In questo saggio, l’autore pone in evidenza il fatto che il linguaggio degli uomini si è progressivamente inaridito, depauperando la parola di significati che un tempo le appartenevano e che dagli stessi uomini erano ben conosciuti, per dar luogo ad un tipo di comunicazione più funzionale e consonante al mutato e più “dinamico” stile di vita moderno. Ma tali significati originari non sono andati perduti, sono anzi sempre disponibili per coloro che abbiano la particolare capacità di sentire la forza evocativa di alcune parole, capaci di chiamare od allontanare le energie a cui esse si riferiscono; parole da non considerare come un mero strumento di comunicazione, bensì come un mezzo magico per mettersi in sintonia con le forze naturali visibili ed invisibili, come una chiave per accedere ad un segreto che la maggior parte delle persone non vuole più o non è più in grado di intendere.

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Appunti di un’Opera Ermetica manoscritto di anonimo pubblicato postumo finito di scrivere in Ferrara il 21 dicembre 1963 - € 13,50
Di solito si ritiene che l’Alchimia sia una specie di chimica primitiva, quasi del tutto priva di criteri operativi logici e scientifici, che in un certo senso diede origine alla chimica moderna. Forse in certi casi le cose potrebbero essere realmente andate in questo modo, ovvero potrebbe essere avvenuto che alcuni individui, cercando di ottenere dei metalli preziosi attraverso operazioni del tutto illogiche e prive di senso dal punto di vista della chimica moderna, abbiano fatto delle scoperte, che furono utili per venire a conoscenza delle leggi scientifiche della chimica. Però potrebbe anche essere che costoro non fossero i veri Alchimisti, ma quelli che dell’Alchimia avevano una concezione errata. Che avevano ritenuto cioè che le operazioni descritte nei molti testi medioevali che trattavano di questo argomento fossero effettivamente finalizzate ad un arricchimento profano, ottenuto per mezzo di utopistiche trasformazioni di metalli poco costosi in metalli preziosi. Forse invece i veri Alchimisti non avevano bisogno di alcuna sostanza esterna a loro stessi per operare. Potrebbe appunto essere che l’Alchimia altro non fosse che una segreta Scienza di trasformazione, che operava solamente sull’interiorità animica e spirituale dell’individuo. Forse essa usava il concetto di trasformazione del Piombo in Oro come simbolo di un cambiamento ontologico interiore, che poteva avvenire in colui che tale tipo di Scienza praticava. Forse l’Alchimista, per mezzo di pratiche ascetiche complicate e prolungate, poteva diventare sempre più perfetto e radioso, proprio come chi fosse riuscito a diventare spiritualmente leggero e luminoso, da pesante ed oscuro che era, così come appunto è pesante il Piombo e radioso l’Oro. Se le cose stessero in questo modo, si potrebbe ritenere che l’Alchimia sia stata una Scienza iniziatica segreta, occultatasi nel periodo medioevale per mettersi al riparo dai rigori dell’inquisizione, che prese origine da quegli insegnamenti sapienziali dell’antico Egitto, che potrebbero essere riferiti appunto alla misteriosa scuola di Ermete, l’emblematico personaggio che diede appunto origine alla Tradizione ermetica. Il presente piccolo libro, che l’Editore ricevette in circostanze misteriose, afferma appunto quanto appena detto. Pur essendo caratterizzato da un linguaggio complesso ed in certi punti poco comprensibile, esso svela molti simboli della trasformazione ermetica, che in alcuni casi sembrerebbero quasi assimilabili a certe tecniche iniziatiche caratteristiche di quelle discipline orientali che sono così seguite ed apprezzate oggi in occidente. Ma forse proprio così deve essere, dato che le vere tecniche di trasformazione interiore dovrebbero puntare tutte nella stessa direzione e di conseguenza potrebbe non esserci una gran differenza essenziale, ma solo esteriore, nei modi operativi delle varie tecniche di vera trascendenza. Tale piccolo libro potrebbe inoltre dimostrare che ancora oggi in occidente vi sono dei seguaci della Tradizione Alchemica, che in gran segreto e disdegnando ogni riconoscimento ed ogni approvazione da parte dei cultori dell’esoterismo, e forse disprezzando la banalizzazione degli insegnamenti iniziatici che è avvenuta negli ultimi decenni nel mondo, continuano a ricercare i Misteri della Scienza ermetica.

L'Arpa Celtica. Un viaggio tra passato e presente, incanto e realtà, alla fine del certo, all’inizio del sogno - Hal Belson - 11,50
È curioso che proprio nel periodo in cui la scienza ufficiale proclama di aver raggiunto il suo più alto livello di sviluppo e si fa carico di ogni problema per trovare risposte certe, la vita dell’uomo moderno tende invece a essere un’esperienza caratterizzata dall’ incertezza e dalla vacuità. L’estrema difficoltà che si incontra nella ricerca di valori, ai quali valga la pena di dedicarsi, è bilanciata dalla facilità di occupare il proprio tempo nello “svago organizzato”, facilmente raggiungibile con l’ausilio del solo denaro. E’ anche vero che, in alcuni casi, si manifesta un richiamo a cercare altrove, nel passato, nella natura, nel mondo delle fiabe, alla ricerca di valori che non hanno smesso di esercitare influenza e fascino verso chi non si stanca di cercarli. La musica, può ben prestarsi ad essere un ottimo strumento per ritrovare e accrescere una dimensione sottile equilibrata e armonica: si tratta di scoprire il giusto modo di utilizzarla, studiarla, avvicinarla. Proprio a questo il presente lavoro dedica la sua attenzione, ponendosi come invito alla riscoperta di un mondo musicale più vicino alle “origini”; cercando di gettare un ponte tra il mondo odierno e quello passato, visto, quest’ultimo, come una inesauribile fonte di valori tuttora vivi e preziosi, indispensabili, oggi come un tempo, ad infondere profondi significati nella vita di chiunque voglia e possa accostarli.

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I Celti e Milano. L'avventura celtica tra storia e mito nel Nord Italia - Marco Fulvio Barozzi - € 13,50
La storia e la tradizione dei Celti, qui esposte in maniera breve ma rigorosa, permettono di gettare una nuova luce sulla leggenda, tramandata da Tito Livio, secondo la quale Milano fu fondata da Belloveso, condottiero gallico, a seguito dell'invasione della Pianura Padana. Infatti, accanto alla consueta interpretazione dei fatti riportati, basata sui dati storici, archeologici e linguistici, l'Autore ne propone una complementare e alternativa, che si basa sull'analisi dei simboli, l'unica che può penetrare nell'universo delle civiltà premoderne, "tradizionali", nelle quali gli uomini parlavano il linguaggio del mito. Il confronto con le tradizioni Celtiche del Galles e Dell'Irlanda consente così di leggere in modo diverso la leggenda medievale che assegna ad una " scrofa semilanuta" un ruolo importante nella fondazione di Mediolanum; in questo modo la città si rivela come il centro geografico e religioso del celtismo a Sud delle Alpi, immagine del "Centro del Mondo". L'Autore Marco Fulvio Barozzi, è nato nel 1955 a Milano, dove si è laureato nel 1979 in Scienze Geologiche. Insegna in un Centro di Formazione Professionale e collabora a diversi periodici locali con articoli di storia e costume. La passione per la musica popolare dei paesi di lingua celtica lo ha portato, da circa un decennio, ad approfondire la sua conoscenza della civiltà dei Celti in tutti i suoi aspetti.

La Concezione Tradizionale dell’Aldilà. Ovvero il senso della vita e della morte secondo le dottrine arcaiche - Davide Melzi - 16,00
La morte è un Mistero indicibile, ma forse lo è anche la vita. Si potrebbe considerare, riprendendo un’antica simbologia indiana, che la vita sia come compiere un viaggio nelle ore notturne, senza sapere da dove si viene e dove si va: si è trasportati, tutto ci scorre velocemente davanti come attraverso un finestrino, e non conosciamo il senso di questo andare, ma sappiamo che prima o poi esso avrà una conclusione. Forse le antiche tradizioni concepivano un modo diverso di sentire e di vivere, e anche di morire. Un modo che potrebbe essere indirizzato a qualcosa di alto e luminoso, qualcosa che deve essere fatto oggetto di una difficile e forse lunga ricerca, attraverso un viaggio che forse è iniziato prima della nostra nascita, e che continua ben oltre la nostra morte a questo mondo. Un libro non è altro che un’approssimazione più o meno fedele alla realtà, ma non è la realtà. La realtà non si legge né si pensa, ma si vive, e la realtà della morte non fa eccezione. Quando, presto o tardi, noi moriremo, vivremo esperienze che potrebbero essere molto diverse da tutto quanto si sia potuto immaginare leggendo questo testo, o altri del medesimo tipo. Ma forse conoscere le testimonianze ed i consigli dei saggi delle antiche tradizioni sapienziali, cioè di coloro che tale viaggio lo avrebbero già compiuto in modo consapevole, al punto tale da poter indicare la via, potrebbe avere la stessa utilità del possedere una carta geografica precisa. Colui che, almeno sul piano razionale, sa dov’è e dove deve andare, è forse in una condizione migliore di colui che deve basarsi solo su ciò che entra nel suo limitato campo visivo, o che magari si basa su di una mappa sbagliata, che potrebbe essere assimilata ad una delle concezioni del mondo e della vita che oggi sono diffuse. Come suggeriscono le Upanishad, colui che è ignorante sulle vite e sulle morti sarebbe come uno bendato e portato in un paese sconosciuto il quale vagherebbe a caso, prima di qua e poi di là, e non tornerebbe mai. Se invece qualcuno gli togliesse la benda e gli dicesse: il tuo paese è di là, se egli fosse saggio ed accorto, e si muovesse realmente in quella direzione, chiedendo informazioni di villaggio in villaggio, alla fine potrebbe riuscire a tornare a casa propria. Così forse, affermano gli antichi Saggi, è di colui che ha ricevuto un insegnamento: sa di essere lontano dalla Liberazione, ma sa anche di essere sulla strada che vi porta, attraverso le difficili e sorprendenti prove della vita e della morte.

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Delle Antiche Danze Femminili, del loro significato magico e rituale e delle loro sopravvivenze nei tempi attuali - Irina Naceo - € 16,00
Il significato delle danze odierne è noto a tutti e si potrebbe dire che esse abbiano principalmente lo scopo di un divertimento, di uno spettacolo, di un corteggiamento ed in certi casi, come nella danza classica, di una rappresentazione artistica. Se però si pensasse a come potevano essere le danze di qualche migliaio di anni fa e sopratutto al senso che esse potevano avere, si potrebbe forse prendere atto che gli scopi per cui esse venivano eseguite fossero totalmente diversi da quelli per cui oggi si danza. Nel presente saggio viene approfondito appunto il senso delle danze arcaiche e tradizionali sopratutto femminili, fino a scoprire una causa comune in ogni antica manifestazione coreutica delle donne. L’autrice dimostra infatti, con ricerche approfondite, che la danza femminile dei tempi primi aveva quasi sempre dei significati magici e rituali. Essa non era quindi, così come oggi è, un semplice divertimento né una valvola di sfogo che permettesse l’evasione, anche se per un tempo limitato, dalla realtà del quotidiano, dallo stress e dalle problematiche individuali. Le donne di allora non danzavano per compiacersi della propria capacità di eseguire un ritmo, di muoversi in modo aggraziato e seducente o per manifestare il proprio potere attrattivo nei confronti del maschio. Le loro danze, come testimoniano certi studiosi contemporanei e molti antichi autori di ogni parte del mondo, erano sopratutto sacre e finalizzate ad uno scopo magico od addirittura in certi casi ad una conoscenza trascendente e cioè ad avere estasi di tipo sciamanico, che la danza poteva appunto propiziare. Sono sopratutto questi gli aspetti della danza arcaica ricercati, analizzati e spiegati dall’autrice che ripropone alle contemporanee un modo di danzare simile a quello praticato dalle donne dei tempi arcaici. Tale ricerca potrebbe essere attuata danzando, in modo totalmente diverso da come oggi si usa, certi balli di tipo primitivo che ultimamente sono ritornati di moda in Occidente, come la danza del ventre e la hula delle isole hawaiane.

Entità Fatate della Padania. Ovvero trattato dei Draghi, Fate, Folletti e di altre strane creature che possono apparire in questa terra, dei loro usi e costumi e di alcune loro gesta ed imprese - Alberta Dalbosco e Carla Brughi - € 19,00
Ci sono sapori, odori e sensazioni dell’infanzia che, nonostante il passare degli anni, restano vivi nella memoria e che, per strane ed imperscrutabili ragioni, si sente il bisogno di ritrovare. Per chi ha avuto la fortuna di avere dei nonni che nelle lunghe serate invernali, seduti davanti al camino sorseggiando del vino caldo, raccontavano, con lo sguardo perso nel vuoto alla ricerca di arcani ricordi, storie strane ed affascinanti di Fate e di Folletti, di Orchi e di Draghi, il desiderio più grande resta quello di riassaporare l’incanto e lo stupore che quei racconti portavano con sé. Carla Brughi e Alberta Dalbosco si sono messe in viaggio proprio alla ricerca di qualcuno che ancora sapesse prenderle per mano ed accompagnarle nel mondo incantato delle leggende. A volte si sono limitate a leggere dei libri, altre volte si sono incamminate, zaino in spalla, per le valli alpine alla ricerca di una testimonianza diretta.Nell’incanto dei monti hanno incontrato persone meravigliose, gente semplice e ospitale che non negava mai una tazza di latte, un sorriso ed una storia. Per quella gente le montagne non erano semplici accumuli di rocce, terra e alberi, ma spesso giganti addormentati o guardiani misteriosi, così come le grotte erano ingressi a mondi sconosciuti e incantati. Passeggiando rispettosamente per le valli si fermavano, di tanto in tanto, ad indicare quel masso o quella roccia dove i loro occhi, e pian piano anche quelli di Carla e Alberta, vedevano la bocca, il naso o la fronte di qualche misteriosa e antichissima entità del posto. Allora si sedevano all’ombra di qualche grande albero e con voce bassa e rispettosa raccontavano la leggenda che quella visione aveva rammentato loro. Così è nato questo libro, che vuol raccogliere le testimonianze di questa gente, affinché queste storie possano ancora esistere ed ancora essere raccontate, di sera, davanti ad un fuoco acceso.

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Il Giudizio della Donna. Ovvero di cosa una Sacerdotessa dell’antica religione della Grande Madre potrebbe pensare dei tempi attuali e dei consigli che potrebbe dare alle donne che desiderassero ascoltarla - Ada d’Ariès - € 16,00
Potrebbe essere possibile per una donna dei tempi attuali, che non si riconosce nei miti, nei modi d’essere e nelle finalità esistenziali che caratterizzano la maggior parte dei contemporanei, cercare di dare alla propria esistenza un senso, che fosse per lei più congeniale, ricercando una sintonia con quell’archetipo femminile che venne denominato in tempi antichissimi Grande Madre? Secondo l’Autrice del presente scritto, che ha già trattato questo argomento in alcuni suoi precedenti libri, una ricerca di questo genere potrebbe essere attuabile, purché venga compiuta una complessa trasformazione che in un primo tempo dovrebbe portare a disidentificarsi da tutte quelle concezioni, quelle morali e quei modi di pensare che caratterizzano la gran maggioranza delle moderne donne occidentali. In un secondo tempo si dovrebbe poi ritrovare il modo d’essere magico e segreto di una ipotetica donna arcaica, ovvero di una devota dell’antichissima religione della Grande Madre, di quella Dea che in luoghi e tempi diversi fu invocata e venerata dalle donne con nomi differenti, che però si riferivano sempre all’aspetto materno ed amoroso della manifestazione divina. Quella Dea datrice di gioia, di bellezza e di armonia con la quale era possibile, praticando le antiche iniziazioni femminili, acquisire una sintonia talmente forte da sentirsi parte di lei, realizzando in se stesse uno stato d’essere che non era semplicemente umano, ma era partecipe della consapevolezza divina. Per realizzare ciò sarebbe auspicabile un incontro con una vera Maestra, in grado di trasmettere segretamente l’antica sapienza delle donne. Ma poiché non vi sono più in occidente quei culti e quei centri iniziatici femminili, ove alle fanciulle veniva insegnato tale tipo di realizzazione, forse tale incontro, che potrebbe essere quasi impossibile nella realtà, potrebbe in certi casi avvenire durante un sogno, dato che secondo l’Autrice a volte i sogni potrebbero essere più importanti, se non addirittura più veri, delle cose che succedono nella vita di tutti i giorni. E comunque in mancanza od in attesa di ciò, forse qualcuna potrebbe provare a ricercare da sola, nei modi indicati nel testo, in se stessa e per mezzo della contemplazione dell’armonia naturale, l’amore di quella Madre trascendente di tutte le cose, fino ad identificarsi in tale sentimento, più che nei ragionamenti e nelle problematiche dell’io pensante. Così agendo ci si potrebbe rendere appunto simili, acquisendone i poteri e le capacità intuitive, alle antiche Sacerdotesse della Dea ed a tutte quelle donne che percependo in esse il suo amore, riuscivano a dare alla propria vita un senso totale e profondo, certamente ben diverso dal senso limitato, parziale od effimero che la pubblicità, le mode ed i grandi mezzi di comunicazione cercano di solito di imporre al gentil sesso. I consigli ed i suggerimenti, dati al fine che qualche lettrice possa veramente iniziare a muoversi in questa direzione, potrebbero essere talmente importanti, che il presente libro dovrebbe essere letto da tutte quelle donne che provano nel profondo di se stesse un reale anelito verso un tipo di spiritualità femminile simile a quello delle donne arcaiche. Una spiritualità che, se pur ignorata, repressa, fraintesa o disprezzata, potrebbe dare, se fosse conosciuta e messa in pratica, un senso profondo e completo alla vita e forse anche delle esperienze e delle conoscenze che potrebbero appartenere alla dimensione trascendente.

Ipotesi sulla Guarigione. Ovvero riflessioni sulla medicina sacra e sciamanica, la salute, la malattia, la morte, la vita, il veleno ed il farmaco - Davide Melzi - € 16,00
Il modo tradizionale o arcaico di rapportarsi a tutte le realtà della vita potrebbe essere stato molto differente da quello moderno. Anche la malattia e la guarigione avevano, presso i popoli antichi e quelle popolazioni che fino a pochi secoli o decenni fa avevano mantenuto un modo d’essere simile a quello tradizionale, un senso molto diverso da quello di oggi. Quelle genti erano probabilmente a conoscenza di tecniche, riti e comportamenti, forse ereditati da epoche talmente lontane che se ne è perso il ricordo, che permettevano di guarire dalle malattie senza il ricorso ai medicinali chimici oggi in uso, né alla chirurgia. Gli antichi sapevano guarire con le sostanze naturali, con le erbe, con i canti magici, con la semplice azione analogica di quegli individui che, per l’opera di guarigione profonda, compiuta in primo luogo su se stessi, erano ritenuti insieme maghi e terapeuti. Alcuni di questi uomini e di queste donne, forse, erano addirittura in grado di guarire se stessi e gli altri, senza intervenire in alcun modo sul piano materiale. La malattia infatti non era considerata, come invece si fa oggi, esclusivamente come qualcosa che riguardasse solo il corpo, e nemmeno solo la dimensione psicofisica dell’uomo, bensì l’integralità del suo essere. Evidentemente ciò presupponeva la credenza, e forse anche la conoscenza, di qualcosa che fosse radicalmente al di là non solo del piano materiale, ma anche di tutto ciò che è ego, personalità e mente. Attualmente tali concezioni della malattia e della guarigione sono del tutto ignorate e quasi sempre vilipese dalla moderna scienza ufficiale. Esse sono relegate nell’ambito della superstizione e della magia, e sono considerate indegne di essere conosciute, se non come curiosità prescientifiche caratteristiche dei popoli primitivi. Ma forse i modi arcaici di combattere la malattia potrebbero, in certi rarissimi casi, funzionare ancora oggi. Il presente saggio, basato su quanto di tali conoscenze e di tali tecniche è giunto fino ai nostri giorni, magari sotto forme non facili da interpretare, ha l’intento di provare ad analizzare, secondo un metodo ipotetico, tali tecniche di guarigione.

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Manoscritto Dialettale di una Guaritrice di Campagna. Ovvero di come le donne possano guarire dalle malattie e dalle tristezze con l’Amore naturale - Barbara Fiore - € 16,00
Simile ad un messaggio in una bottiglia alla deriva tra le onde del mare, questo libro sembra contenere le indicazioni per raggiungere un tesoro. Qualcuno, leggendolo, potrebbe decidere di mettersi alla ricerca della preziosa magia, dei poteri di guarigione e di autoguarigione, delle gioie e delle armonie, degli incantesimi e delle percezioni sottili che in esso sono descritti. E chi sarà mai la Vecchina del Bosco, autrice del manoscritto originale? Qualche benpensante potrebbe ritenerla una semplice donna di campagna, legata a certe vecchie superstizioni e diffidenze, per mancanza di cultura, nei confronti delle comodità del progresso; altri potrebbero vedere in lei un’inquietante fattucchiera, intenta a rimestare in calderoni fumanti chissà quali misteriose pozioni. Ma potrebbe anche essere considerata una sopravvissuta di un mondo ormai quasi del tutto dimenticato ed il suo scritto acquisire il valore di testimonianza di una conoscenza che, qualche migliaio di anni fa, era patrimonio di molte persone in ambito femminile. Conoscenza che, con il passare del tempo, venne mano a mano dimenticata ma non da tutti, forse qualcuno la coltivò così da permettere che essa sopravvivesse all’oblio in cui il mondo occidentale moderno ha sempre cercato di confinare il modo di pensare e le concezioni arcaiche. Potrebbe però anche darsi che la progressiva snaturazione dell’animo femminile, imposta dal modo di vivere di oggi, faccia sì che tale arcaico sapere femminile, trasmesso per secoli da donna a donna, possa un giorno essere dimenticato. Questo libro parla di uno sconfinato amore per la natura non contaminata, per i boschi non tagliati, per gli animali selvatici che vivono liberi nel proprio elemento; afferma che da un grande amore per Madre Natura potevano scaturire, in tempi neanche tanto lontani, emozioni, stati di benessere, di forza e di potenza probabilmente simili a quelli conosciuti dalle Sacerdotesse e dalle antiche sciamane dell’occidente. Se donne come la Vecchina del Bosco esistessero ancora, seppur nel segreto, nell’isolamento e nell’incomprensione da parte della quasi totalità delle persone di oggi, una via rimarrebbe forse aperta, anche se difficilissima da individuare, per cercare di ritrovare la magia femminile originaria.

Il Mondo di Oggi e il Mondo dei Popoli Arcaici. Ovvero come gli antichi Celti, gli antichi Greci, gli Indù, i Vichinghi, gli Indiani d’America ed altri erano e come avevano previsto i tempi odierni - Mario Negri - € 16,00
Il pensiero degli antichi e più precisamente la loro visione del mondo, sono spesso considerati dall’uomo moderno con la sufficienza di chi crede di essere molto più avanti e di avere strumenti ben più raffinati ed efficaci per fornire la giusta spiegazione degli eventi che gli si manifestano innanzi. Permeata dal concetto di progresso, la civiltà contemporanea è di buon grado portata a giudicare, da una presunta posizione di dominio, tutto ciò che l’ha preceduta; il convincimento che le scienze sviluppate, le micidiali armi di cui si dispone e l’incredibile livello raggiunto su di un piano tecnologico siano quanto di meglio occorre all’uomo per condurre la propria esistenza, porta a considerare che la conoscenza degli antichi, nonostante in più di un’occasione abbiano dato vita a pregevoli esempi di civiltà, sia stata decisamente inferiore a quella raggiunta dal mondo moderno. Questo punto di vista appare però limitato se si confronta con quanto, raccolto dalle più disparate culture e tradizioni arcaiche, sia in grado di fornire un quadro sufficientemente chiaro di quali fossero i motivi ispiratori di tali civiltà. Appare infatti subito evidente che gli antichi non vivevano nella più oscura ignoranza, che non erano succubi delle manifestazioni naturali combattendo contro di esse e contro i propri simili per garantire la propria sopravvivenza. Conoscevano invece molto bene gli eventi di cui erano testimoni ed avevano un’idea decisamente chiara di ciò che sarebbe accaduto dopo di loro, fino a tracciare, con una precisione sconcertante, situazioni nelle quali non è difficile, a meno di essere completamente accecati dalle proprie convinzioni, riconoscere mondi assai simili a quelli che oggi si è soliti vedere.

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Motti della Sapienza Arcaica. Ovvero detti, aforismi e proverbi che esprimevano la conoscenza sacra dell’Oriente e dell’Occidente - Davide Melzi - € 16,00
Forse i troppi discorsi, più che chiarire la verità, la allontanano. Nei tempi arcaici le genti racchiudevano la conoscenza in simboli costituiti da semplici tratti, oppure in poche essenziali parole: si potrebbe dire che tutto il Cosmo era contenuto magistralmente nella essenzialità. Questo libro ha per oggetto una selezione di proverbi, massime, sentenze, motti ed aforismi raccolti da varie parti del mondo e da diverse epoche, i quali nella propria linearità sembrano proprio palesare significati profondi e degni di riflessione. Essi sono stati accuratamente scelti e commentati. Infatti non tutti i proverbi ed i detti che si possono trovare nelle normali raccolte dedicate a questi argomenti sono fonti di saggezza, bensì forse pochi di loro; la maggior parte dei motti e delle massime, infatti, sono soltanto delle osservazioni sentenziose, perlopiù banali, prodotte dall’osservazione della realtà quotidiana. Quando i detti conservano un vero valore di conoscenza, essi potrebbero rappresentare come un ricordo di una tradizione più antica: perciò è stato appunto necessario operare una selezione tra i proverbi, i motti e gli aforismi normalmente conosciuti, proprio in relazione a questa loro ipotetica essenza profonda e superiore. In virtù di tale essenza i motti riportati e commentati in quest’opera, lungi dall’essere espressione di un senso comune trito e ritrito, come normalmente si crede, potrebbero forse rivelarsi preziosi aiuti su una via di conoscenza di se stessi e del Cosmo. Aiuti preziosi specialmente nei momenti problematici, proprio perché essenziali, magistralmente brevi e conchiusi in se stessi. Strumenti di lavoro, perché si possono imprimere facilmente nella memoria, possono divenire oggetto di riflessione, di meditazione, e soprattutto di azione; possono magari cambiare il senso di una vita, cioè cambiare la sua direzione, od imprimergliene una.

Poemetto Alchemico - con commento e note a cura di Davide Melzi - € 16,00
Il presente testo contiene la riproduzione di un Manoscritto alchemico finora inedito. Si tratta di un’opera scritta in versi rimati, che ci porta in un mondo misterioso ed affascinante, nel quale incontriamo la Terra ed il Cielo, la Fiamma e l’Oceano, la Morte e la Vita, lo Schiavo ed il Re. Tale opera ben si inquadra in quella Tradizione che è stata chiamata “ermetica”, dal nome del Dio Ermete Trismegisto, cioè “tre volte grande”, che sarebbe stato il misterioso iniziatore di una segreta Scienza di trasformazione, la quale non avrebbe riguardato, come oggi si è abituati a credere, dei metalli materiali, bensì quei “Metalli” sottili che, nel linguaggio cifrato dei testi alchemici, costituiscono l’essere umano. Una trasformazione che avrebbe potuto condurre l’uomo da una condizione corrispondente al Piombo, ovvero di soggezione alla materia pesante, ad un modo d’essere coincidente con l’Oro, ossia alla reintegrazione in quello stato di reale e luminosa Consapevolezza, di eterna gioiosa Armonia, che secondo i miti caratterizzava coloro che vissero nell’Era primordiale, il mondo primigenio degli Dèi. Il Manoscritto è accompagnato da una serie di annotazioni che forniscono un’interpretazione razionalmente intelligibile dei simboli e delle operazioni dell’Alchimia. Le annotazioni sono il risultato di un lavoro di studio e di confronto puntuale con i più autorevoli studiosi di queste tematiche e con le fonti di altre tradizioni sapienziali, laddove si sono riscontrate indubbie convergenze. Sono stati però analizzati e citati soprattutto i principali testi della stessa Tradizione Ermetica occidentale, messi a confronto con il Manoscritto. Sono gli stessi Libri alchemici a consigliare la propria lettura assidua ed il confronto tra le varie fonti, poiché – essi dicono – il Messaggio è sempre lo stesso, ma quegli aspetti che in un testo sono espressi oscuramente, altrove sono descritti in forma esplicita. Cosicché solo da uno studio comparato, di cui in questa sede sono fornite al lettore le basi, può forse derivare la comprensione. Una comprensione che richiederebbe in ogni caso un’intuizione, un’illuminante ‘chiusura di contatto’ tra il simbolo e l’esperienza. Un’intuizione sottile che forse potrebbe essere resa possibile dalla lettura vigile e sensibile dei meravigliosi e magici versi di quest’Opera poetica.

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Il Ragazzo dagli Occhi di Velluto. Ovvero la storia di un cammino verso la trascendenza erotica - Dana Leberel - € 20,00
Sicuramente potrebbe apparire incredibile che sia ancora possibile intendere Eros non come qualcosa di peccaminoso ovvero come una forza che stimola unicamente verso il rapporto tra i sessi, come oggi si usa. Eppure proprio questo cerca di dimostrare l’Autrice del presente libro, descrivendo rapporti e situazioni in cui l’Eros viene inteso come un antico Dio, ovvero come una forza luminosa che può permettere ad individui particolarmente qualificati e predisposti a questo genere di cose, di oltrepassare i limiti della normale specificità umana e di vivere stati d’essere che partecipino del Divino. Del resto anticamente esistevano pratiche iniziatiche in cui l’energia di Eros era finalizzata al trascendimento e forse echi segreti di tali pratiche sono arrivati fino ai nostri giorni, sopratutto presso quei popoli e quei luoghi dove le religioni monoteistiche e moralizzatrici non le hanno sradicate, considerandole diaboliche e malvagie. Molti studiosi hanno compiuto ricerche, analizzato ed elaborato teorie in merito a questo tipo di culti ma, come forse vuole mostrarci l’Autrice nel presente libro, non sono gli studi intellettuali, per quanto approfonditi e colti, che possono portare alla reale Conoscenza, bensì la pratica ovviamente riservata, oggi come nel passato, a coloro che possiedono le caratteristiche armoniche necessarie e sufficienti per poterla attuare ottenendo dei risultati. Si tratterebbe di identificarsi nella stessa luminosa e potente energia di Eros che, secondo certi antichi autori, è la forza che dà origine ad ogni manifestazione. Ma Eros è anche quell’energia che permette di elevarsi dal mondo sensibile verso la conoscenza trascendente, là dove si possono contemplare il bello e il buono in sé, prescindendo dalla dimensione materiale. Questo è ciò che avviene ai quattro protagonisti del presente racconto che, dopo essersi conosciuti in modi che fanno quasi presupporre l’intervento del destino, piano piano ritrovano, vivendo pratiche erotiche sempre più intense e fuori da ogni morale, stati d’essere trascendenti che li portano ad una beatitudine senza limiti. Data la scabrosità degli argomenti trattati, l’Autrice ha pensato di firmare il libro con uno pseudonimo e di variare i nomi dei protagonisti e dei luoghi dove l’azione si è svolta, anche per il motivo che, come dichiara nella sua prefazione, certe situazioni rare e preziose, vanno protette dalla curiosità dei più. La descrizione delle scene erotiche fatte dall’Autrice è in alcuni casi molto particolareggiata, per cui il presente libro dovrebbe essere letto solo da adulti.

Tracce Celtiche. Curiose, misteriose ed inquietanti. Piccolo viaggio all’interno di alcuni segni, misconosciuti o ignorati, del passato celtico antico e medievale nell’Italia alpina e padana - Marco Fulvio Barozzi - € 16,00
Un bilancio quantitativo di ciò che può essere ricondotto, nella cultura italiana e nelle sue tradizioni folkloriche, ad una eredità celtica (di origine antica o d'importazione medievale) porta a risultati deludenti: in ogni aspetto che si prende in considerazione non si ritrovano che frammenti sparsi o tracce appena riconoscibili. Il fatto che la ricerca “ufficiale” abbia raggiunto nella sua indagine modesti risultati, soprattutto a causa dell'innegabile esiguità del materiale documentario, ha spinto decine di appassionati a scrivere libri dedicati a delle pretese sopravvivenze galliche, spesso viziati da errori di metodo o da tesi preconcette, come quelle di coloro che, saltando secoli di storia, vorrebbero dimostrare una supposta continuità culturale o addirittura etnica. L’argomento dell’eredità celtica in Italia è stato spesso trattato male (e verrebbe da dire maltrattato), ma ciò non significa che si debba abbandonarlo definitivamente. Questo libro, sotto la forma di un breve viaggio in sei tappe, una delle quali tocca l'Irlanda, indaga su alcune delle tracce del passato celtico presenti nella cultura e nelle tradizioni italiane, particolarmente delle regioni alpine e padane; nell'Appendice fornisce anche un piccolo repertorio di vocaboli italiani di origine celtica. La trattazione non ha pretese di scientificità, ma di curiosità non superficiale, nel senso dello spirito con il quale i viaggiatori d'un tempo, prima del turismo di massa, si avvicinavano ai segni dell'uomo presenti nei vari luoghi che visitavano. L'autore si concede anche, soprattutto nelle note, qualche digressione in campi apparentemente lontani (dal concetto di paganesimo alla Fontana di Giovinezza, dall'esistenza delle Fate all'Eterno Femminino) e alcune parentesi buffe, quando gli capita di imbattersi in situazioni, temi o personaggi che meritano una riflessione, una critica o un sorriso. Proprio come quando si viaggia.

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Le Vergini Arcaiche. Ovvero di come le antiche donne custodissero la libertà, l’ebbrezza e la gioia - Leda Bearné - € 18,00
Un libro che sorprende per la capacità di coniugare la semplicità del linguaggio e dell'argomentare con una grande erudizione, una precisa tensione etimologica, una profonda conoscenza dei miti. Davanti ai nostri occhi vedremo scorrere i miti del passato, dove sono protagoniste le donne (le Yogini seguaci di Durga in India, le nordiche sciamane al seguito della Dea Freya, le Baccanti del corteo dionisiaco, le custodi del fuoco greche, britanniche e romane quali le Vestali, le Sibille delle più diverse civiltà); miti che pur venendo da luoghi lontani e da popoli profondamente diversi nascondono un unico filo conduttore che conserva, come una medicina, la traccia dell'epoca della Grande Madre, fonte di felicità e beatitudine per le donne; un'epoca nella quale verginità non voleva dire, come ora, assenza del maschio, ma assenza del maschio prevaricatore. Tale stato implicava innanzitutto una radicale autonomia di fronte all'uomo, l'assenza di qualsiasi tipo di vincolo o soggezione nei confronti di esso e niente affatto un'estraneità alla dimensione erotica. Anzi, la Verginità magica rappresentava una condizione di gioia e libertà femminile estreme e senza limiti che consentiva ad alcune fortunate donne di conservare e custodire la forza, il mistero, la bellezza e la purezza delle foreste vergini selvagge, inviolate e sconosciute agli uomini, covando costantemente nel profondo di sé stesse una perpetua divina, naturale, languida ed erotica ebbrezza. Giungeranno a noi stati d'animo, sensazioni e sentimenti, che la civiltà ha dapprima sradicato e poi pian piano trasformato nell'opposto; scopriremo un “progressivo divenire” che neppure il femminismo e i suoi derivati ha saputo interrompere. Un mondo perduto per sempre? Forse non completamente perché, nonostante i condizionamenti e gli imperativi della società odierna, magari ancora qualcuna potrebbe nutrire una profonda e radicata nostalgia di fronte all'ipotesi di poter un giorno “… ritrovare gli antichi misteri femminili, un insegnamento primordiale di gioia e di libertà in grado di portare davvero nelle dolci dimensioni di armonia conosciute dalle antiche Vergini, un insegnamento che potrebbe ridare loro la Verginità magica, la follia gioiosa, la coralità e l'intenso e continuo languore delle Vergini arcaiche”.

La Via dello Sciamanesimo Boreale e l’uso del tamburo come strumento di magia e di conoscenza - Davide Melzi - € 16,00
Lo sciamanesimo va oggi molto di moda nel grande “supermarket dell'occulto”, che dovrebbe soddisfare le esigenze di trascendenza di quanti, tra i nostri contemporanei, non sono appagati dalle forme di religiosità e di spiritualità dominanti in questi tempi. In molti oggi si proclamano sciamani, senza magari neanche sapere il senso etimologico di questa parola o il ruolo e la funzione che i veri sciamani avevano nelle culture primordiali. Ma il fatto che ci siano degli individui che si attribuiscono delle caratteristiche che in realtà non posseggono, magari a scopo di lucro od al fine di irretire delle persone ingenue o prive di capacità discriminanti, nulla toglie alla maestosità della figura del vero sciamano, che l'autore descrive basandosi anche su riscontri oggettivi di numerosi e autorevoli esperti dell'argomento. Lo sciamano è un uomo dotato di una grande forza interiore che, dopo aver percorso una Via iniziatica sotto la guida di un vero maestro e dopo aver compiuto una difficile opera di rettificazione e di distacco all'interno del suo animo, ha raggiunto una dimensione che difficilmente può essere compresa da chi non l'ha a sua volta raggiunta, e che l'Autore definisce il modo d'essere dell'uomo reale. La sapienza e la conoscenza che egli acquisisce è tale, e soprattutto si riferisce a dimensioni poste così oltre il limite del mentale, del logico e del razionale, che qualsiasi paragone tra un sapiente dei nostri giorni ed uno sciamano vedrebbe quest’ultimo - secondo l'Autore - sicuramente vincente, dato che lo sciamano ha imparato a conoscere, per averlo personalmente sperimentato e non per averlo sentito dire o per averlo letto sui libri, ciò che sta oltre la vita e la morte fisica, sa ‘volare’ nei mondi paralleli divini ed inferi, sa parlare con gli Dèi e con i demoni ed è in grado di guarire le malattie con la sua magia ed i suoi riti. L'Autore nel presente volume approfondisce in modo particolare l'analisi e lo studio dei mezzi operativi che lo sciamano usa per ottenere la sua conoscenza iniziatica. Descrive pertanto in modo minuzioso la fabbricazione del tamburo rituale e le tecniche d'uso di questo strumento, mettendo in evidenza le differenze e le analogie esistenti tra i vari popoli, presso i quali è sopravvissuta fino ai nostri giorni la tradizione sciamanica, che egli ritiene essere stata, in tempi antichissimi, un patrimonio comune di tutte le civiltà arcaiche. Egli descrive inoltre i metodi grazie ai quali lo sciamano entra in rapporto con gli spiriti, le entità invisibili e con il proprio totem, spiega la differenza tra il vero sciamanesimo, la trance ed i culti di possessione, riporta diverse autorevoli testimonianze di viaggi sciamanici nei “mondi paralleli”, accenna alle tecniche d'uso delle sostanze allucinatorie al fine di ottenere esperienze sciamaniche e mette in evidenza in più punti del libro la similitudine esistente tra lo sciamanesimo nordico e le tecniche alchemiche occidentali. Non mancano alcuni interessanti riferimenti alle pratiche operative dello sciamanesimo femminile, anche se il segreto, che da sempre ha caratterizzato questo argomento, ha permesso all'Autore di darne dei riferimenti solo parziali.

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La Voce dell’Antica Madre e dei modi per cercare di poterla ancora udire - Ada d’Ariès - € 13,50
Secondo alcuni studiosi del Mito vi fu un tempo in cui la religiosità delle genti fu rivolta sopratutto all’aspetto femminile della divinità. Quel lontanissimo periodo fu denominato età della Madre o era dell’Argento. Si può supporre che in quel tempo esistettero delle sacerdotesse che praticavano dei culti che avevano lo scopo di creare tra le donne, e la Dea primigenia alla quale esse si rivolgevano, una tale sintonia da fare in modo che alcune di esse potessero divenire sempre più simili a Lei fino a diventarne il riflesso e la manifestazione nel mondo. Del resto nei tempi antichi era ben contemplata la possibilità di farsi talmente simili agli Dei da entrare a far parte della loro dimensione. Ma se questa possibilità fu cantata e descritta in numerosi poemi epici arcaici di molte parti del mondo con riferimento ad un uomo, ben pochi spunti di un’analoga trasformazione femminile possono essere trovati nell’antica letteratura. Forse le donne quando intraprendono tale trasformazione, quando iniziano il viaggio che può portare a fondersi con l’antica Dea Madre, preferiscono farlo con maggior riservatezza, operando con più discrezione e silenzio degli uomini. E sicuramente, anche se esistono ben poche fonti che ne parlino, si può ritenere che il processo di iniziazione della donna, la sua integrazione nella Dea Madre sia avvenuto e forse, pur con molte maggiori difficoltà dei tempi antichi, potrebbe ancora avvenire. È proprio della possibilità di una ricerca iniziatica femminile che tratta il presente libro. In esso l’Autrice immagina che delle donne che sentono in sé la nostalgia degli antichi tempi della Madre, si rivolgano all’antica Dea ed instaurino con Essa un dialogo, durante il quale ricevono tutta una serie di consigli e di suggerimenti aventi lo scopo di aiutarle a diventare, malgrado i tempi, delle sue figlie. A realizzare cioè in se stesse lo stesso stato di perenne armonia, di gioia e di naturale spontaneità, che caratterizzava le antiche sacerdotesse dell’antica Grande Madre.

N A R R A T I V A

L’Antico Fuoco delle Donne. Ovvero di come potrebbero ancora essere segretamente celebrati i Riti della Grande Madre - Ada d’Ariès - € 16,00
In un piccolo pianoro tra le colline esisteva in tempi antichissimi un tempio in cui venivano celebrati i Misteri della Grande Madre. Però con l’avvicinarsi dei tempi moderni essi, a causa delle persecuzioni ed anche della sempre minor capacità delle donne di intendere quei Misteri, caddero in disuso fino ad essere dimenticati. Ma l’anima di un’antica sacerdotessa si incarna, proprio con lo scopo di riaccendere in quel tempio dimenticato il Fuoco rituale, nel corpo di una bambina figlia di normalissimi genitori. Essa nascendo perde però il ricordo di chi era e di quale sia la missione che deve compiere e prova solamente un insopprimibile disagio nei confronti del mondo che la circonda. Tale malessere sembra destinato a crescere negli anni e ad aggravarsi sempre di più, fino a quando un’Entità fatata compare alla bambina, spiegandole il senso della sua vita ed impartendole degli insegnamenti che hanno lo scopo di farle riottenere segretamente i suoi magici poteri di sacerdotessa. Tali insegnamenti, fatti anche di sogni durante i quali la fanciulla rivive i tempi antichissimi in cui era stata iniziata ai Misteri della Grande Madre, proseguono fino a quando, in età adulta, ella non ritrova la piena consapevolezza della sua sacralità. A questo punto ella incontrerà delle seguaci che, malgrado le difficoltà dei tempi e contro il comune modo di pensare, cercano in ogni modo di ritrovare l’antica magia femminile persa e dimenticata. Assieme ad esse l’antica sacerdotessa rinata, accenderà nuovamente il Fuoco sacro nel tempio nascosto della Grande Madre, dando vita ad un nuovo ciclo di trasmissione iniziatica femminile. Un racconto di incanti e di magie, di fatti inquietanti e meravigliosi, che potrebbe sembrare di pura fantasia, ma che, come afferma l’Autrice nella sua prefazione, forse narra una storia che, pur sembrando incredibile, potrebbe essere reale.

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La Casa delle Donne dagli Occhi Luminosi. Ovvero alla ricerca degli antichi culti femminili - Ada d’Ariès - € 18,00
Una giovane ragazza, che nella sua pur breve vita ha già avuto modo di sperimentare la miseria che la circonda, incontra un giorno Sofia, la donna che, avendo riconosciuto in lei i segni di un destino non comune, può aiutarla a riscoprirlo.
Le difficoltà della protagonista del racconto, che sembrano inizialmente di ordine fisico, rivelano invece alla saggia Sofia una sofferenza ben più profonda, causata piuttosto dall’estraneità che l’anima della ragazza prova nei confronti della vita che conduce. Seguendo il consiglio di recarsi da una Guaritrice, la giovane si ritrova a vivere in un luogo fuori dal tempo, circondata da figure femminili che, pur tanto differenti l’una dall’altra, la sconvolgono per ciò che fanno e per la luce che emanano nello sguardo che le rende così simili. Sarà con l’aiuto delle Donne dagli occhi luminosi, e del luogo colmo di buone e misteriose energie in cui vivono, che la protagonista troverà il coraggio e lo slancio necessari a scoprire il significato reale della sua esistenza. Come in un’antica fiaba iniziatica, la fanciulla dovrà affrontare prima di tutto se stessa, i propri dubbi, i luoghi oscuri della propria parte più umana, fino a compiere una vera e propria discesa nel profondo, laddove potrà ritrovare ciò che la ricongiungerà, ancora una volta, alla Madre di ogni cosa, a colei che dall’inizio dei tempi dà origine alla bellezza, all’armonia e alla vita. Una fiaba come quelle di tanto tempo fa. Una fiaba che propone obbiettivi esistenziali molto lontani da quelli ricercati nel mondo di oggi. Obbiettivi che se pur per quasi tutte le donne contemporanee non sono neppure concepibili, potrebbero essere ancora acquisibili da quelle poche fortunate destinate a conoscere gli antichissimi Misteri della Dea primordiale.

La Danza delle Anime Luminose. Ovvero di come una ragazza rinunciò ad un avvenire di normalità e conobbe i Misteri femminili - Ada d’Ariès - € 13,50
È la storia di una ragazza simile a tante altre che si possono incontrare nelle vie e nelle piazze delle città e dei paesi. Una ragazza che può avere i nomi di tutte quelle giovani donne di ogni parte del mondo, che non riescono a trovare un appagamento totale nei divertimenti e negli interessi caratteristici dei loro coetanei e che per questo motivo a volte vengono colte da un senso di vuoto, di inutilità ed anche da frequenti crisi di pianto. Ma ad un certo punto la protagonista del libro incontra una misteriosa ed affascinante donna, che le suggerisce di dare alla sua vita uno scopo completamente diverso. Le propone infatti di trasformare totalmente se stessa, liberandosi di tutte quelle idee, quei modi di giudicare e di comportarsi che caratterizzano le donne moderne, per ritrovare in se stessa l’assoluta naturalità e l’istintualità della donna primordiale. In questo modo forse potrà conoscere l’antica e misteriosa Magia femminile e dare un senso alla sua vita ben più profondo e completo e comunque non limitato solamente al lato materiale e fenomenico della realtà. Il libro descrive, passo dopo passo, la trasformazione della giovane donna, i suoi stati d’animo, i suoi pensieri, i suoi problemi e la sua graduale scoperta di un nuovo modo d’essere, non più limitato e definito unicamente dalla dimensione storica e materiale che tutti conoscono. La protagonista, anche grazie agli insegnamenti che riceve, riuscirà a prendere coscienza del fatto che la sua anima femminile è in qualche modo in relazione con ogni aspetto della natura nella quale si riflettono, per chi abbia acquisito una sufficiente sensibilità per intuirlo, l’amore ed il potere generativo della Grande Madre, ovvero di quell’entità femminile di armonia nella quale probabilmente cercavano di reintegrarsi nei tempi arcaici le fanciulle che venivano iniziate ai Misteri femminili. Un libro che potrebbe commuovere e forse dare qualche suggerimento a quei giovani e sopratutto a quelle giovani che non si accontentano di ciò che è appagante per la grande maggioranza dei loro coetanei.

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Le Figlie della Donna di Rame - Anne Cameron - € 16,00
Sicuramente non molte persone sono a conoscenza dell’importanza che aveva nei tempi antichissimi la trasmissione diretta da anziano a discepolo di riti e di segreti iniziatici, finalizzati alla realizzazione di stati d’essere sovra umani se non divini. In effetti su queste tecniche si basava forse il senso della vita delle popolazioni arcaiche prima che nascessero le religioni ed i riti collettivi e prima che l’egoismo individuale e la ricerca delle artificialità che contraddistinguono i moderni miti, materialisti e consumisti, riuscissero a dare uno scopo, certamente ben più limitato, all’esistenza dei singoli. Ma sicuramente ancora di meno sono coloro che suppongono che tale trasmissione non fosse solo maschile come si ritiene generalmente oggi. Infatti esistono diverse documentazioni originali sulle pratiche di iniziazione maschile, mentre sono praticamente inesistenti delle testimonianze riguardanti l’iniziazione femminile. Il libro di Anne Cameron è invece una rarissima e preziosa testimonianza di una trasmissione femminile da donna a donna che risale all’inizio dei tempi. È sicuramente sorprendente il fatto che tale trasmissione, che è stata raccolta dall’autrice presso le ultime donne della tribù indiana Nootka dell’isola canadese di Vancouver, consapevoli di un antico sapere magico trasmesso appunto attraverso i tempi, sia potuta arrivare fino a noi. Infatti la tradizione femminile è stata fortemente osteggiata se non perseguitata in tutti i tempi ed in tutti i luoghi sia dalla prepotenza maschile, sia dalle concezioni morali della nuova religione che definì le ultime donne, che possedevano riti e segreti negati agli uomini, streghe e seguaci del diavolo, come successe particolarmente in occidente fino a qualche secolo fa. Leggendo il libro si potrà notare che tale persecuzione e tale tentativo di sradicare le donne dal loro modo d’essere avvennero anche presso quei popoli lontani, quando i portatori della religione moderna arrivarono in quei luoghi. Nel libro è descritta la disperata difesa messa in atto dagli uomini e dalle donne del popolo Nootka contro gli invasori occidentali, portatori della nuova religione e precursori del nuovo modo di vivere. A poco però servì il sacrificio anche cruento dei guerrieri e delle donne sapienti. Come unico modo per non essere annichilite ed annientate sul piano fisico, annullando così la possibilità di una trasmissione iniziatica alle donne del futuro, le sagge sapienti Nootka decisero di rendere segreti i loro misteri e le loro conoscenze magiche, come forse avvenne in altre parti del mondo. E del resto si potrebbe pensare che la distruzione della tradizione femminile, così come quella maschile arcaica, sia stata necessaria perché le moderne religioni ed il moderno modo di pensare potessero imporsi presso quei popoli così come in tutto il mondo. Infatti la concezione della vita e del suo senso, che si può intendere leggendo il libro di Anne Cameron, è del tutto in opposizione con quello di oggi. Tale opposizione è talmente marcata che forse ben poche donne moderne potrebbero identificarsi nel modo d’essere, descritto dall’autrice, che caratterizzava le antiche indiane dell’isola di Vancouver. E comunque potrebbe essere stimolante e sorprendente conoscere quali fossero i miti e gli obiettivi esistenziali delle antiche sapienti del popolo Nootka, che sono probabilmente il modo di essere di tutte le donne arcaiche, che sono stati tra mille difficoltà segretamente trasmessi fino ai nostri tempi. Forse, conoscendoli, qualcuna potrebbe iniziare un difficilissimo ma entusiasmante tentativo per intendere la vera ed originale essenza della natura femminile, piena di magia, di libertà, di gioia e di amore.

Infernetti ovvero come si può andare all’inferno senza rendersene conto e come se ne può uscire se si è fortunati - Anna Lucia Sofra - € 19,00
Una famiglia come tutte le altre, con i soliti problemi quotidiani, le preoccupazioni sul futuro dei figli, le inevitabili difficoltà di comunicazione all’interno della coppia, gli impegni di lavoro e i doveri sociali. Lo sguardo acuto ed ironico dell’Autrice, entrando nei dettagli più intimi della vita dei personaggi, descrive in quale modo ciò che nell’opinione corrente viene definita una vita normale possa essere, per chi la vive, un infinito susseguirsi di gironi infernali. E così, tra un week end al mare e gli incontri con la suocera, tra i preparativi per un matrimonio e le insoddisfazioni sessuali ed esistenziali, si delineano le figure di Carla, di suo marito Daniele e del figlio maggiore, Andrea. In loro ed in altri personaggi che ruotano intorno alla famiglia emergono la mediocrità dei valori, la banalità dei rapporti, la vacuità dei sentimenti e, nel labirinto dei luoghi comuni, il bisogno di affermare il proprio ego al di là di ogni cosa. Diverso è per la figlia più piccola, Gemma, che sembra essere l’unica non solo ad accorgersi di vivere in un inferno, ma anche a desiderare di uscirne. Una lettura superficiale o un po’ “miope”, potrebbe far pensare che quanto narrato si riferisca esclusivamente ad altri; forse potrebbe essere anche facile, per molti, assimilare qualcuna delle figure descritte a persone che si conoscono, o che si sono conosciute. Più difficilmente potrebbe far pensare che ci riguardi. Il racconto al contrario appare particolarmente attuale e riflette, come davanti ad uno specchio, atteggiamenti, comportamenti e pensieri che si possono riconoscere come familiari e propri. La maggior parte delle persone potrebbe ritenere che tali inferni ed infernetti quotidiani siano inevitabili, e forse per la maggior parte delle persone è effettivamente così. Altri potrebbero trovare questo modo di vivere appagante, o quanto meno stimolante, essendo opinione piuttosto diffusa il fatto che certi problemi siano il sale della vita. Un sale tanto importante da indurre ad inventare problematiche, anche inconsapevolmente, pur di dare sapore e senso all’esistenza, pur di dare spessore all’ego. Forse qualcuno avverte un simile modo di vivere come inaccettabile. In rari casi, come mostra l’Autrice, ci può essere una via d’uscita. Diverso è per la figlia più piccola, Gemma, che sembra essere l’unica non solo ad accorgersi di vivere in un inferno, ma anche a desiderare di uscirne. Una lettura superficiale o un po’ “miope”, potrebbe far pensare che quanto narrato si riferisca esclusivamente ad altri; forse potrebbe essere anche facile, per molti, assimilare qualcuna delle figure descritte a persone che si conoscono, o che si sono conosciute. Più difficilmente potrebbe far pensare che ci riguardi. Il racconto al contrario appare particolarmente attuale e riflette, come davanti ad uno specchio, atteggiamenti, comportamenti e pensieri che si possono riconoscere come familiari e propri. La maggior parte delle persone potrebbe ritenere che tali inferni ed infernetti quotidiani siano inevitabili, e forse per la maggior parte delle persone è effettivamente così. Altri potrebbero trovare questo modo di vivere appagante, o quanto meno stimolante, essendo opinione piuttosto diffusa il fatto che certi problemi siano il sale della vita. Un sale tanto importante da indurre ad inventare problematiche, anche inconsapevolmente, pur di dare sapore e senso all’esistenza, pur di dare spessore all’ego. Forse qualcuno avverte un simile modo di vivere come inaccettabile. In rari casi, come mostra l’Autrice, ci può essere una via d’uscita.

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Le Meravigliose Leggende Celtiche con note finali sui personaggi mitici citati nel testo - rinarrate da Ella Young - € 13,50
Nel presente libro, tradotto per la prima volta in italiano, vengono trattati i più classici argomenti del folclore e della mitologia celtica: la creazione del mondo e la discesa degli Dei, la lotta tra i divini Tuatha De Danaan e gli inferi e mostruosi Fomori, il modo d’essere e di agire degli antichi Dei e degli uomini semidivini che abitarono l’Irlanda negli albori dei tempi, la loro scomparsa e la conseguente decadenza che preannuncia l’avvento dei tempi attuali. Tutti questi temi non sono stati trattati dall’Autrice Ella Young con il complicato linguaggio dei moderni studiosi di mitologia, ma bensì con il più semplice e più tradizionale linguaggio delle fiabe e delle leggende. L’Autrice infatti, partendo dai frammenti degli antichi miti fino a noi arrivati, dopo un lungo e meticoloso lavoro di ricerca, di connessione e di selezione, ha saputo descrivere con uno stile lieve, incalzante e di grande poesia, alcuni dei momenti più significativi della leggenda d’Irlanda, in un modo che forse le persone più sensibili a questo tipo di linguaggio potranno apprezzare ed intendere più di un complesso e spesso noioso saggio di mitologia. Si può affermare che l’Autrice, nello scrivere il libro, ha usato con parsimonia la propria immaginazione e la propria capacità fabulistica. Ella ha semplicemente connesso, ed in certi punti ampliato, con incisivi dialoghi e poetiche descrizioni, antiche fiabe ed antiche leggende, mettendo tutto il suo impegno nel cercare di dare ai racconti la stessa atmosfera e lo stesso potere d’incanto delle fiabe e delle leggende, che anticamente le nonne d’Irlanda raccontavano ai nipoti davanti al focolare, senza lasciare che le sue narrazioni fossero influenzate da concezioni od ideologie personali e moderne. Forse si potrebbe pensare che l’Autrice abbia scritto questo libro solo per dei bambini; in realtà, come lei stessa affermò, esso è stato scritto anche per quegli adulti nei quali la purezza, la sensibilità e l’innocenza della più giovane età non si è ancora spenta e che sono tuttora capaci di credere che ancora esistano, se pur in luoghi od in mondi lontani ed inaccessibili, quegli esseri divini e luminosi che forse hanno ispirato il lavoro dell’Autrice.

Il Meraviglioso Viaggio del Viaggiatore Turchino. Ovvero storia di un incredibile e misterioso viaggio in un luogo incantato, dove ancora esistono i Draghi, i Folletti, gli animali parlanti ed altre fantastiche creature - Hal Belson - € 16,00
Un viaggio, forse simbolico, forse reale o forse immaginario, che comincia dove un altro finisce; forse un viaggio nel viaggio, oppure le  diverse tappe di uno stesso. Ma qual è la destinazione? E quale l’origine? Forse è solo un sogno o forse un sogno nel sogno, ma qual è poi la differenza? Emergendo dalla nebbia, senza conoscere esattamente la propria provenienza, un viaggiatore si ritrova su di una nave che solca lontani e dimenticati oceani lungo un’antica rotta, nota forse solo ad un inquietante e silenzioso Capitano. Ma presto il viaggiatore raggiunge, ignaro, la sua destinazione: viene sbarcato a terra da solo, su di un’isola abitata da strana gente che - gli viene detto - poco ama la presenza di stranieri; un’isola su cui si combatte da tempo immemorabile un’estenuante, inesauribile guerra. Quando sbarca egli si trova di fronte ad una certa diffidenza da parte degli abitanti, e subirà addirittura degli agguati da parte di certi oscuri e misteriosi personaggi che si aggirano nell’Isola. In quella terra il viaggiatore viene a contatto con un mondo completamente nuovo, dove tutto ciò che ha avuto, conosciuto e creduto ha scarsa o nessuna importanza; un mondo che gli si presenta con una serie di difficili ostacoli e prove da superare; un mondo dove l’unica cosa da fare è imparare a ritrovare se stessi; un mondo infine dove, se si è aiutati dalla Fortuna, è possibile incontrare persone dotate di un inquietante fascino, forse anche di poteri magici, e vivere esperienze così particolari da condurre al di là dell’incredibile.

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L’Oro Fatale. Miti e leggende del Nord - Mary Tibaldi Chiesa - € 16,00
L’Oro Fatale, una appassionata rielaborazione da testi antichi, medievali, e da altri a noi più vicini, gli stessi a cui Wagner si ispirò per le sue Feowalkyrie, sulle leggende e i miti del Nord, fu scritto da Mary Tibaldi Chiesa circa sessanta anni fa, il periodo più fecondo della sua attività letteraria che la portò a scrivere complessivamente circa cento titoli. Videro infatti la luce in quel decennio quasi tutte le Sue biografie su alcuni grandi compositori allora ben poco conosciuti, spesso, di fatto, quasi dimenticati: Mussorgsky, Listz, Paganini, Cimarosa e la grande scuola musicale napoletana del ‘700. Sempre di quel decennio sono molti dei suoi libri dedicati all’altro grande universo della sua opera: le fiabe,i libri per ragazzi, ancor oggi presenti con un posto d’onore nelle vetrine di un grande editore nel centro di Milano. Laureatasi in lettere e filosofia nel 1918 a Roma, ove passò lunghi periodi durante il mandato parlamentare e l’attività politica del padre, in quegli anni di studi universitari riuscì anche a diplomarsi in pianoforte presso il Conservatorio della capitale. Perfettamente padrona della lingua latina e di quella greca, curò fra l’altro, la versione italiana di alcune tragedie classiche, perfezionò anche le sue conoscenze nel francese, nell’inglese e nel tedesco sì da potere, un decennio più tardi, collaborare a giornali e riviste nelle tre lingue, annotando fatti e figure della vita musicale; una realtà assai vivace negli anni che precedettero il secondo conflitto mondiale. Sposatasi felicemente alla fine del 1919 scrisse, a cavallo dell’inizio degli anni venti, due romantici, deliziosi romanzi: “A tutte le allodole deve crescere il ciuffo” e “Come una fiaba”. A deciderla a prendere stabilmente la penna in mano, e fare della professione di scrittrice una delle linee guida della Sua vita, furono le tempestose vicende e i tragici eventi che improvvisamente, a partire dal 1926, investirono la Sua famiglia; un mondo fino allora sereno. La biografia di Schubert (1928) fu il suo primo impegnativo saggio sui grandi della musica. Alla letteratura infantile, al magico mondo delle fiabe e dei racconti dei ragazzi, decise di dedicarsi tre anni dopo. E fu un altro terribile colpo del destino a indurvela: la subitanea scomparsa, in pochi giorni, della figlia Lucia, nel febbraio del 1931. Fu l’affascinata dal mondo fantastico degli Dei e degli eroi del lontano Nord; “un mondo”, come ella scrive, “dove mari e terre si ravvolgono entro misteriosi velami di brume; là dove lungo è l’inverno, tarda la primavera, fuggevole l’estate, precoce l’autunno”. Terre ove le passioni di chi vive sono spesso violente; ma l’anelito alla libertà, all’indipendenza, il coraggio di affrontare pericoli e compiti apparentemente impossibili, la volontà di dominio ma anche il senso di fratellanza, hanno, insieme all’amore, un ruolo chiave nel determinare l’agire con contrasti assai spesso drammatici.

I Racconti della Vecchina del Bosco. Ovvero di come una Vecchina narrò, commentò e spiegò ad una fanciulla alcune vecchie fiabe che parlano di un tempo nel quale la magia e l’incanto erano ancora presenti nel mondo - Barbara Fiore - € 13,50
Un tempo si narravano favole nelle quali venivano descritti mondi incantati, creature fatate, animali magici, ma poi si ritenne che siffatte cose fossero troppo fantastiche, troppo lontane da ciò che era la “vera” realtà di tutti i giorni. Neppure ai bambini avrebbe più giovato sapere di fate e folletti, di lucine vibranti e di Armonie sottili, poiché nessun aiuto sarebbe venuto loro dal conoscere tali cose e nessun giovamento al divenire “grandi” e ad affrontare il mondo. Ma qualcuno racconta che quelle fiabe non nacquero dalla fervida fantasia di qualche sognatore, desideroso unicamente di dipingere una realtà più vivace e colorita; si dice invece che esse altro non siano se non la fedele descrizione di fatti e circostanze realmente accaduti in tempi e luoghi in cui le Armonie sottili vivevano ancora presso gli umani. E tale presenza era invero assai determinante dal momento che il loro operare poteva agire direttamente sul corso degli eventi e modificare il destino degli uomini, con buona o cattiva sorte, a seconda di ciò che questi avevano in animo. Ma col passar del tempo gli uomini divennero sempre più interessati alle proprie cose materiali, sempre più schiavi del proprio egoismo e le Entità sottili, non trovando più nessuno degno della loro attenzione, si ritirarono in qualche luogo segreto ed inaccessibile. Rimasero quindi le fiabe a parlare di loro e a qualcuno, ogni tanto, venne dato il prezioso compito di raccontarle a chi fosse stato in grado di comprenderle, affinché non tutto fosse dimenticato. E così la Vecchina di Bosco Antico racconta ciò che a lei qualcun altro un giorno raccontò. E non sembra davvero che i racconti narrati dalla Vecchina possano essere stati appresi dai libri, o sui banchi di scuola, o dai più moderni mezzi di comunicazione per i quali non nutre grande simpatia; pare piuttosto che sua grande maestra sia stata la Natura stessa con tutte le sue manifestazioni, i suoi cicli, il suo ritmo, le sue stagioni che solo chi sa osservare, ascoltare ed amare, può intendere e comprendere molto più a fondo di quanto una superficiale osservazione sia in grado di far cogliere.

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La Signora dell’Antica Casa. Ovvero il racconto di come una fanciulla divenne una giovane Strega - Barbara Fiore - € 13,00
Un vecchio manoscritto uscito come per incanto dalle pagine ingiallite di un libro, il crepitare di un allegro fuoco nel camino e, all’esterno, il ritmico battere della pioggia sui vetri della finestra. Un turbine di ricordi che scorrono veloci come un paesaggio osservato da un treno in corsa e poi la quiete, il riemergere nell’ovattato e imprevedibile mondo dei sogni. Ma chi può dire di conoscere con esattezza il confine tra sogno e realtà, chi é in grado di affermare: ora io sono, ora sto sognando? E’ così che una fanciulla che non riesce più a trovare un senso nella vita di tutti i giorni, si trova all’improvviso coinvolta in un’avventura al di là di ciò che si crederebbe possibile; dinanzi a lei compare una via da percorrere che allontana dalle abitudini, dalle convenzioni, dalle considerazioni sciocche e vane. Un sentiero che, snodandosi attraverso alberi secolari, la conduce alla Casa sulla collina, avvolta di mistero, ma al tempo stesso capace di attrarre con il fascino proprio alle cose antiche che contengono il magico segreto dell’Armonia e non possono dunque essere scalfite o corrotte dal trascorrere del tempo. E che la Casa sulla collina sia raggiungibile nel sogno la rende forse ancora più reale delle cose comunemente ritenute tali, perché è un luogo prezioso, conservato e custodito con attenzione, affinché nessuna persona che non sia degna possa mettervi piede e recarvi danno. Ed é anche per questo che una Signora misteriosa e bellissima é là, pronta ad accogliere coloro che bussano, ed il fuoco arde sempre gioioso nel grande camino dell’antica Casa.

La Storia della Bambina che andò nel Mondo delle Fate e che riuscì a tornarvi quando divenne grande - Guendalina Storkly - € 13,50
Il presente libro narra la storia di una fanciulla che durante il sonno sognava di staccarsi dal suo corpo, recandosi in mondi immateriali abitati da quegli esseri meravigliosi dei quali parlano le antiche fiabe e che furono descritti in certi racconti mitologici, come le Fate, i folletti, le ninfe, i panischi e via dicendo. Crescendo la ragazza perde però la capacità di poter fare questi viaggi onirici, o quanto meno non riesce più a ricordarsi di ciò che fa e di dove va quella sua parte che nell’adolescenza aveva il privilegio di poter accedere ai mondi fatati, e si trova a dover vivere la normale vita di ogni essere umano. Ma essa ad un certo punto inizia a percepire la semplice realtà materiale e storica come un limite per lei troppo angusto e quindi cerca in ogni modo possibile di sognare nuovamente quelle meravigliose realtà immateriali che ella da giovane aveva descritto in un suo diario segreto. Perché ciò possa avvenire, ella dovrà però riconciliarsi col suo ‘corpo di sogno’, ovvero con quella parte di se stessa che rifiuta gli interessi, i comportamenti e gli obbiettivi esistenziali di quella parte di lei, che vive la normale vita di tutte le donne moderne. Tale risultato sarà ottenuto dopo che la protagonista del racconto sarà riuscita a tornare naturale e spontanea come quando era bambina e sopratutto dopo un avvenimento inatteso e pericoloso, che invece di provocarle dei danni fisici, causerà in lei una vera e propria estasi, durante la quale incontrerà nuovamente quei personaggi eterei e luminosi che tante volte aveva sognato nell’adolescenza. La lettura di questo racconto potrebbe far ritenere che esso faccia parte di quel genere di letteratura che viene di solito definita fantastica, dato che non ha alcun rapporto con la realtà e descrive fatti e personaggi che non solo sono incredibili, ma che non potrebbero neppure essere riferibili ad una normale esperienza di vita di chicchessia. E certamente l’Autrice potrebbe aver completamente inventato la strana storia che viene narrata in queste pagine, oppure potrebbe essersi ispirata nello scriverla a certe sue fantasie adolescenziali, che certamente la maggior parte delle persone potrebbe ritenere del tutto irreali e mancanti di qualsiasi fondo di verità. Però chi fosse dotato di un potere intuitivo che lo rendesse capace di cogliere anche nelle altrui testimonianze la prova di stati d’essere che trascendono la normale esperienza di vita della maggior parte delle persone, potrebbe anche pensare, dopo aver letto con attenzione la storia narrata, la prefazione dell’Autrice ed i suoi particolarissimi sogni giovanili, parzialmente riportati nell’ultima parte del testo, che ciò che viene raccontato in queste pagine non è affatto un racconto fantastico, bensì la descrizione di avvenimenti ed episodi del tutto reali, anche se certamente inusuali e non riferibili alla normale realtà che tutti conoscono. In tal caso il presente libro assumerebbe le caratteristiche di una preziosa e rara testimonianza personalmente vissuta. Una testimonianza che forse potrebbe essere assimilabile, per via dell’atmosfera incantata, languida e dolcissima che caratterizza certi sogni dell’Autrice, a quel tipo di esperienze trascendenti che anticamente erano probabilmente uno dei più importanti obbiettivi dell’iniziazione femminile. Una testimonianza riguardante stati immateriali d’armonia, di libertà e di gioia che forse potrebbero essere ritenuti, da chi ha avuto la fortuna di riuscire ad averne una conoscenza diretta, più reali della normale esperienza di vita degli uomini e delle donne dei nostri tempi.

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La Strana Storia di Garolfo. Ovvero le metamorfosi, i problemi e le avventure di un cucciolo di lupo mannaro abbandonato - Fulvio Martini - € 13,50
Un giovane cane viene fatto scendere dal suo proprietario dall’automobile. Poco dopo la macchina riparte e l’animale viene abbandonato ad un triste destino. Si potrebbe pensare che l’Autore intenda descrivere in questo suo romanzo il dramma dei cani abbandonati e l’egoismo e la crudeltà di quegli uomini che pensano che un animale sia un oggetto del quale, dopo averlo comperato, ci si può disfare in ogni momento. Ma in realtà il cane di cui si parla nel libro non è un semplice cucciolo di pastore belga, ma un essere molto più complesso e dotato di poteri misteriosi, nel quale è incarnata l’anima antica e tormentata di un lupo mannaro. Nel romanzo di Fulvio Martini, scritto con uno stile nel quale il dramma, la critica di certi aspetti della società moderna, i colpi di scena ed un sottile senso dell’umorismo si fondono in modo mirabile, viene appunto narrata la storia di un giovane lupo mannaro, ritenuto dal suo padrone un normale cane ed abbandonato prima di partire per le vacanze. Esso viene soccorso da un Folletto, che forse non casualmente incontra quando sta per morire di fame e di stenti. La creatura fatata lo aiuterà a conoscersi e ad accettarsi per quello che è, insegnandogli che i lupi mannari non sono degli esseri malvagi, oscuri e sanguinari, come vengono di solito descritti, ma che possono essere anche buoni ed addirittura per certi aspetti migliori di molti uomini, dato che posseggono sia la natura di uomo sia quella di animale. Dopo numerose avventure, incontri con altri animali e con diversi uomini, che per lo più incarnano e rappresentano tutte quelle regole e quei modi d’essere artificiali ed innaturali, che maggiormente sono in contrasto con l’antica naturalità del protagonista, il giovane lupo mannaro viene condotto dal Folletto in una valle tra i monti, dove vivono delle persone che potranno capirlo ed accettarlo. Esse stesse infatti sono caratterizzate dal fatto di possedere la capacità di trasformarsi in animali, dato che posseggono i poteri dell’Antica Magia, che permettono di operare tali metamorfosi. Qui il giovane lupo riuscirà a dare un senso alla sua vita e diventerà il temibile guardiano di quei luoghi, difficili da raggiungere, dove si vive ancora secondo le leggi dell’armonia primordiale.

La Strega di Pian del Lago. Ovvero storie di Ninfe, Fate, Folletti, di un uomo del tutto normale e dei suoi due nipoti - a cura di Hal Belson - € 15,00
Un racconto incantato, ambientato ai nostri giorni. Una giovane bellissima Strega che vive in una località isolata o si dovrebbe dire inaccessibile, visto il numero e la forza delle strane presenze che, da tempo immemorabile, la abitano. La montagna, il lago, il torrente, la natura incontaminata in cui vive la giovane donna con le sue dodici capre, due gatte, un cane. Ma vi è qualcosa al di là delle semplici, seppur armoniose abitudini della signorina Marion; ella vive la natura con un’intensità e una profondità che non sono date a tutte le persone; conosce segreti a lei giunti attraverso gli insegnamenti della madre, della nonna, della bisnonna e così di seguito attraverso una tradizione di millenni. Si sono sempre chiamate Streghe ed entrare in contatto con una di esse poteva essere esperienza bellissima o tremenda, entrambe le cose o nessuna delle due, dato che il loro potere è sempre stato grande ed il loro agire inintelleggibile agli umani. Così è anche per la signorina Marion… e un giorno arriva a Pian del Lago un uomo del tutto normale…

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Tentando di Fuggire dal Nulla. Ovvero la consapevolezza di vivere in un mondo di rovine - Mario Negri - € 13,50
Secondo l’Autore del presente libro i valori, i miti, gli ideali e la quasi totalità degli aspetti della moderna civiltà sono ispirati da una oscura entità che egli definisce il Nulla. Il Nulla è ovunque e regna su ogni cosa come un incontrastato dominatore. Regola l’esistenza della pressoché totalità degli uomini, ne condiziona le azioni, i pensieri, i sentimenti. Suggerisce e consiglia, premia e castiga, innalza ed abbatte, crea e distrugge. Simile ad un tiranno il cui unico scopo è quello di soggiogare ogni energia, ogni tensione, ogni volontà al proprio personale potere, il Nulla attira a sé ogni umana esistenza per trarne il proprio vitale sostentamento, anche perché senza tale fondamentale apporto, di lui resterebbe probabilmente solo ciò che il suo nome indica. Però, nonostante l’impresa possa essere estremamente ardua e difficile da realizzare, può verificarsi che qualcuno abbia le capacità di riconoscere il Nulla, di smascherarlo nelle sue polimorfe manifestazioni, di coglierne, al di là degli astuti ed ingannevoli aspetti, l’inesorabile potere di distruggere, di fagocitare, di annullare. Chi prendesse coscienza di un simile stato delle cose potrebbe allora tentare di divenire un Fuggitivo, così come accade al protagonista del presente libro, la cui esistenza, se da un punto di vista superficiale e formale risulta essere condotta secondo canoni assolutamente normali, è in realtà permeata dall’incrollabile impegno di riconoscere e combattere il Nulla, di impedirgli di stendere su di sé la sua rete ingannevole ed illusoria, di realizzare un cammino verso la libertà, attraverso la sintonia e l’unione con la propria essenza più profonda. E tutto questo grazie sopratutto ad un particolare dialogo interiore che, fin dalla più giovane età, egli ebbe con la parte più profonda della sua coscienza, non identificabile nella sua parte emotiva od in quella razionale ma piuttosto nella manifestazione di un essere antico e saggio che viveva in lui, o vicino a lui, e che a volte lo consigliava e lo guidava. La visione del mondo moderno espressa dal protagonista della storia potrebbe certamente essere considerata pessimista, deprimente od addirittura folle. Ma forse, se veramente il Nulla esistesse, per poter fuggire al suo potere assoluto potrebbe essere indispensabile condividerla completamente.

Il Treno per Altschícksal. Ovvero la storia di un viaggio per ritrovare un magico amore perduto che potrebbe permettere di conoscere dei misteriosi - Irmine Zinne - € 13,50
La vita apparentemente ‘normale’ di un giovane uomo, dal carattere piuttosto ingenuo e persino un po’ infantile, viene sconvolta dall’improvviso incontro con un’affascinante e misteriosa Signora. Ella inizia con lui una relazione amorosa fuori dall’ordinario, e gli offre la possibilità di accedere, attraverso una segreta forma di Amore, ad una via di conoscenza della Realtà vera, quella che forse va oltre il tempo, lo spazio, la materia e la logica. Ma la realtà ordinaria e quotidiana, quella che tutti gli uomini e le donne ‘normali’ ritengono l’unica esistente, a poco a poco riesce a riafferrare il giovane, per mezzo del coinvolgimento in una comune relazione sentimentale, nella concupiscenza sessuale e nell’aspirazione al benessere economico. Si tratta dei massimi ‘valori’ cui l’uomo del mondo di oggi ambisce, ma il legame ad essi, in questo come forse in tutti i casi, esclude la possibilità di ricercare i valori dell’altra dimensione; infatti in breve tempo il giovane viene bruscamente abbandonato dalla sua amante segreta e lasciato allo squallore ed alla banalità della sua esistenza. Allora solo una profonda crisi esistenziale, la rinuncia a tutto ciò che oggi viene ritenuto sensato, giusto ed importante, e la caparbia decisione di intraprendere un pericoloso ed apparentemente assurdo viaggio in un paese sconosciuto, alla ricerca del vero Amore, potrebbero forse permettere al giovane di ripercorrere quella Via che gli era stata chiusa a causa della sua disattenzione e superficialità. Si tratterebbe di un viaggio che sembrerebbe talmente pericoloso ed irrazionale, da andare oltre ogni paura, ogni pregiudizio, ogni moralismo, ogni compromesso; una Via talmente strana e singolare, violenta e travolgente, ed al tempo stesso dolce ed inebriante, da richiedere forse, a chi intendesse seguirla, la rinuncia assoluta alle proprie opinioni, ai propri ricordi, al proprio senso dell’io, ovvero autenticamente a tutto ciò che definisce e delimita la vita umana. Questa esigenza potrebbe forse giustificare la crudezza di molte delle situazioni e delle scene che l’Autrice racconta nel presente libro. La decisione, da parte dell’Editore di questa collana, di dare alle stampe un’opera di tale contenuto, non è stata facile. Egli ritiene che il messaggio profondo del romanzo sia perfettamente congruente con la linea editoriale sino a qui seguita dalla Terra di Mezzo; non può peraltro esimersi dal consigliarne la lettura solo a persone che non si sentano troppo legate a quei valori morali e sociali, su cui l’attuale convivenza civile moderna è fondata.

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