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SELEZIONE DEI
TITOLI PUBBLICATI
I libri qui sotto elencati non rappresentano
il catalogo generale delle edizioni Adelphi,
ma solo quelli inerenti le tematiche trattate dalla Libreria L’Isola del Sole.
Per
visionare il Catalogo Generale ADELPHI "cliccare" qui
Collana
I Cavoli a Merenda
Adelphi Junior
Collana
Biblioteca
Minima
- Alci. Il Santuario Buddista
Nascosto del Ladakh - € 103,29
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Le Apocalissi Gnostiche.
Apocalisse di Adamo, Pietro, Giacomo, Paolo - €
8,00
Le
cinque Apocalissi gnostiche qui pubblicate fanno tutte
parte di quel tesoro di testi che fu ritrovato
casualmente, nel 1945, a Nag Hammadi e ha rivoluzionato,
da allora, le nostre conoscenze sullo gnosticismo. Mentre
prima prevalevano di gran lunga le fonti dei nemici della
gnosi, oggi possiamo dire di possedere un insieme
importante di scritti che illustrano la gnosi
dall'interno. Fra questi un posto decisivo occupano le
Apocalissi qui presentate per la prima volta in Italia, e
accompagnate da un ricco commento della nostra massima
autorità in materia, Luigi Moraldi. Paradossali,
criptiche, radicali e brucianti nell'enunciazione, queste
Apocalissi lasceranno in ogni lettore alcune immagini che
non si cancellano: basti pensare a quelle di Cristo che
ride sulla croce o a quelle del frontale attacco, nell'Apocalisse
di Pietro, alla Grande Chiesa. O all'anima presentata
quale «donna nuda, multiforme e soggetta a sofferenze»;
all'apparizione di Sofia come «femmina da una femmina»;
all'apostolo Paolo che attraversa i cieli e dice: «Sto
andando al luogo dal quale sono venuto». In queste
immagini e in altre innumerevoli vediamo convergere tutti
i temi peculiari della gnosi, che si mostrano in sequenze
narrative oscure e lampeggianti. Sono le tracce di
un'esperienza grandiosa, che per secoli sarebbe stata
condannata e oggi, per un'accidentale scoperta, torna a
parlarci con la propria voce.
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- Bhagavadgita -
€ 6,20
- Il Cantico dei Cantici -
€ 6,20
- Cena Segreta. Trattati e
Rituali Catari - € 20,66
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I
Centomila Canti di Milarepa - vol. 1° - €
23,00
Nell'opera
capitale del buddhismo tibetano, compilata nel XV secolo
dallo «yogin folle di gTsang», alla Vita di Milarepa,
in cui si raccontano le vicissitudini, i crimini, le prove
e il riscatto del Grande Mago, fa seguito la vasta
raccolta dei Canti che qui presentiamo, consacrata
alle sue successive avventure. In brevi, scintillanti
episodi non di rado di alta comicità, pervasi di delicata
irriverenza, sono incastonati gli ammaestramenti impartiti
in forma poetica da Milarepa, che con parole semplici,
quali solo possono sgorgare dall'esperienza e da una
conoscenza certa, insegna con sapienza impareggiabile
l'arte sottile della meditazione, dando nel contempo
libera espressione alla gioia e alla libertà sconfinate
che ne sono il frutto. E gli incontri, spesso prodigiosi,
con numerosi personaggi – beffardi esseri «non umani»,
dotti compiaciuti della loro scienza polverosa, discepoli
devoti o riottosi, taumaturghi pronti alla sfida, creature
umili disposte a essere toccate nel cuore – diventano
altrettante occasioni per additare quella condizione
naturale della mente tersa e imperturbabile in cui tutti i
fenomeni appaiono quali sono, eterei e inafferrabili, in
un perenne zampillio di immagini, pensieri, sensazioni
che, insostanziali ed effimeri, solcano senza ostacoli il
cielo vuoto della coscienza. I centomila canti di
Milarepa, vera e propria summa del buddhismo tantrico,
sono ancora oggi fonte d'ispirazione e oggetto di
venerazione nel mondo tibetano. Con questo volume, Adelphi
ne avvia la prima edizione integrale in lingua italiana.
La traduzione, condotta confrontando le migliori edizioni
disponibili del testo, è corredata da un vasto apparato
di note e da un'introduzione che espone i punti nodali
della storia, delle dottrine e delle pratiche del
buddhismo indo-tibetano, fornendo la cornice entro cui si
collocano le figure di Milarepa e di gTsang sMyon Heruka.
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- Centouno Storie Zen -
€ 7,50
- I Ching. Il Libro dei
Mutamenti - € 15,00
- Detti di Rabi' a -
€ 6,20
- Gli Editti di Asoka - a cura
di Giovanni Pugliese Carratelli -
€ 12,00
- L’Epopea di Gilgamesh -
€ 8,20
- Il Fisiologo - €
6,50
- Jung parla -
€ 37,18
- Jung parla. Interviste e
incontri - € 13,00
- Kamasutra - a cura
di Wendy Doniger e Sudhir Kakar - € 26,50
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Le
Lamine d’Oro Orfiche - Istruzioni
per il viaggio oltremondano degli iniziati greci - a
cura di Giovanni Pugliese Carratelli -
€ 13,43
A
partire dalla prima metà dell'Ottocento, e fino ad anni
recenti, sono state rinvenute, in vari sepolcri della
Magna Grecia, di Creta e della Tessaglia, alcune
sottilissime lamine d'oro, databili fra il IV e il II
secolo a.C., che recano le «istruzioni destinate a
guidare nel suo itinerario oltremondano l'anima che è
stata debitamente iniziata a una dottrina misterica».
Iniziazione sulla quale il mondo antico è riuscito a
mantenere un impenetrabile segreto. In questo libro, che
ci offre la decifrazione, la traduzione e un affascinante,
sostanzioso commento delle lamine, Giovanni Pugliese
Carratelli fa il punto sulle diverse interpretazioni che
negli anni si sono succedute e avanza l'ipotesi che gran
parte di queste iscrizioni, finora «genericamente
classificate come documenti dell'orfismo», siano
intimamente legate alla scuola di Pitagora. Se l'elemento
comune a tutte le lamine, infatti, è la speranza di
ottenere la salvezza da ulteriori esperienze esistenziali,
i testi su cui si appunta l'attenzione dello studioso sono
quelli che evocano Mnemosyne, la madre delle Muse, dea
preposta alla memoria: colei che, unica, è in grado di
sottrarre l'iniziato all'oblio connesso al ciclo di
nascite e morti, e di fargli attingere la consapevolezza
della propria origine, urania prima che terrena. Giacché
gli uomini, nati dalle ceneri dei Titani (folgorati da
Zeus per essersi cibati delle carni di Dioniso Zagreus),
sono costretti a espiare quel primo atto di hybris
– e al tessuto di sofferenze che è la vita sfuggiranno
soltanto, come insegnano appunto i Pitagorici, in virtù
della filosofia (che non è altro che la somma delle
esperienze intellettuali a cui presiedono le Muse) e delle
iniziazioni misteriche. In una piega del testo, una
notazione di Pugliese Carratelli ci spalanca dinanzi
orizzonti vertiginosi: «Affine a questa pitagorica appare
la dottrina che nel medesimo tempo in cui si svolgeva
nella Magna Grecia il magistero di Pitagora si esprimeva
in India nella predicazione del Buddha [il quale] indicava
nella tensione intellettuale verso il nirvana la
liberazione dal reiterarsi delle esistenze prodotto dalla trsna,
la sete (di vivere)». Le lamine d'oro orfiche, che
qui presentiamo in una versione riveduta e ampliata, è
apparso in edizione fuori commercio nel 1993.
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- Le Leggi di Manu - €
33,57
- Il Libro dei Ventiquattro
Filosofi - € 7,75
- Libro degli Eroi. Leggende
sui Narti - € 7,23
- Il Libro del Profeta Isaia
- € 24,79
- Libro del Signore di Shang
- € 12,39
- Il Libro di Giobbe - €
18,08
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Pistis
Sophia - a cura di Luigi Moraldi - €
20,00
Pur non
appartenendo alla cosiddetta Biblioteca di Nag Hammadi, vastissimo
e celeberrimo corpus di manoscritti trovati nel 1945, Pistis
Sophia è uno dei testi fondamentali del pensiero gnostico.
Anch’essa di area egizia, scritta nel II secolo, l’opera
dispiega infatti un sistema cosmogonico e cosmologico che ha pochi
eguali per forza visionaria e complessità teologica. All’apice
di questo universo vi è un Dio "ineffabile, infinito,
inaccessibile" dal quale emana ogni cosa. Sotto di lui si
aprono tre regioni intermedie: quella del "tesoro della
luce", celato dietro tre porte vegliate da nove custodi;
quella "di destra" con sei grandi principi incaricati di
estrarre la luce dagli eoni delle regioni sottostanti e ricondurla
al "tesoro"; e quella "di mezzo", dove la
vergine luce giudica le anime degne di risalita e quelle
condannate all’eterno tormento. Ancora più in basso, ecco
appunto "il mondo degli eoni", il nostro mondo dove si
consuma il drammatico scontro tra la materia e la luce, a sua
volta comprendente la ragione "di sinistra" (con gli
arconti), quella "degli uomini" e il caos. Episodio
centrale e precipitato simbolico di questa dimensione tragica dell’Essere
è proprio il destino di Pistis Sophia. Collocata nel penultimo
gradino del sistema – nel dodicesimo eone -, Sophia è
desiderosa di tornare nella luce del Padre. Ma nella sua
ingenuità commette l’errore di confondere tale luce suprema con
quella dell’arconte più malvagio, l’Arrogante, e così viene
da questi trascinata nel tredicesimo e ultimo eone, il punto
infimo dell’universo. Per riscattarsi dovrà seguire, come tutti
gli uomini, il Cristo, che solo può risvegliare chi è caduto
sotto il potere degli arconti, decisi a far dimenticare a ogni
creatura la sua origine divina. Gesù rispose a Maria:
"Interroga su ciò che vuoi. Io ti risponderò apertamente e
manifesterò senza parabole; su tutto ciò che interroghi,
risponderò con chiarezza e sicurezza. Voglio rendervi perfetti in
tutte le forze e in tutte le pienezze, dall’interno degli
interni all’esterno degli esterni, dall’ineffabile all’oscurità
più densa, affinché siate denominati "le pienezze, perfetti
in ogni conoscenza".
Curata da uno dei più autorevoli studiosi dello gnosticismo,
Luigi Moraldi – cui si devono anche I Vangeli gnostici (Adelphi,
1984), e Le Apocalissi gnostiche (Adelphi, 1987) -,
questa edizione è fra l’altro arricchita da un saggio di Renato
Jacumin che illustra l’influsso esercitato dalla Gnosi, e in
particolare da Pistis Sophia, sui mosaici dell’Aula Nord
della Basilica di Aquileia. |
- La Preziosa Ghirlanda degli
Insegnamenti degli Uccelli (Bya chos rin-chen ' phreng-ba) -
€ 6,20
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Qohélet
- a cura
di Guido Ceronetti -
€ 17,00
Era
il 1955, e in una piccola aula della sinagoga di Torino il
giovane Guido Ceronetti, studioso principiante di ebraico
biblico, si applicava, sotto la guida del rabbino, a «una
stentata versione interlineare» del rotolo detto nella
Vulgata Ecclesiaste: il secondo dei libri
sapienziali dell'Antico Testamento, redatto da un ignoto
autore del III secolo e da alcuni interpreti attribuito a
Salomone stesso; e dal rabbino imparò a dirne i versetti,
«le ripetizioni martellanti in specie, facendo smorfie di
rabbia e di disgusto». Da allora, per quasi cinquant'anni
– nel corso di quello che lui stesso definisce «un
duello conradiano» –, Ceronetti ha continuato
instancabilmente a confrontarsi con il «tumulto verbale»
e la «disperata lucidità» di questo «libro assoluto»,
di questo grande «poema ebraico». Grazie a lui la parola
più sconcertante della tradizione veterotestamentaria
risuona nelle nostre orecchie in tutta la sua imperiosa,
dolorosa violenza. «Fumo dei fumi, tutto non è che fumo»:
così, per esempio, traduce Ceronetti lo Havel havalim,
che è la risposta al tormentoso interrogarsi del Saggio
sul senso delle cose terrene, quelle in cui vanamente
l'uomo cerca sollievo perché al pari di lui si dileguano:
risposta che «uccide tutte le brame» e «promulga
spietatamente la legge del Nulla». Oltre all'ultima
versione, terminata nel marzo 2001, questa nuova edizione
ci offre la prima, che risale al 1970; fra le due,
l'amplissimo ventaglio delle riflessioni che per tutti
questi anni hanno accompagnato il lavoro della traduzione:
pagine, come sempre, acuminate e illuminanti, in cui
Ceronetti dialoga con i grandi traduttori ed esegeti di Qohélet
– da san Girolamo a Schopenhauer, fino a Buber, a Barton,
a Michelstaedter. |
- Sir Gawain e il Cavaliere
Verde - € 8,50
- Tao te Ching. Il Libro
della Via e della Virtù. Con testo cinese -
€ 8,00
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La
Trappola della Giumenta - a cura di Wendy Doniger -
€ 12,00
I
manoscritti del Kāmasūtra, il trattato
sull’arte erotica composto in India intorno al III secolo d.C.,
erano spesso miniati, ma nessuno degli esemplari più antichi è
sopravvissuto. A risarcirci di quella perdita provvedono le
mirabili miniature eseguite nel Bikaner (India settentrionale)
nell’ultimo scorcio del XVII secolo, probabilmente ascrivibili
all’artista noto con il nome di Ruknuddin. Queste miniature
mostrano una decisa influenza della tecnica persiana introdotta
dai Moghul, ma si distinguono per l’incomparabile stile tipico
del Bikaner, dove risaltano elementi quali le spettacolari
formazioni nuvolose, i panorami di lussureggiante vegetazione al
chiaro di luna e la prospettiva talora incoerente creata dalla
pura linearità geometrica delle forme architettoniche. Scorrono
davanti ai nostri occhi coppie impegnate in atti erotici
dolcemente violenti o in estrose variazioni delle posizioni
fondamentali elencate nel Kāmasūtra: «l’avanzata
dell’asino, il salto del gatto, il balzo della tigre, la
schiacciata dell’elefante, lo sfregamento del cinghiale e la
monta dello stallone» – e la «trappola della giumenta», dove
la donna, come una giumenta, afferra l’uomo «così forte che
egli non si può muovere». Espressioni, queste, che se possono
apparire al lettore moderno di una primordiale e naturalistica
immediatezza appartengono invece al kāmaśāstra,
scienza del piacere, articolata, vasta, e rigidamente normativa.
Le tavole sono precedute da un commento di Wendy Doniger, eminente
indologa e studiosa di storia delle religioni, che accompagnerà
il lettore in questa galleria di dipinti conducendolo via via, con
sapienza, ai testi che li illustrano. |
- Vangeli Gnostici. Vangeli
di Tomaso, Maria, Verità, Filippo - € 8,00
- Vijnanabhairava. La
Conoscenza del Tremendo - € 7,50
- Vita di Marpa -
€ 6,20
- Vita di Milarepa. I suoi
delitti, le sue prove, la sua liberazione -
€ 7,75
- Zhuang-zi (Chuang-tzu) -
€ 8,26
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Abhinavagupta
- La Luce dei Tantra. Tantraloka - €
72,30
Non c’è
area del pensiero indiano che susciti tanta curiosità e al tempo
stesso tanti equivoci quanto il tantrismo. Ciò innanzitutto per
le componenti scandalose ed estreme della dottrina – in
particolare le pratiche sessuali. Ma forse ancor più per una
inadeguata conoscenza dei testi. Di fatto, solo negli ultimi
decenni sono apparse edizioni e traduzioni dei grandi testi
tantrici: primo fra tutti, il Tantraloka di Abhinavagupta (X-XI
secolo) maestro principe del tantrismo. L’opera si presenta come
una gigantesca summa del sapere esoterico, in cui si tratta
diffusamente di ogni aspetto della via tantrica alla liberazione:
dalla natura onnicomprensiva della coscienza, perfettamente
autonoma e indivisa dal suo aspetto dinamico che si esprime sotto
forma di pensiero e di linguaggio, alle pratiche yoghiche connesse
con il respiro e il "divoramento del tempo"; dal
risveglio della kundalini alla natura e all’uso dei mantra,
stati di coscienza piuttosto che semplici parole; dalla
preparazione dei mandala alle varie specie di iniziazione;
dalle "cadute di potenza" con cui la grazia divina si
manifesta nell’adepto ai modi per vagliare le caratteristiche di
un guru; dai riti sessuali ai metodi che consentono al meditante
di attingere, tramite le emozioni, l’universale pulsazione della
coscienza contemporanea, che di queste è il fondamento, viene qui
ripresentata in una forma totalmente rifusa. La versione dal
sanscrito di Raniero Gnoli – tuttora l’unica esistente del Tantraloka
– uscita originariamente nel 1972 e salutata come una delle
imprese più ardue dell’indologia.
Raniero Gnoli, ordinario di Indologia all’Università di Roma,
ha dedicato al tantrismo importanti studi e traduzioni (Abhinavagupta,
L’essenza dei Tantra,1960; Il commento di
Abhinavagupta alla Paratrimsika, 1985); si è anche occupato
di buddhismo, curando testi critici (Pramanavarttikam of
Dharmakirti, 1960), traduzioni (Nagarjuna, Le stanze del
cammino di messo, 1961) e antologie (Testi Buddhisti in
sanscrito, 1983). |
- Angela da Foligno - Il
Libro dell’Esperienza - € 9,30
- Anonimo Russo - La Via di
un Pellegrino. Racconti sinceri di un pellegrino al suo padre
spirituale - € 13,94
- Apollodoro
- Biblioteca - € 38,00
- Aristide - Discorsi Sacri
- € 7,23
- Artaud Antonin - Al Paese
dei Tarahumara e altri scritti - € 16,53
- Artaud Antonin - Eliogabalo
o l’Anarchico Incoronato - € 7,50
- Artaud
Antonin - Van Gogh il Suicidato della Società - €
13,00
- Artemidoro - Il Libro dei
Sogni - € 17,56
- Asvaghosa - Le Gesta del
Budda (Buddhacarita. Canti I-XIV) -
€ 7,75
- Asvaghosa - Nanda il Bello
(Saundarananda - Mahakavya) - € 11,36
- Baltrusaitis Jurgis - Aberrazioni
- Ristampa
- Baltrusaitis Jurgis - Anamorfosi
o Thaumaturgus Opticus - € 59,00
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Baltrusaitis Jurgis -
Arte Sumera, Arte Romanica. Seguito da «Ritratto di
Jurgis Baltrusaitis» di Jean-François Chevrier - €
29,00
Quando fu
ravvisata la sorprendente affinità della scultura romanica con le
immagini dell'antica arte mesopotamica, non pochi archeologi e
storici si dedicarono con fervore all'esplorazione del nuovo,
affascinante territorio di studi. Ma solo il giovane Baltrusaitis
doveva individuare, con facoltà rabdomantica, il complesso e
occulto reticolo di vie che aveva messo in contatto due mondi così
distanti nel tempo e nello spazio. E il saggio in cui condensò i
suoi studi, apparso nel 1934, non mancò di produrre un effetto
dirompente nel mondo della storia dell'arte, rivelandosi subito,
nella sua "prodigiosa rapidità", un'opera fondamentale.
A quell'opera si accompagna qui il "Ritratto" tracciato
da Jean-François Chevrier - che resta ancora oggi l'unica,
preziosa fonte sulla vita di Baltrusaitis - in cui vediamo
delinearsi con vividezza la "mitologia personale
accuratamente nascosta, dissimulata nei libri", di uno
studioso che seguì una linea audacissima di ricerca, dove si
apriva la strada da solo. Una biografia intellettuale e al tempo
stesso l'inaspettata apertura di un uomo elusivo, che per la prima
volta ha accettato di svelarsi confidando "sceltissimi
ricordi": per esempio di quando Pasternak, amico di famiglia,
mimava buffe scenette davanti a lui bambino; o di quando,
trovandosi a Milano con i genitori, a otto anni, "si smarrì
in mezzo alla folla, ma come per miracolo riuscì a ritrovare
l'albergo. "Un angelo è sceso da una guglia del Duomo e mi
ha preso per mano" disse". |
Baltrusaitis Jurgis -
Formazioni, Deformazioni. La stilistica ornamentale
nella scultura romanica - € 32,00
Quando
viene pubblicato per la prima volta, nel 1931, questo saggio si
impone subito come un’opera capitale, in grado di gettare nuova
luce su uno degli aspetti fondamentali dell’arte medioevale in
Occidente. E non manca di sbalordire l’«occhio assoluto» che
rivela il suo giovane autore, non ancora trentenne eppure capace
di individuare nel groviglio dei corpi, nell’esplosione del
mostruoso, nell’oltranza antirealistica della plastica dei
secoli XI e XII la segreta immanenza di un ristretto numero di
schemi lineari fissi. I più bizzarri intrecci animali, le più
inverosimili deformazioni anatomiche ricalcano le linee di precisi
motivi decorativi quali la palmetta, il viticcio, le foglie con
gli steli ad asso di cuori: dietro l’apparente disordine e le
violente sproporzioni della scultura romanica, nelle sue
invenzioni visionarie Baltrušaitis intuisce così per primo la
dialettica fra necessità architettoniche e una sorta di
ossessione geometrica, di implacabile rigore formale. E confutando
la tradizione che vede nella prima scultura monumentale del
Medioevo un’arte arcaica, ancora alla ricerca di se stessa e dei
propri mezzi, inaugura una indagine magistrale – proseguita poi
con Il Medioevo fantastico e Risvegli e prodigi
–, che costituisce ancora oggi un riferimento indispensabile per
chi voglia accostarsi non solo a uno dei periodi più misteriosi
dell’arte, ma anche a quell’amalgama di teratologia e
astrazione che si ritrova nei mondi visionari di ogni tempo.
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Baltrusaitis Jurgis -
Lo Specchio. Rivelazioni, inganni e science-fiction
- € 50,00
Non la
storia dell’oggetto e della sua fabbricazione è lo scopo di
questa opera, ma una scienza dello specchio, con i ragionamenti,
la poesia e le visioni spesso stravaganti che nel corso dei secoli
si sono accumulati intorno ai corpi riflettenti. Scienza dello
specchio, la catottrica non è soltanto una scienza delle
riproduzioni esatte della realtà, è anche scienza di un
surrealismo visionario. Fin dalla Antichità, a queste
dimostrazioni ottiche furono consacrati apparecchi speciali, musei
interi e Wunderkammern, che nel Rinascimento non cessarono
di diffondersi e moltiplicarsi. Spettacoli fantastici, metamorfosi
dell’uomo, fantasmi, racconti e favole nascono intorno a queste
macchine e alle proposizioni di Euclide che ne regolano il
funzionamento. Gli specchi si rivelano ovunque: la luna, il sole,
la nuvola, l’aria stessa diventano un gabinetto di specchi
cosmico. L’Onnipotente appare nei riflessi di uno specchio in
aenigmate, e con lo specchio si identificano il Cristo e la
Vergine. I suoi poteri sono infiniti. Concentrata, moltiplicata,
l’immagine del sole accende il fuoco: da Archimede a Buffon e da
Buffon ai forni solari di oggi, lo specchio ustorio si sviluppa
continuamente fino a raggiungere risultati imprevedibili e
clamorosi. In due delle Sette Meraviglie del Mondo, il Faro di
Alessandria e il Colosso di Rodi, si scoprono gli antenati dei
telescopi del nostro tempo. Lo strumento di Newton, che fissa le
soluzioni del futuro, restituisce anche un passato fantastico. Lo
specchio di Pitagora che proietta le lettere dell’alfabeto sulla
luna è una prefigurazione delle comunicazioni via satellite. Lo
specchio magico permette di vedere oltre gli orizzonti e oltre il
presente. Nel Medioevo lo strumento oracolare mitologico è
abitato dal demonio. Il Rinascimento e, poi, i tempi moderni si
ricollegano a questa duplice tradizione, antica e medievale.
Installazioni e specchi truccati cercano di convincere gli
scettici. Nei trattati tecnici, «errori» e «inganni» sono i
termini usati per definire un fenomeno speculare costante, in cui
tutto è calcolato minuziosamente dalla geometria dei raggi
incidenti e riflessi. I fantasmi, i mondi rovesciati, sfigurati,
moltiplicati, sigillano il loro caleidoscopio entro un ordine
immutabile. Filosofi, eruditi e poeti hanno scrutato, affascinati,
l’iridescente superficie levigata. Questa opera presenta lo
specchio, oggetto della scienza esatta e luogo di elezione di ogni
fantasia, nei suoi aspetti morfologici e nei suoi sviluppi
molteplici, ma è anche una antologia di testi rari che, come i
pezzi di un puzzle, a poco a poco si incastrano a comporre
un vasto panorama poetico e scientifico (J. B.). |
- Baltrusaitis Jurgis - Il
Medioevo Fantastico. Antichità ed esotismi nell’arte gotica
- € 15,00
- Baltrusaitis Jurgis - La
Ricerca di Iside - € 41,32
- Baltrusaitis Jurgis -
Risvegli e Prodigi - € 41,32
- John
D. Barrow, Frank J. Tipler - Il Principio Antropico - €
55,00
Non sono
certo mancate, in questi ultimi anni, sconcertanti e affascinanti
ipotesi cosmologiche proposte dai più grandi scienziati in
corrispondenza a un succedersi di rivoluzionarie scoperte. Ma, fra
tutte, l’ipotesi più audace – tanto da provocare un altissimo
numero di dispute nonché di sorprendenti adesioni – è
senz’altro quella del «principio antropico», avanzata da
Barrow e Tipler in questo libro apparso negli Stati Uniti nel
1986. Da allora tale teoria è stata il punto di riferimento
irrinunciabile di chiunque affronti il problema della posizione
dell’uomo nell’universo. Tutto ruota intorno a un nucleo
ineludibile: se non si presentassero straordinarie coincidenze
nella forma delle leggi fisiche e nei valori delle costanti di
natura, la biochimica, la vita e la vita intelligente non
sarebbero possibili. Non solo un universo generico preso a caso
non consentirebbe la vita, ma non vi sarebbero possibili neppure
gli oggetti astronomici comuni e la materia ordinaria, in
particolare il nucleo del carbonio. Muovendo da una simile
constatazione è facile giungere alla conclusione che vi sia una necessità,
e il principio antropico debole, che si arresta al riconoscimento
dei fatti, evolve in quello forte: poiché il mondo è così,
allora deve essere fatto così. Giunti a tale crocevia,
è chiaro che le dispute diventano roventi e si dischiudono
prospettive che non sarà azzardato definire, per una volta alla
lettera, vertiginose.
- Bateson Gregory - Mente e
Natura - € 15,49
- Benn Gottfried -
Cervelli - € 7,50
- Bloy Léon - Dagli Ebrei la
Salvezza - € 6,20
- Bloy Léon - Cavaliera
della Morte - € 6,20
- Jorges Luis Borges -
L’Altro, lo Stesso - €
17,00
Ha
scritto Borges: «Dei molti libri di versi che la mia
rassegnazione, la negligenza e a volte la passione sono
andate abbozzando, L’altro, lo stesso è quello
che preferisco». Composto per progressivi incrementi
intorno a un nucleo originario di sei testi – riuniti
sotto il generico titolo di Altre poesie
all’inizio degli anni Quaranta –, L’altro, lo
stesso vede la luce nel 1964 e costituisce in
effetti, con i suoi settantacinque componimenti, la più
copiosa e senza dubbio la più rilevante delle raccolte
poetiche di Borges. Una raccolta che ci consente di
seguire, lungo l’arco di oltre un trentennio (il testo
più antico è del 1934, e la silloge ne ingloberà di
nuovi fino al 1967), l’evoluzione della sua scrittura
poetica, dall’abbandono delle «innocenti novità
rumorose» alla conquista di una compostezza e misura
formale che gli permettono di tradurre in un linguaggio
nitido, essenziale, diretto una intensa riflessione sul
destino umano e la enigmaticità del reale. Nel Prologo
Borges sintetizza con queste parole la traiettoria della
sua poesia: «È curiosa la sorte dello scrittore. Agli
inizi è barocco, vanitosamente barocco, ma dopo molti
anni può raggiungere, con il favore degli astri, non la
semplicità, che non è niente, ma la modesta e segreta
complessità». Di tale classicissimo ideale sono
documento testi ormai celebri quali Poesia
congetturale, Limiti, Il Golem, Altra
poesia dei doni. Ma è nella forma chiusa del sonetto
che quella «modesta e segreta complessità» trova forse
la sua più compiuta espressione, insieme ai temi cifrati
e personali che Borges chiama le «mie abitudini»: «Buenos
Aires, il culto degli antenati, la germanistica, la
contraddizione fra il tempo che passa e l’identità che
permane, lo stupore che il tempo, nostra sostanza, possa
essere condiviso».
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Jorges Luis Borges - Nove Saggi Danteschi - €
10,50
Di
Dante, come di tanti altri scrittori, Borges si è
dimostrato capace di dirci ciò che altrove non
troveremmo, ma soprattutto di dircelo a partire da
presupposti e angolature a lui solo accessibili. Orientata
– come accenna il Prologo – da una sorta di «innocenza»,
la sua lettura della Commedia («il miglior libro
scritto dagli uomini») muove infatti da dettagli,
suggestioni, spunti immaginativi per proporre, attraverso
molteplici riferimenti letterari, congetture spesso
eccentriche e punti di vista esclusivi e personali. In
queste pagine, degne dei migliori saggi di Altre
inquisizioni, Borges intravede nell'ultimo viaggio di
Ulisse «un occulto e intricato suicidio» simile a quello
del capitano Ahab di Moby Dick; scopre nella Historia
ecclesiastica gentis Anglorum di Beda il Venerabile
visioni anticipatrici della Commedia, e nell'Aquila
splendente del diciottesimo canto del Paradiso
affinità col Simurg persiano; riflette sulla
contraddittoria compassione di Dante per Francesca, e la
spiega evocando il Raskol'nikov di Delitto e castigo
e il grande e sfortunato amore per Beatrice, motivo nel
quale riconosce la vera genesi dell'opera: «Morta
Beatrice, perduta per sempre Beatrice, Dante giocò con la
finzione di ritrovarla, per mitigare la tristezza; io
personalmente penso che abbia edificato la triplice
architettura del suo poema per introdurvi quell'incontro».
In questo volume, pubblicato per la prima volta nel 1982,
Borges radunò scritti per lo più apparsi in giornali e
riviste sul finire degli anni Quaranta; viene qui aggiunto
nell'Appendice il testo di una conferenza sulla Divina
Commedia tenuta nel 1977 al Teatro Coliseo di Buenos
Aires.
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André
Breton - L’Arte Magica - €
50,00
All’origine
dell’Arte magica vi è un progetto che aveva
appassionato Breton fin dagli anni Trenta – e quindi
dall’epoca di Minotaure: scrivere una storia
dell’arte «rivisitata da cima a fondo dal pensiero e dallo
sguardo surrealista». Il fondo magico dell’arte, le sue
implicazioni religiose, la visione romantica, il fantastico: tutti
gli elementi essenziali della teoria e della pratica surrealista
vengono così rivendicati e riconosciuti nelle loro metamorfosi
attraverso la storia dell’arte, a partire dalle pitture
paleolitiche. Come sempre, Breton è provocatorio e idiosincratico:
come sempre, le sue indicazioni corrispondono a importanti
sviluppi nella storia del gusto (basti pensare all’importanza
del surrealismo nella rivalutazione dell’arte primitiva e di
certi pittori del fantastico). Al testo di Breton, accompagnato da
un ricco e raro apparato iconografico, fa seguito una «inchiesta»,
dove – anche qui secondo la tradizione surrealista – sono
raccolte risposte di altri autori ad alcune questioni essenziali
del libro. Ed è una parte di altissimo interesse, perché fra
coloro che rispondono troveremo i nomi di Heidegger, Magritte,
Bataille, Malraux, Blanchot, Caillois, Lévi-Strauss, Leonora
Carrington, Klossowski, Paz. Pubblicato nel 1957 in una tiratura
riservata ai soci di un club del libro, L’arte magica
è arrivato in libreria soltanto nel 1991, in concomitanza con la
grande esposizione dedicata a Breton dal Centre Pompidou, e viene
ora finalmente riproposto in un’edizione in brossura e più
accessibile. |
Norman
O. Brown - La Vita contro la Morte. Il
significato psicoanalitico della storia - Il
significato psicoanalitico della storia - €
12,50
Questo
libro, insieme a Eros e civiltà di Herbert Marcuse,
ha segnato l'accesso a tutto quel pensiero antirepressivo
che si è sviluppato ampiamente negli anni Sessanta. Ma,
oltre che per questo aspetto, La vita contro la morte
continua a essere indispensabile anche per altre ragioni:
è un'acuta, serrata, illuminante guida al Freud più
eversivo e contrario a ogni ortodossia – e un felice
esempio di radicale «critica
della cultura».
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- Burkert Walter - La
Creazione del Sacro - € 32,00
- Cacciari Massimo - Angelo
Necessario - € 20,00
- Cacciari Massimo -
Arcipelago - € 18,00
- Cacciari Massimo - Dallo
Steinhof - € 28,00
- Cacciari Massimo - Dell’Inizio
- € 46,48
- Cacciari Massimo -
Geofilosofia dell’Europa - € 22,00
- Cacciari Massimo - Icone
della Legge - € 32,00
- Calasso Roberto - L’Impuro
Folle - € 12,91
- Calasso Roberto - Ka -
€ 13,00
-
Calasso
Roberto - La Letteratura e gli Dèi - €
14,46
A lungo gli
scrittori hanno parlato degli dèi perché la comunità affidava loro
questo compito. Ma poi hanno continuato a scriverne, anche quando la
comunità avrebbe ignorato o avversato quegli stessi dèi e il divino
da cui promanan0. Chi erano quelle figure? Perché i loro nomi
affioravano sempre, imperiosamente o allusivamente? Innanzitutto gli
dèi della Grecia, che sin dalla Firenze quattrocentesca degli Orti
Oricellari - dove poeti, pensatori e pittori quali Botticelli,
Poliziano o Marsilio Ficino si proponevano di tornare a celebrare i
misteri pagani - attraversano secoli, come onde possenti e
capricciose, la vita mentale dell’Europa, depositandosi in statue,
quadri, versi. E in seguito, a partire dai primi anni del Romanticismo
tedesco, dèi provenienti da ogni spicchio dell’orizzonte, e in
particolare dall’Oriente. Dèi dai nomi oscuri, ma ancora una volta
paurosi e ammalianti. Le loro figure si mescolano ora a un
rivolgimento delle forme, a una fuga della letteratura dal maestoso
edificio della retorica, che a lungo l’aveva ospitata, verso una
terra che non è descritta sulle mappe ma dove - da Hölderlin e
Novalis a Mallarmé, a Proust e sino a oggi - siamo ormai abituati a
ritrovare la letteratura stessa nella sua metamorfosi più azzardata
ed essenziale, indofferente di ogni servitù verso la società e
portatrice di un sapere irriducibile a ogni altro, che qui viene
delineato sotto il nome di letteratura assoluta.
-
Calasso Roberto - Le Nozze
di Cadmo e Armonia - € 13,00
- Calasso Roberto - Quarantanove
Gradini - € 16,53
- Calasso Roberto - Rovina di
Kasch - € 10,33
- Campanella Tommaso - La
Città del Sole - € 10,00
- Canfora Luciano - Il
Mistero Tucidide - € 7,23
- Capra Fritjof - Il Tao
della Fisica - € 7,23
- Caraco Albert - Breviario
del Caos - € 7,75
- Paolo
Castaldi - Bach, Debussy, Strawinsky. Tre
supplementi alla bibliografia esistente -
€ 22,00
Spesso è stato detto che
l’Arte della Fuga di Bach sarebbe un
raggiungimento supremo della musica. Ma perché lo sia e in quale
modo difficilmente si troverà spiegato. E di questo tratta invece
Paolo Castaldi, con la veemenza e l’incisività che sono il
sigillo dei suoi scritti, nel tentativo di illuminare ciò che qui
viene definito il «Terzo Stile» di Bach – cioè quell’«estremo
stile, ascetico e disincarnato, quasi matematicamente ordinato e
via via sempre più estraniato (almeno in apparenza)
dall’espressione del vissuto, che fu raggiunto, nel corso di una
immensa traiettoria speculativa e compositiva, dal culmen
della musica tutta: Johann Sebastian Bach». A questa audace ma
rigorosa dimostrazione se ne aggiunge un’altra, che ci proietta
al polo opposto della musica – Debussy –, sotto forma di
lettera «tenera e lunga», magistrale nella modulazione
stilistica, dove si rivela come la proposizione di Debussy «Il
piacere è la regola» abbia «una portata incalcolabile», in
quanto «si contrappone innanzitutto alla glorificazione del
dolore e della sofferenza, intesa come pedaggio per l’accesso
alle zone empiree della nobiltà dello spirito. La sua policromia,
di suoni e di figure non solo, ma di significati, avviene
senza forzature, come per gioco, o come per miracolo». E, in
chiusura, troveremo una ripresa: dopo In nome del
padre, che offriva già nel 1970 una prospettiva del tutto
nuova, e del tutto anti-adorniana, su Strawinsky, Castaldi è
tornato sul tema perché «altre idee premevano per essere
espresse». Nella sua scalena tripartizione, questo libro conferma
che Castaldi, in quanto compositore che scrive di musica,
appartiene alla rara stirpe di quegli scrittori che parlano dello
scrivere – e sanno dire spesso cose che non si potrebbero
trovare altrove.
- Caussade de - Abbandono
alla Divina Provvidenza - Ristampa
- Celso Aulo Cornelio - Il
Discorso Vero - € 10,33
- Chiara d’Assisi (santa) - Lettere
ad Agnese. La visione dello specchio - € 10,33
- E. M. Cioran - Confessioni
e Anatemi - € 14,00
- E. M. Cioran - Lacrime e
Santi - € 6,50
- E. M. Cioran
- Sillogismi dell'Amarezza - €
8,00
- E. M. Cioran - Un Apolide
Metafisico. Conversazioni - € 15,00
- Citati Pietro - Goethe -
€ 20,66
- Citati Pietro - Tolstoj -
€ 9,30
-
Coetzee J.M.
- La Vita degli Animali - € 12,91
La sistematica,
silenziosa uccisione quotidiana di milioni di animali è il peccato
originale che in ogni momento si rinnova intorno a noi. Senza che
peraltro venga percepito in quanto tale. Non si tratta forse di una
necessità perché l’umanità sopravviva? Così dicono anche i più
illuminati, svelando la rozzezza di ogni etica che riguardi
esclusivamente l’uomo. Sarà pure indubbia, quella necessità. Ma
l’uccisione rimane uccisione. E, se un occhio etico esiste, deve
essere capace di osservarla e giudicarla.
- Colli Giorgio - Dopo
Nietzsche - € 16,53
- Colli Giorgio - Filosofia
dell’Espressione - € 18,08
- Colli
Giorgio - Gorgia e Parmenide - €
35,00
Questo
volume raccoglie i due cicli di lezioni tenute da Giorgio Colli
tra il 1965 e il 1967, veri capolavori di esegesi, capaci di
fondere un timbro quasi ascetico e una cadenza argomentativa di
mirabile rigore. Sotto le chiose rivelatrici di Colli, ogni
pensatore entra in una rete di rapporti storici ed epistemologici
mobile e imprevedibile. Così Gorgia, anziché modello della «sapienza
apparente» e «non reale» usata da «ingannatori» nemici dei
filosofi, è un sofista nell’accezione di «fisiologo» e di «fisico»,
e dunque capace di elaborazioni profonde ed eleganti, che
culminano nella celebre tesi della reductio ad impossibile.
Quanto a Parmenide, Colli ne ripercorre le vertigini ontologiche
indagandone punti cruciali – come il rapporto tra dóxa
e alétheia – e nel contempo prospettando accostamenti
arditi e illuminanti, come il legame tra l’ón – «il
cuore che non trema della verità» – e il brahman
indiano. Prosegue con questo volume la pubblicazione di alcuni dei
corsi sui primi pensatori greci che Giorgio Colli (1917-1979)
tenne presso l’Università di Pisa fra gli anni Cinquanta e gli
anni Settanta.
- Colli Giorgio - La Nascita
della Filosofia - € 7,23
- Colli Giorgio - Natura Ama
Nascondersi - € 41,32
- Colli Giorgio - Per un’Enciclopedia
di Autori Classici - € 8,26
- Colli Giorgio - Platone
Politico - € 12,00
- Colli Giorgio - La Ragione
Errabonda - € 25,82
- Colli Giorgio - La Sapienza
Greca - vol. 1 - € 10,33
- Colli Giorgio - La Sapienza
Greca - vol. 2 - € 7,75
- Colli Giorgio - La Sapienza
Greca - vol. 3 -
€ 6,20
- Colli Giorgio - Scritti su
Nietzsche - € 7,75
- Colli Giorgio - Zenone di
Elea. Lezioni (1964-1965) - € 21,69
- Carlo
Collodi - I Racconti delle Fate - €
16,00
Nel
1875, sei anni prima di scrivere Pinocchio, Collodi
accetta dall'editore Paggi di Firenze un incarico che
dapprima lo incuriosisce e lo attrae e alla fine lo
appassiona: quello di tradurre dal francese le fiabe di
Charles Perrault, l'insuperato maestro di un genere che
tra il Sei e il Settecento toccò il suo apice alla Corte
del Re Sole, lasciandoci quei capolavori della letteratura
infantile che sono ancora oggi il patrimonio fantastico di
bambini e adulti, da Cappuccetto Rosso alla Bella
addormentata nel bosco, da Cenerentola a Barba-blu,
al Gatto con gli stivali. A queste fiabe Collodi ne
aggiunse altre delle maggiori favoleggiatrici francesi del
Sei-Settecento, Madame d'Aulnoy e Madame Le Prince de Beaumont, scrittrici di raffinata eleganza e delicata
sapienza psicologica. Egli però non si limita a tradurre
con impareggiabile aderenza: spesso il suo istinto
narrativo lo porta a colorire e vivificare il linguaggio
un po' inamidato degli originali, mettendovi tocchi di
arguzia toscana e di spontaneità popolaresca. E la Corte
di Versailles si trasferisce così, con il suo seguito
luminoso, in una Toscana granducale e umile. I racconti
delle fate ebbero immediato successo e segnarono una
svolta nella vita dell'autore, avvicinandolo a un genere
che doveva renderlo immortale. Essi vengono qui riprodotti
integralmente, con le illustrazioni di Doré, e offrono
almeno due motivi di grande fascino: ci restituiscono in
una lingua viva, comunicativa, parlata, i vertici della
favolistica europea e sono al tempo stesso una
anticipazione felicissima – sul piano del talento
linguistico e inventivo – della creazione di Pinocchio.
- Colonna Francesco - Hypnerotomachia
Poliphili (rist. anast. 1499 - 2 vol.) - €
35,00
- Coomaraswamy Ananda K. - Il
Grande Brivido. Saggi di simbolica e arte - €
45,00 - Nuova Edizione 2005
Ananda K.
Coomaraswamy è stato l’esempio perfetto di quella fusione fra
Oriente e Occidente che tanti hanno invocato e pochissimi sono
riusciti ad attuare. In più di mille pubblicazioni, fra il 1904 e
il 1947, ha toccato i più svariati temi del pensiero, dei riti,
della simbolica e dell’arte occidentali e orientali. Con immensa
erudizione, e sempre tenendosi il più possibile vicino ai testi e
ai monumenti figurati, ha illuminato i fondamenti della concezione
indiana dell’arte, ma anche di quella dell’Occidente
medioevale, e individuato le molteplici risonanze dei simboli
attraverso il tempo e le civiltà. Il volume che qui si presenta,
il primo di una vasta scelta dei suoi scritti più significativi
del periodo 1932-1947, quando Coomaraswamy era curatore del
celebre dipartimento di arte asiatica al Museum of Fine Arts di
Boston, ha al suo centro l’immagine, questo essere
dall’ambiguo statuto che appare nell’arte, nel rito, nel
racconto, nella vita mentale. Secondo la visione di Coomaraswamy,
che non pretende ad alcuna novità ma vuole soltanto ritrovare una
verità antichissima, già presente nei più antichi testi indù,
l’immagine è innanzitutto «supporto per la contemplazione»
– e, se tale suo carattere viene a mancare, per volontà o per
incuranza, si rende opaca e nemica. Capire le immagini, tutte
le immagini, le più remote e le più quotidiane, l’icona e
l’oggetto di uso domestico, è dunque una eminente attività
metafisica e l’immagine stessa è una compagna indispensabile
sul nostro cammino: «In ultima analisi, il rito, come ad esempio
quello dell’antico Sacrificio Vedico, è un procedimento
interiore, di cui le forme esterne sono soltanto un supporto,
indispensabile per coloro che stanno ancora percorrendo il cammino
e ancora non ne sono giunti al termine, ma superfluo per coloro
che ne hanno già raggiunto la fine, e che, per quanto possano
ancora essere nel mondo, non sono più del mondo. Nel frattempo,
non esiste pericolo o ostacolo maggiore dell’iconoclastia
prematura di coloro che ancora confondono la propria esistenza con
il proprio essere, e che ancora non hanno “conosciuto il Sé”;
questi sono la stragrande maggioranza, e per loro il tempio e
tutte le sue raffigurazioni servono da indicazioni lungo il
cammino».
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Henry Corbin - Corpo Spirituale e Terra Celeste. Dall’Iran
Mazdeo all'Iran Sciita - €
28,00
Quando
apparve nella sua prima versione (1960), questo libro
suonava come un tentativo sconcertante di collegare e
articolare categorie del remoto Iran mazdeo, cifrate e
ostiche, con altre dello sciismo, di cui ben poco si
sapeva. Oggi si può dire di Corpo spirituale e Terra
celeste che è stato un vero punto di partenza, ma non
già soltanto per l'audacia della prospettiva storica.
Essenziale è qui l'elaborarsi di una concezione
dell'immaginazione a cui poi molti hanno attinto, per la
sua grandiosità e perspicuità. Qui si traccia per la
prima volta una «carta dell'Immaginale». Per intendere
la novità dell'impresa, basti pensare che la parola
stessa «immaginale» è stata introdotta da Corbin. E di
una parola nuova c'era davvero bisogno da quando, in
Occidente, «tra le percezioni sensibili e le intuizioni o
le categorie dell'intelletto il luogo era rimasto vuoto».
Si trattava appunto del luogo della Imaginatio vera
dell'alchimia, della immaginazione attiva, di quell'«intermondo
tra il sensibile e l'intelligibile» la cui «scomparsa
porta con sé una catastrofe dello Spirito». Quel luogo
della conoscenza, e di una conoscenza a noi preclusa, è
l'«ottavo clima» dove appaiono le città mistiche di
Jabalqa, Jabarsa e Hurqalya. Nessuna civiltà è stata
pari a quella iranica nello sviluppare questa «geografia
immaginale». Dai mirabili paesaggi, puri archetipi di una
natura visionaria, sino alle pagine esaltanti di
Sohravardi o di Molla Sadra, l'Iran ci ha offerto la guida
più dettagliata alla «Terra di Hurqalya», «mondo
attraverso cui si corporizzano gli spiriti e si
spiritualizzano i corpi», luogo della realtà epifanica.
Sino a questo libro di Corbin ben poco era filtrato di
tali tesori – e la seconda parte dell'opera ci offre
anche una doviziosa antologia di testi iranici su questi
temi, per la prima volta tradotti. Ma l'effetto
sovvertitore di Corpo spirituale nel suo insieme è
dovuto non soltanto alla novità dei materiali. Qui
assistiamo, innanzitutto, al dispiegarsi della prospettiva
di Corbin. L'autore stesso la definiva «fenomenologica»,
in contrasto con ogni storicismo. Ma, più che a termini
occidentali, occorrerebbe riferirsi, per definire il
procedimento di Corbin, a quella «ermeneutica per
eccellenza indicata dalla parola ta'wil, che
letteralmente significa “ricondurre una cosa alla sua
fonte”, al suo archetipo, alla sua realtà vera». Qui
il ta'wil è al tempo stesso l'oggetto del libro e
il metodo del suo autore, come anche dovrebbe diventare il
percorso di ogni lettore. Così ci avvicineremo finalmente
all'Albero dell'Immaginazione, di cui dice il Corano che
può essere «l'Albero benedetto» o «l'Albero maledetto».
«L'immaginario può essere innocuo; l'immaginale
non lo è mai». La presente traduzione è condotta sul
testo interamente rivisto dall'autore e pubblicato nel
1979.
|
- Corbin Henry - Storia della
Filosofia Islamica. Dalle origini ai giorni nostri - €
16,00
- Craveri Benedetta - Amanti
e Regine. Il potere delle donne - € 25,00
- Daumal René - La
Conoscenza di Sé. Scritti e lettere (1939-41) - € 16,53
- Daumal René - La Gran
Bevuta - € 14,46
- Daumal René - Il Lavoro su
di Sé - € 7,75
- Daumal René - Il Monte
Analogo. Romanzo d’avventure non euclidee e simbolicamente
autentiche - € 7,50
|
Robert
de Boron - Il Libro del Graal - €
18,00
Poche
storie sono state tanto feconde di sviluppi e hanno lasciato
un’impronta così profonda e duratura come quella del Graal, il
recipiente con cui Gesù celebrò il sacramento eucaristico e nel
quale Giuseppe di Arimatea, suo primo custode, avrebbe raccolto il
sangue del Salvatore dopo la crocifissione. E tuttavia pochi hanno
una diretta conoscenza del testo fondatore del mito, quel Libro
del Graal che è anche, in assoluto, il più antico romanzo
in prosa della letteratura francese. Nella trilogia narrativa che
lo compone – databile ai primissimi anni del XIII secolo e
almeno in parte basata su alcuni poemi, giunti a noi
frammentariamente, del borgognone Robert de Boron –, la vicenda
del Graal assume il carattere di una vera e propria Storia della
Salvezza, di cui sono protagonisti i membri di una stirpe eletta
da Dio che si trasmette, insieme al sacro calice, una rivelazione
esoterica riguardante i misteri più alti della fede. La reliquia
verrà poi trasferita in Gran Bretagna, dove sarà al centro delle
avventure dei cavalieri della Tavola Rotonda – e qui si staglierà
la figura di Merlino, profeta del Graal e guida di re Artù –,
per essere infine consegnata al suo terzo e ultimo custode,
Perceval. La visionaria «teologia della storia» costruita da
Robert de Boron resterà alla base dei vasti cicli romanzeschi
composti successivamente – ma forse nessuno di questi attinge la
densità simbolica e religiosa del Libro del Graal, che
al tempo stesso incanta con una varietà di toni narrativi di
sorprendente ricchezza. |
- de Chateaubriand François
René - Di Buonaparte e dei Borboni - € 7,75
- de
Lancastre Maria José - Fernando Pessoa. Immagini della sua
vita - € 20,66
Fernando Pessoa è
passato in pochi anni da autore noto a pochi ad astro della
mitologia letteraria moderna. La sua Lisbona, la sua vita dai
soggetti multipli, il baule pieno di manoscritti che facevano
nascere ogni volta nuove fisionomie di scrittori, fanno ormai
parte dei sogni di ogni lettore. Tanto più preziosa sarà questa
biografia per immagini che per la prima volta raccoglie le tracce
fotografiche della vita di Pessoa, in apparente opposizione con
Pessoa stesso, il quale una volta confessò in una lettera una sua
«certa riluttanza a farmi delle fotografie». Sono testimonianze
intrise di un sottile fascino, che riesce a intaccare con
l’irrealtà pessoana anche le immagini più normali. E
finalmente ci appariranno qui i volti e i luoghi che furono la
scena della sua vita. Nella sua fuga sapiente dalla realtà
quotidiana, Pessoa ancora una volta riuscirà vincitore.
-
de
Montherlant Henry - Le Ragazze da Marito - €
13,43
«Niente è più
difficile del persuadere una ragazza che non si ha nessun desiderio
– ma proprio nessuno – di consacrarle la propria vita»: Pierre
Costals, uomo «non d’amore, ma di piacere», scrittore insolente e
sprezzante (e palese controfigura di Montherlant stesso), vive la sua
inesauribile sete di donne sottoponendosi a una tortura delle più
sottili, per sé e per le sue vittime: fa il giro delle case
dell’alta borghesia parigina in cerca di una fidanzata, ben sapendo
che alla fine rifiuterà tutte le candidate. Così soggiace al
cerimoniale della visita ai genitori, così svaga la fanciulla nei
modi prescritti, mentre scatena intorno a essa una furiosa e crudele
commedia degli equivoci. La storia delle sue relazioni diventa in tal
modo la cronaca di una lotta contro ciò che lui stesso chiama «l’Ippogrifo»,
ossia la Chimera su cui le donne montano «a ogni occasione per
cavalcare in un elemento, l’assoluta irrealtà, in cui si trovano
così a loro agio da diventare capaci di tutto». Duro e divertito
come il Valmont delle Relazioni pericolose, impietoso come uno
Chamfort e affilato come un La Rochefoucauld, Costals professa nei
confronti del vampirismo sentimentale delle donne un distacco assoluto
– e raramente il teatro dei sessi ha trovato un cronista altrettanto
implacabile dell’autore di questo romanzo. Le ragazze da marito
è apparso nel 1936.
- Marcel
Detienne - Apollo con il Coltello in Mano - €
32,00
Secondo
un perentorio asserto di Winckelmann, la rappresentazione di
Apollo «esige lo stile più alto: un’elevazione al di sopra di
tutto ciò che è umano». E questa canonizzazione di Apollo –
dio della luce, della ragione e della purezza – trova illustri
riscontri in numerose opere dell’antichità classica ed
ellenistica: dalle Odi di Pindaro ai Dialoghi di
Platone agli Inni di Callimaco. Tuttavia, dietro il volto
luminoso e rassicurante del dio si nascondono la lama insanguinata
di un coltello, l’impurità della malattia e la dissoluzione
della morte. Le tracce sono semicancellate dal tempo, ma si
scorgono ancora, innanzitutto nei riti e nelle pratiche religiose.
E nella letteratura: nei poemi omerici così come nell’Orestea
di Eschilo, ecco apparire un altro Apollo, latore implacabile
di pestilenze e di lutti, avido di stragi, compiaciuto dei suoi
altari cruenti, impastati di cenere, sangue e umori. La pista era
dunque già tracciata, dai primi passi di Apollo sul suolo di Delo
fino al suo braccio armato di coltello che si staglia minaccioso
sullo sfondo innevato del Par- naso. Ma occorreva un maestro per
riconoscerla: e Marcel Detienne, meglio di chiunque altro, riesce
a condurci nei più segreti recessi del dio «simile alla notte»,
attraverso le pagine di questo saggio che, pur nel suo impeccabile
rigore documentario, offre, in virtù della vividezza coinvolgente
della prosa, la grazia di un’appassionante lettura. Apollo
con il coltello in mano è apparso per la prima volta nel
1998.
-
Doniger Wendy - Siva. L’asceta
erotico - € 36,15
Nell’epigrammatico titolo sta tutta la
complessità e l’ambiguità di Siva, dio sensuale e tremendo, allo
stesso tempo asceta ed amante sublime. Wendy Doniger, professore delle
religioni presso la University of Chicago, raccogliendo tutto l’immenso
materiale possibile su questo dio, ha scritto quella che è
universalmente riconosciuta una delle opere cardine degli studi di
indologia contemporanei. Il tutto in uno stile a metà tra il saggio,
il trattato ed il romanzo, tipico degli Adelphi. Siva,
figura centrale nella religione Indù, insieme a Brama e Visnù fa
parte della triade indiana. Dio dell’ascesi, l’unico in grado di
distruggere, di incenerire Kama, il desiderio, l’Eros dei Greci, è
però anche l’amante passionale di Parvati (del quale uccide il
figlio, che poi egli stesso resuscita, avendo compreso l’errore).
Siva, distruttore terribile è allo stesso tempo il
restauratore, il creatore dell’ordine. Primo tra gli asceti, è
anche amante e tentatore di tutte le mogli dei saggi nella Foresta dei
Pini. Ambiguo, come la totalità delle divinità
indiane, Siva rappresenta al meglio la complessità, la grandezza, la
contraddittorietà della mitologia e della religione indiane. Lui che
è un dio, ma che si riduce a vivere di elemosine, tanto che Daksa,
uno dei suoi suoceri, si oppone strenuamente a concedergli la mano di
sua figlia, dicendo di lui: "Siva vaga sempre danzando e
cantando e compiendo altri atti riprovevoli. Mi vergogno di lui.
Inoltre non ha neanche una casa come si deve. Per questo, e perché mi
mette in imbarazzo davanti alla gente, non l’ho invitato al mio
sacrificio, ma dopo lo porterò qui e lo onorerò in privato".
-
Doniger Wendy -
I Miti degli Altri - € 32,00
Come va letta una
storia? E che cosa accade allorché si viene a contatto con storie e
miti di altri popoli? Quali occasioni di arricchimento, ma anche quali
pericoli si profilano quando, attraverso le storie, incontriamo
l’Altro? In questo libro Wendy Doniger, eminente e appassionata
studiosa della mitologia indiana, prende spunto dalle suggestive
metafore offerte da alcuni metamiti – storie che parlano di altre
storie – per indagare i vari modi in cui è possibile entrare in
relazione con i miti degli altri, e con i propri. Spaziando con tocco
leggero da Platone a Woody Allen, da Zhuang-zi al mito di Daksa, da
E.M. Forster al mito di Penteo, dal Rg Veda all’Amleto,
la Doniger affronta questioni decisive: il dilemma dinanzi al quale si
trovano gli studiosi di altre culture, fatalmente divisi fra il
necessario distacco scientifico e l’adesione empatica all’oggetto
delle loro ricerche; il diverso rapporto con i «classici» in
Occidente e in Oriente; la difficoltà di «entrare nella testa»
degli altri (in specie se questi altri sono, per esempio, animali). E
ancora: che cosa accade quando ci addentriamo in miti e rituali a noi
estranei, accogliendoli o respingendoli; o quando certi rituali
sopravvivono in assenza dei miti che li giustificano o, all’opposto,
quando i miti permangono senza più riflettersi nelle azioni. Guidati
da una mano sapiente, percorreremo così un itinerario che da «noi»
condurrà all’«altro» e dall’«altro», con movimento circolare,
riporterà a «noi» – mostrandoci quali vie tortuose si debbano
percorrere talvolta per giungere al tesoro che ci stava accanto e che
non riuscivamo a vedere. I miti degli altri è apparso per la
prima volta nel 1988.
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Wendy Doniger - Le Origini del male nella mitologia indù - €
47,00
A
causa di un antico abbaglio, propagato anche da illustri
studiosi, si è a lungo sostenuto che la civiltà indiana
mancasse di un vero senso dell'etica, prerogativa
dell'Occidente. Nulla di più falso. Sin dalle origini
vediche, l'India rivela – in ogni gesto del rito e in
ogni anfratto del mito – una sensibilità esacerbata nei
confronti del male. Anzi, tutte le vicende degli dèi
possono essere raccontate come altrettanti episodi di un
conflitto con le forze maligne, impersonate da una schiera
di divinità: gli Asura, su cui i Deva tentano di
prevalere. Questo libro di Wendy Doniger ha il merito non
solo di spazzare via una quantità di rappresentazioni
erronee, ma soprattutto di introdurci a uno sterminato
ventaglio di miti, dove le più remote possibilità del
male vengono indagate con un'inventiva capziosa e sottile.
Non basta sconfiggere il male: occorre liberarsi dal male
che si è compiuto e che aderisce, simile a una sostanza,
anche al corpo divino, come potremo constatare seguendo le
affascinanti vicende di Indra e di Siva. E, di grado in
grado, si giungerà ai supremi livelli dell'astrazione, là
dove l'esistenza stessa, in quanto materiata di irrealtà,
appare come un male. Male superabile unicamente
nell'assoluto della «liberazione», moksha. Le
origini del male nella mitologia indù è apparso per
la prima volta nel 1976.
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- Wendy Doniger -
Sogni, Illusioni e altre realtà - €
48,00
Che cos’è la «realtà»?
Non appena si lasciano i rassicuranti ormeggi del senso comune,
questa nozione si trasforma in una preda quanto mai sfuggente e
insidiosa, alla cui caccia si è avventurato per millenni il
pensiero occidentale, ma anche, e in maniera forse ancor più
spregiudicata, quello indiano, impegnato fin dagli albori della
sua storia a setacciare quanto appare nell’esperienza, alla
ricerca di un residuo di indubitabile realtà – distruggendo così
ogni facile certezza. In questo libro, che sarebbe assai piaciuto
a Borges, Wendy Doniger ci guida attraverso i vertiginosi
labirinti di specchi che la mitologia e la narrativa indiana
(soprattutto con lo Yogavasistha, immenso e anonimo poema
filosofico che compare repentinamente sulla scena nel XII secolo)
hanno saputo creare per esemplificare le infinite ambiguità e
possibilità di stratificazione dell’illusione. Storie di sogni
condivisi, di mondi paralleli, di allucinazioni annidate l’una
nell’altra e metamorfosi visionarie che richiamano alla mente
certe incisioni di Escher diventano così oggetto di un’analisi
sapiente, grazie alla quale ci vengono svelati i presupposti
speculativi di quei racconti, che sono poi messi a confronto con
le posizioni occidentali riguardo all’illusione e alla realtà,
da Platone a Freud, da Piaget a Popper, a Kuhn, a Polanyi, a
Hofstadter, in un vasto e affascinante studio comparativo.
- Dumézil Georges - Gli Dei
dei Germani. Saggio sulla formazione della religione scandinava -
€ 8,26
- Dumézil Georges - Matrimoni
Indoeuropei - € 8,26
- Dumézil Georges - Il
Monaco Nero in Grigio Dentro Varennes - €
12,91
- Dumézil Georges - Sorti
del Guerriero. Aspetti della funzione guerriera presso gli indoeuropei
- € 18,08
- Dumont Louis - La Civiltà
Indiana e Noi - € 9,30
- Dumont Louis - Homo
Aequalis. Genesi e trionfo dell’ideologia economica - € 10,33
- Dumont Louis - Homo
Hierarchicus. Il sistema delle caste e la sua rappresentazione - €
40,00
- Dumont Louis - Saggi sull’Individualismo.
Una prospettiva antropologica sull’ideologia moderna - €
30,99
- Durrenmatt Friedrich- La
Morte della Pizia - € 4,65
- Meister Eckhart - Dell’Uomo
Nobile - € 11,00
- Pseudo
Meister Eckhardt - Diventare Dio. L’insegnamento di
sorella Katrei - € 9,00
Nella mistica medioevale il
magistero di Meister Eckhart ebbe così vasta influenza da
ramificarsi ben presto in una foresta di detti, aneddoti, racconti
incentrati su di lui e sul suo pensiero, e tesi a diffonderne gli
insegnamenti anche in ambito popolare. In questo repertorio, un
rilievo particolare spetta al dialogo, in medio alto tedesco, tra
un confessore e una figlia spirituale, Katrei, dall’identità
storica controversa. Seguendo uno schema comune ad altre opere
dell’epoca, il testo inscena un progressivo ribaltamento di
ruolo tra le voci in campo, con il confessore che rivela via via
la propria impotenza di fronte alle domande che gli vengono poste,
e la figlia spirituale che si tramuta, attraverso un’esperienza
del divino di inaudita radicalità, nella guida di chi avrebbe
dovuto guidarla. Una radicalità che sconvolge, e che s’impone a
tutti i livelli: da un lato, infatti, restituisce alle categorie
dell’ortodossia cattolica una violenza rimossa (il pentimento,
ad esempio, «deve esser così grande che preferiresti mille volte
morire piuttosto che continuare a compiere il male»),
dall’altro vede l’ascesa all’«unico uno» come una
progressiva spoliazione da ogni appiglio sensibile e concettuale,
fino allo scioglimento in un luogo senza «angeli né santi, né
cori angelici né cieli». Fedele alla lezione del Maestro al
punto da gareggiare con lui per rigore e intensità di tono, la
parola di «sorella Katrei» ci accompagna così sino alla
vertigine ultima: quella del «distacco» assoluto.
- Meister Eckhart - Sermoni Tedeschi
- € 10,33
- Eudocia Augusta - Storia di
San Cipriano - € 13,00
- Falk Maryla - Il Mito
Psicologico dell’India Antica - € 30,99
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Filostrato Flavio -
Vita di
Apollonio di Tiana - € 22,00
Si
racconta che l'imperatore romano Alessandro Severo tenesse
fra i suoi Lari, oltre alle effigi degli imperatori
deificati e dei suoi avi, quelle di certi «santi spiriti»
tra cui Apollonio di Tiana, Cristo, Abramo e Orfeo. Ma chi
era questo Apollonio di Tiana, degno di stare accanto a un
«nuovo dio» come Cristo o a una primordiale figura del
mito come Orfeo? Ben difficile è ricostruire la realtà
storica di questo «mago e stregone abilissimo» (come lo
definisce Dione Cassio), su cui scarse sono le
testimonianze dirette, del I secolo dopo Cristo. Ma negli
anni successivi alla sua morte vediamo crescere la sua
leggenda e si impone il parallelo, e il contrasto, fra
Apollonio e Gesù, che doveva valere a rivendicare gli dèi
pagani, ormai stanchi, e a dimostrare che i miracoli di
Gesù non erano in fondo maggiori di quelli del sapiente
Apollonio. Infine, tra il II e il III secolo, il letterato
Filostrato (su commissione della temibile Giulia Domna,
moglie di Settimio Severo e devota ad Apollonio) scriverà
questa Vita che rimane una delle creazioni che
meglio ci danno l'aura del tardo mondo pagano. Certo, per
noi oggi quest'opera non è preziosa soltanto per le
enunciazioni dottrinali (dove ritroviamo tanti tratti di
un esoterismo sincretistico), quanto per la sua qualità
di romanzo favoloso, dove tutto il mondo antico, da Roma
all'Asia Minore, all'India, ci si mostra come sfondo delle
avventure di questo mago itinerante e sentenzioso, di
questo guru che è, come non potrebbe non essere,
insieme cialtrone e divino. Inoltre la Vita non ci
offre soltanto i fatti memorabili di Apollonio, ma ci
appare come una narrazione sinuosa, piena di incantevoli
digressioni etnografiche, naturalistiche, mitologiche,
antiquarie. Se tentiamo di coglierne il profilo, possiamo
vederla innanzitutto come una sorta di itinerario nel
meraviglioso, non meno variegato e appassionante di quello
di Marco Polo: «Passano così nel racconto strani animali
e piante prodigiose, sterminate pianure e monti che paiono
invalicabili e fiumi larghi come mari, città ciclopiche e
palazzi tutti d'oro, genti d'altre razze e i loro re e
sacerdoti, leggi, usanze, tradizioni di un mondo diverso»
(così scrive Dario Del Corno, che qui ha tradotto,
introdotto e commentato per la prima volta in italiano
l'opera di Filostrato). E alla fine di questo grande
viaggio Apollonio apparirà anche a noi come l'ultimo,
sontuoso riflesso del mondo magico e religioso pagano
prima del suo inabissarsi. E ripenseremo ai versi in cui
lo evocava il grande Kavafis: «Forse non è venuto ancora
il tempo / d'una sua nuova comparsa nel mondo, / o forse,
ignoto, in una strana metamorfosi, / fra noi s'aggira. –
Un giorno apparirà / com'era, in atto d'insegnare il
vero: allora / certo riporterà il culto degli dèi /
nostri, i nostri squisiti riti ellenici».
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- Florenskij Pavel A. - Le
Porte Regali. Saggio sull’icona - €
10,00
- Florenskij Pavel A. - Lo
Spazio e il Tempo nell’Arte - € 35,12
- Frazer James G. - Sulle
Tracce di Pausania - € 16,53
- Frobenius Leo - Fiabe del
Kordofan - € 23,76
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Marc
Fumaroli - Le Api e i Ragni. La disputa degli
Antichi e dei Moderni - €
25,00
Sarà
Jonathan Swift a creare «l’emblema più completo e più
inesauribile» di quella che è passata alla storia come la
disputa degli Antichi e dei Moderni: i primi – fa dire a Esopo
nel suo La battaglia dei libri – sono come l’ape, che
trae dalla natura il miele che fabbrica; laddove i secondi, alla
maniera del ragno, attingono ai loro stessi escrementi di che
filare la propria scienza. Ecco dunque la modernità svelarsi come
atrofia della memoria, negazione di ogni retaggio, funesta e
narcisistica sterilità. Ma la polemica era cominciata ben prima,
nell’Italia dei primi anni del Seicento, e sotto il regno di
Luigi XIV aveva improntato di sé la vita della Repubblica delle
Lettere per tutto l’ultimo ventennio del secolo – un ventennio
al tempo stesso turbolento e fecondo. Di questa polemica Marc
Fumaroli, grande storico ma anche arguto chroniqueur,
traccia, con un piglio che nulla ha a che vedere con l’astratta
aridità della cosiddetta storia delle idee, un’immagine viva e
riccamente articolata, dando conto non soltanto del dibattito
culturale intorno alla lingua, la poesia, il teatro, la scienza,
l’arte, la musica, ma anche dei complessi legami che
s’intrecciavano fra i letterati di entrambi i partiti, fra
questi e la società mondana del tempo, fra questi e il potere
politico (in primo luogo il re, del quale bisognava conquistare il
favore con qualunque mezzo). Fumaroli non si limita a registrare
il successo clamoroso ed effimero a cui si condannano i Moderni,
ma (riconoscendo il suo debito nei confronti di Arnaldo Momigliano
e di Leo Strauss) ci mostra come, ben oltre i limiti cronologici
che le vengono normalmente assegnati, la questione del rapporto
che il Moderno ha con il passato continui a essere, ancora oggi,
urgente e aggrovigliata.
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- Marc
Fumaroli - L’Età dell’Eloquenza - €
60,00
Per una
vasta parte del Novecento la parola «retorica» è stata usata in
senso spregiativo e considerata un’eredità ingombrante e
inutile. Poi, di pari passo con l’incremento degli studi sulle
origini e gli sviluppi della civiltà europea, si è andata
delineando un’altra storia, che proprio nella retorica
identifica il supporto e il tessuto connettivo di quella civiltà.
Ma solo con questa magistrale opera di Marc Fumaroli, apparsa nel
1980, la retorica è stata pienamente restituita al suo luogo e al
suo significato. «Arte di parlar bene», «arte di persuadere»,
la retorica attraversa tutti i fenomeni umani, governando i gesti
della conversazione civile come quelli dell’attore, l’impeto
controllato dell’uomo politico come quello ostentato del
tribuno, le immagini della passione amorosa come quelle
dell’invettiva: fenomeno di lunghissima durata, è tuttavia
capace di metamorfosi sorprendenti da una generazione all’altra,
da un luogo all’altro, da un individuo all’altro. La ricerca,
altamente erudita e ricchissima, di Fumaroli si concentra proprio
sul momento in cui si forma lo Stato moderno: quell’arco di
circa cento anni, tra la fine del Cinquecento e l’inizio del
Settecento, in cui, come ha scritto lo stesso Fumaroli, «conglobando
le energie della retorica ritrovate dal Rinascimento italiano, le
energie della retorica dei Padri della Chiesa ritrovate dalla
Riforma cattolica, e il fondo di spiritualità monastica ormai
“democratizzato” dagli Esercizi spirituali di
sant’Ignazio di Loyola, l’antica ars bene dicendi ha
offerto uno degli spettacoli più grandiosi che il teatro della
Parola abbia mai messo in scena». Con questo libro Fumaroli,
aiutandoci a riscoprire il paesaggio verbale che fa da sfondo alla
nostra civiltà, addita anche un possibile, prezioso rimedio
contro quel deficit di parola, quell’afasia che costituisce per
noi il più insidioso mal du siècle.
- Fumaroli Marc - La Scuola
del Silenzio. Il senso delle immagini nel XVII secolo - €
61,97
- Fumaroli Marc - Stato
Culturale. Una religione moderna - € 61,97
- Gerbi Antonello - La
Disputa del Nuovo Mondo. Storia di una polemica (1750-1900) - € 15,49
- Ginzberg Louis - Le
Leggende degli Ebrei - vol. 1: Dalla creazione al diluvio -
€ 19,63
- Ginzberg Louis - Le
Leggende degli Ebrei - vol. 2: Da Abramo a Giacobbe - € 18,59
- Ginzberg Louis - Le
Leggende degli Ebrei - vol. 3: Giuseppe, i Figli di Giacobbe,
Giobbe - € 18,59
- Ginzberg Louis - Le
Leggende degli Ebrei - vol. 4: Mosé in Egitto, Mosé nel deserto
- € 23,00
- Giordano Bruno - Opere Magiche - €
105,00
- pp.
1600, testo latino a fronte
Questa nuova edizione
offre per la prima volta la trascrizione integrale del De magia
mathematica, dei numerosi marginalia che corredano e
accompagnano tali scritti nonché dei notevoli abbozzi autografi
del De vinculis e della Medicina Lulliana. Al testo
latino si affianca inoltre la traduzione: nel caso della Lampas
triginta statuarum, delle Theses de magia e della Magia
Lulliana, la prima in lingua italiana.
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Giordano
Bruno - Opere Mnemotecniche. Tomo Primo - A
cura di Marco Matteoli, Rita Sturlese, Nicoletta Tirinnanzi
- € 80,00
A lungo
considerate dagli studiosi un oggetto misterioso che non
si sapeva in quale modo trattare, le opere mnemotecniche di Bruno
si sono rivelate – specialmente dopo il capitale libro di
Frances Yates, L’arte della memoria – il centro e il
motore occulto di tutta la sua opera. Ma il loro carattere cifrato
non cessa di stupire. Gli equivoci insorgono subito, già dalla
definizione della disciplina. Nata come tecnica utilissima agli
oratori per esercitare la memoria, la mnemotecnica è diventata
nel corso dei secoli, e in particolare nel periodo fra Raimondo
Lullo e Bruno che ne segna il culmine, un nuovo regime delle
immagini – intese come fantasmi mentali – e perciò anche
una sorta di pratica teurgica, collegata a quella primordiale
sapienza egizia che fu lo stendardo dell’ermetismo
rinascimentale. Già nel De umbris idearum e nel
Cantus Circaeus, che compongono questo primo volume e
saranno seguiti dal Sigillus sigillorum e dal De
compositione imaginum, Bruno mostra una prodigiosa inventiva
nell’escogitare tecniche appropriate alla sua teoria. La
presente edizione è la prima in Italia, dopo quella avviata negli
ultimi decenni dell’Ottocento da Fiorentino, a offrire, accanto
al testo critico (corredato di apparato filologico, delle fonti e
dei loci paralleli), la traduzione e il commento
storico-filosofico di questi due scritti dedicati all’ars
memoriae, certo fra i meno conosciuti – ma anche fra i
più importanti – di un pensatore a lungo equivocato e
misconosciuto, che spicca tra le figure essenziali del
Rinascimento europeo.
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Giordano Bruno - Corpus Iconographicum - €
77,47
Fra
le opere di Giordano Bruno apparse a stampa in edizioni
cinquecentesche, diciassette contengono xilografie (spesso
inserite nel testo, talvolta fuori testo), per un totale
di circa 240 incisioni, in gran parte realizzate dallo
stesso Bruno. A questo insieme di figure complesso e
articolato il filosofo affida un compito basilare: poiché
sono proprio le umbrae, le imagines interiori
coniate sulle vestigia delle cose del creato, ad assumere
quelle forme iconiche e quegli schemi mentali,
simbolicamente efficaci, che divengono veicoli atti a
condurre l'intelletto alla gnosi. Affiancando il testo,
l'immagine racconta infatti in maniera diversa,
approfondisce e integra lo scritto a cui è riferita, e in
qualche caso finisce per sostituirlo del tutto, divenendo
essa stessa il testo. Sostenuto da una poderosa capacità
immaginativa, Bruno realizza un corpus unico nel
suo genere: e anche quando si tratta di rielaborazioni di
temi geometrici o cosmografici già noti, le peculiarità
tecniche e concettuali che sono alla base del processo
compositivo rendono queste incisioni, caratterizzate da
una straordinaria originalità formale e iconografica,
personalissimi prodotti del suo genio. Qui, per la prima
volta, Mino Gabriele (uno dei massimi studiosi italiani di
iconografia e iconologia) ci offre il ricco Corpus
iconographicum bruniano nella sua interezza,
esaminando tutte le xilografie in ordine cronologico,
rintracciandone le fonti, chiarendo il rapporto con il
testo e proponendo, nel caso in cui tale rapporto si
presenti particolarmente oscuro, un'ermeneutica che
fornisca una risposta consona e rispettosa, anche
filologicamente, dei dettami dell'autore. |
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- Girard René - Antica Via
degli Empi - € 17,56
- Girard René - Il Capro
Espiatorio - € 21,00
- Girard René - Delle cose
Nascoste sin dalla Fondazione del Mondo. Ricerche con Jean-Michel
Oughourlian e Guy Lefort - € 28,41
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Girard René -
La Pietra dello Scandalo - €
18,00
A più di un
trentennio dall’uscita del suo libro capitale – in cui con
abbagliante nitidezza indicava nel sacrificio l’evento
primordiale, costantemente ripetuto e trasfigurato, dal quale la
società trae la sua origine mediante il legame fra violenza
e sacro –, Girard riassume e insieme proietta in avanti
i fondamenti della propria visione in un testo composito che
include una lunga, serrata conversazione. È lo stesso Girard a
presentarcelo: «Nei tre saggi che costituiscono la prima parte
del libro, come nella conversazione con Maria Stella Barberi che
forma la seconda parte, rispondo a obiezioni che mi si rivolgono
da tempo, e che non sono mai state affrontate nei miei libri
precedenti, o tutt’al più sfiorate. Nello stesso tempo,
proseguo l’esplorazione dei temi che mi stanno a cuore, mediante
esempi concreti, e all’interno di un quadro più attuale che nei
miei scritti passati». E il lettore non potrà non essere colpito
dal fatto che il primo di questi temi è il terrorismo,
considerato anch’esso come conflitto mimetico, e il secondo il
cosiddetto «etnocentrismo» della cultura occidentale. Non privo
di punte polemiche (la più acuminata nei confronti di Lévi-Strauss),
La pietra dello scandalo rappresenta per René Girard «una
tappa significativa», un primo bilancio, egli scrive, «sulle
ricerche che vado conducendo da più di quarant’anni». |
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Girard René -
Shakespeare. Il teatro dell’invidia -
€ 36,50
René Girard
ha sviluppato ormai da molti anni una teoria della società e
della violenza che ha mostrato una grande forza ermeneutica,
applicandosi via via, e sempre con risultati illuminanti, a
materiali antropologici, alla tragedia greca e infine ai testi
evangelici. Ed era quasi inevitabile che Girard mettesse il suo
pensiero alla prova su Shakespeare, poiché nulla come Shakespeare
dà l’impressione di una realtà totale e proteiforme, che
sfugge beffardamente a ogni tentativo di definizione. E così è
senz’altro – ma è vero anche, come questo libro documenta in
modo stringente, che Shakespeare è il più ricco laboratorio dove
osservare le categorie elaborate da Girard nel loro peculiare
movimento: quella spirale che, a partire dal desiderio
dell’essere di un altro (il desiderio mimetico), innesca
un conflitto la cui violenza è domata solo sporadicamente
mediante il sacrificio di una vittima designata, il capro
espiatorio. Attraversando l’intera opera di Shakespeare, da
una commedia giovanile poco frequentata dalla critica quale I
due gentiluomini di Verona a opere capitali come Sogno di
una notte di mezza estate, Giulio Cesare e Troilo e
Cressida, fino agli esiti tardi e supremi del Racconto
d’inverno e della Tempesta, Girard ha ritrovato in
tutti i suoi ingannevoli meandri la drammaturgia del conflitto
mimetico, che ha al suo centro il peccato più inconfessabile:
l’invidia. Il risultato è doppiamente felice: da un lato la
teoria di Girard si riveste del sontuoso tessuto della parola
shakespeariana, dall’altro il testo di Shakespeare, crivellato
da secoli di glosse critiche, conferma la sua inesauribilità,
rivelando scorci, strutture e prospettive sconvolgenti che la
critica anteriore non aveva saputo percepire. Shakespeare. Il
teatro dell’invidia è apparso per la prima volta nel 1990. |

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Girard René -
Vedo Satana cadere come la Folgore - €
21,00
In ciascuno
dei suoi libri Girard si sforza di stringere più da vicino
l’essenziale. E ci riesce. Sono trascorsi oltre vent’anni
dalla pubblicazione di La violenza e il
sacro, e l’essenziale per lui è
stato sempre un
pensiero: il meccanismo del capro espiatorio. Pensiero che ha una
prodigiosa capacità di espansione e investe tutti i piani della
vita. Nelle sue opere più recenti, Girard ha cercato di mettere a
fuoco, con una precisione che si è fatta via via più acuminata,
tale meccanismo, nel tentativo costante di gettar luce su un punto
cruciale: l’unicità della rivelazione cristiana, il perché del
suo opporsi a tutte le precedenti credenze religiose. E, in
particolare, la sua opposizione radicale a ogni forma di sapere
trasmesso dalla mitologia. Sfida quanto mai ardua, che Girard
accetta fino in fondo: «Il carattere irriducibile della
differenza giudaico-cristiana può essere dimostrato. Tale
dimostrazione è il cuore di questo libro». Cristo non è, per
Girard, uno dei vari dèi mediterranei di morte e di rinascita,
come Dioniso o Osiride. È l’annunciatore di una verità che
spezza dall’interno l’ordine del mito e la dinamica
persecutoria che gli è indissolubilmente legata. È il sapere
della vittima che finalmente trova voce. Mai Girard aveva
argomentato questa «irriducibile differenza», che è il perno
attorno a cui ruota tutto il suo pensiero, con altrettanta
chiarezza e lucidità. Vedo Satana
cadere come la folgore è apparso per
la prima volta nel 1999. |
- Girard René - La Violenza e
il Sacro - € 24,79
- Girard René - La Voce
Inascoltata - € 26,00
- Girolamo (san) - Vite di
Paolo, Ilarione e Malco - € 5,16
- Goethe J. Wolfgang - Favola
- € 7,75
 |
Gómez Dávila Nicolás - In Margine a un Testo Implicito - € 10,33
Un
impressionante corpus di sentenze, raccolte dall’Autore giorno
dopo giorno, «punte di diamante» che incidono in noi, come
altrettante evidenze, considerazioni su temi che sono i più
grandi e i più quotidiani, i più antichi e i più peculiari dei
nostri anni. Ciò che le tiene insieme è, come scrisse una volta
Nietzsche, la «lunga logica di una sensibilità filosofica ben
definita», che però Dávila si guarda dall’esplicitare troppo,
forse per non discordare dal testo smisurato che commenta. Così
ha preso forma inclassificabile un’opera che per la sua durezza,
per l’intransigenza dei giudizi e la radicalità dei presupposti
può ricordare l’inesauribile scepsi di Cioran o il pathos
corrusco di Caraco, ma con l’aggiunta di qualcosa di unico: la
pacatezza di un saggio insolente, le cui idee sono «un fuoco di
luce secca». Eccone alcuni esempi: «Si può essere conservatori?
In nessun modo, dato che non c’è più niente da conservare.
Bisogna essere reazionari, in quanto solo chi si oppone alla
desolazione del mondo moderno può recuperare la saggezza
tradizionale, l’unica che riesca a dare un senso alla vita», o
ancora: «Quando smetterà di essere la presenza della Grecia
nell’anima cristiana, l’Occidente sarà morto. Il paganesimo
è l’altro Antico Testamento della Chiesa», «La religione non
è nata dall’esigenza di assicurare solidarietà sociale»,
così come «le cattedrali non sono state edificate per
incentivare il turismo», e infine «Il progressista trionfa
sempre, il reazionario ha sempre ragione». Da cavalleresco
avversario, García Márquez ha ammesso, riferendosi a Gómez
Dávila: «Se non fossi un comunista, penserei in tutto e per
tutto come lui». |
-
Gómez Dávila Nicolás - Tra poche parole - €
14,00
Lo
scrivere breve non è per Gómez Dávila solo un’arte o un genere
letterario, ma un modo di pensare: l’unica forma, cioè, capace di
restituire al pensiero l’immediatezza che il discorso articolato gli
toglie. L’unica che accetta la sfida di non nascondersi, perché «tra
poche parole», come tra pochi alberi, è più arduo celarsi. Gómez Dávila
concepisce i propri aforismi come tocchi cromatici che invitano il
lettore a scorgere la totalità loro sottesa, e dunque a riconoscere
il «testo implicito», l’opera ideale a cui alludono. In questo
volume viene presentata una seconda parte del grande libro degli
Escolios, cui Gómez Dávila si è dedicato per l’intera vita e che
nell’edizione originale comprende cinque tomi, tutti composti
esclusivamente di brevi, fulminanti sentenze – simili a pietruzze
gettate nell’animo del lettore: «Il diametro delle onde
concentriche che formano dipende dalle dimensioni dello stagno».
- Granet Marcel - Feste e
Canzoni dell’Antica Cina - € 30,99
- Granet Marcel - Il Pensiero
Cinese - €
32,00
- Granet Marcel - La
Religione dei Cinesi - € 12,00
- Graves Robert - La Dea
Bianca. Grammatica storica del mito poetico - €
40,00
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Guénon
René - Il Demiurgo e altri saggi - €
14,00
I saggi
qui riuniti coprono un arco temporale che abbraccia l’intero
periodo creativo di Guénon, dal 1909 al 1950. Sarebbe però vano
aspettarsi di trovarvi le tracce di una graduale evoluzione del
suo pensiero: come Atena nasce già adulta e ben armata dalla
testa di Zeus, così la visione metafisica di Guénon appare già
compiuta fin dal primo saggio sul Demiurgo – pubblicato a
ventitrè anni –, in cui egli affronta il mille- nario quesito
«unde malum?», rispondendo con la disinvoltura e la
paziente meticolosità di chi svolga una dimostrazione di ciò che
dovrebbe risultare a tutti ovvio, o desumibile da alcune nozioni
universali di immediata evidenza, quali l’infinito, l’essere e
il non-essere, il manifestato e il non-manifestato, l’unità e
la molteplicità. E fedele a quella visione, incentrata sugli
assiomi che nelle civiltà tradizionali definiscono l’ordine del
mondo e il percorso iniziatico di realizzazione spirituale, Guénon
nei quarant’anni successivi si adopera instancabilmente a
rettificare le confusioni di pensiero e le aberrazioni
terminologiche che vede diffondersi nel mondo moderno, chiarendo i
rapporti fra monoteismo e angeologia, il significato delle idee
platoniche, la distinzione fra spirito e intelletto, le valenze
metafisiche della produzione dei numeri e della notazione
matematica, irridendo la concezione profana delle arti e delle
scienze o i tentativi di mettere sullo stesso piano pensiero
individuale e sapere tradizionale – sempre con il geometrico
rigore che lo caratterizza fin dall’inizio. |
Guénon René -
Esoterismo di Dante - € 8,00
Senza
alcuna pretesa di sistematicità, e interessato più a sollevare
questioni che a offrire risposte, Guénon volle in questo breve
libro far risuonare alcune corde della «dottrina che s'asconde /
sotto 'l velame de li versi strani». Dopo aver esaminato le
analogie e corrispondenze con gli ordini cavallereschi, il
Rosicrucianesimo, l'ermetismo e l'Islam suggerite in passato da
studiosi e occultisti, Guénon, fedele al principio secondo cui le
somiglianze in realtà dimostrano soltanto «l'unità dottrinale
comune a tutte le tradizioni», procede a una geometrica
esposizione del simbolismo insito in alcuni temi cruciali della Commedia:
i tre mondi, i numeri, il tempo. Ecco allora che l'Inferno appare
come ricapitolazione degli stati che precedono logicamente lo
stato umano e manifestazione delle possibilità di ordine
inferiore che l'essere porta ancora in sé, il Purgatorio come
prolungamento dello stato umano e il Paradiso come ascesa agli
stati superiori dell'essere, mentre il «mezzo del cammin di
nostra vita» diventa occasione per una magistrale spiegazione del
«centro» secondo un simbolismo che si riflette con perfetta
simmetria nel tempo e nello spazio, nella dottrina dei cicli
cosmici basata sulla precessione degli equinozi e nella struttura
tripartita dell'universo dantesco. Si tratta, ogni volta, di «fornire
un punto di partenza alla riflessione» – ma quella riflessione,
che è l'opera intera di Guénon, sarebbe proseguita ancora per
molti anni con inesorabile lucidità, nell'intento di «far
sentire ai nostri contemporanei la natura angusta e
l'insufficienza delle loro concezioni abituali». L'esoterismo
di Dante è stato pubblicato per la prima volta nel 1925. |
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- Guénon René - La Grande
Triade - € 12,00
- Guénon René - Introduzione
Generale allo Studio delle Dottrine Indù - €
20,00
Dai
Veda al buddhismo, attraverso le grandi scuole come lo Yoga e il Vêdânta,
quest’opera ha, per il mondo occidentale moderno, un’importanza
storica perché in essa viene presentato, per la prima volta, un
quadro autentico di quella concezione di una rivelazione primordiale
trasmessa attraverso le età da iniziati che appare nell’Induismo ma
le cui tracce devono inevitabilmente ritrovarsi, in forma più o meno
nascosta, in tutte le civiltà, poiché esse sono la ragion d’essere
dell’uomo.
- Guénon René - Il Re del
Mondo -
€ 8,00
In
questo libro, è disegnata la linea della trasmissione della
Tradizione primordiale, attraverso dottrine e miti immemoriali, di cui
si ritrovavano tracce dal Tibet (con la sua nozione dell’Agartha,
la terra ´inviolabile`) alla tradizione ebraica (con la figura di
Melchisedec e della città di Salem), e così anche nei più antichi
testi sanscriti, nel simbolismo del Graal, nelle leggende sull’Atlantide
e in tanti altri miti e immagini, con pochi e sobri gesti, Guènon
riesce a mettere in contatto tali e così diverse cose, da svelare una
sterminata prospettiva che traversa tutta la storia, dalle origini
della Tule iperborea fino all’occultamento del centro iniziatico
nella nostra ´età nera`, il Kali-Yuga.
- Guénon René - Il Regno
della Quantità e i Segni dei Tempi - € 17,56
Con
quest’opera, René Guénon dava una formulazione definitiva alla sua
critica del mondo moderno, L’autore risale alle categorie teoriche e
storiche da cui discende la civiltà moderna: quantità e qualità,
nomadismo e sedentarismo, tempo lineare e tempo ciclico, sfera e cubo,
unità e semplicità, misura e manifestazione. Per una cultura come
quella di oggi che ricorre brancolando a tanti argomenti usati da Guénon
senza conoscerne l’origine, questo libro è l’occasione per
confrontarsi con una figura e con un pensiero che, sia per chi lo
segue sia per chi lo avversa, rimangono essenziali.
- Guénon René - Scritti
sull’Esoterismo Islamico e il Taoismo - €
8,00
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Guénon René - Simboli
della Scienza Sacra - € 14,00
La coppa del
Graal e la Lingua degli Uccelli, il loto e la rosa, lo Zodiaco e
il Polo, la montagna e la caverna, la cupola e la ruota,
l’Albero del Mondo e l’Albero della Vita, il ponte e i nodi,
il cuore e il granello di senape, la Tetraktys e la bevanda
dell’immortalità, l’uovo del Mondo e le porte sostanziali, la
Terra Santa e la Città divina – sono questi, e molti altri, i
"simboli della Scienza sacra" di cui Guénon ci svela e
rivela i molteplici significati in questo libro insostituibile |
 |
- Guénon René - Gli Stati
Molteplici dell’Essere - € 9,00
- Guénon René - L’Uomo e
il suo Divenire Secondo il Vedanta - €
20,00
[...]
si può dire che il Vêdânta, è una sorta di dottrina suprema.
Nessuno ha saputo esporla in Occidente con l’evidenza assoluta che
incontriamo in questo libro di Guénon. Egli si sofferma sugli aspetti
costitutivi, sulla composizione fondamentale dell’uomo, del mondo e
della realtà cosmica –e a queste pagine occorre sempre tornare
quando, in altre opere, applica le categorie qui delineate.
 |
Gurdjieff
Georges I. - Incontri con Uomini Straordinari - €
9,50
Le
avventure picaresche raccontate in questo libro "con una
semplicità orientale che sconcerta per la sua apparenza di
ingenuità" sono per Gurdjieff innanzitutto uno strumento per
iniziare il suo lettore alle sue dottrine per sottoporlo ad una
serie di choc e di paradossi che possono orientarlo verso il
risveglio. |
- Martin Heidegger - Che
Cos’è Metafisica? - € 8,00
- Martin Heidegger - Lettera
sull’«Umanismo» - € 7,50
- Heine Heinrich - Gli Dèi
in Esilio - € 9,30
- Herrigel Eugen - Lo Zen e
il Tiro con l’Arco - € 6,00
- Hesse Hermann - La Cura -
€ 7,23
- Hesse Hermann - Il
Pellegrinaggio in Oriente - € 5,16
- Hesse Hermann - Siddharta -
€ 7,50
- Hesse Hermann - Siddharta (edizione
rilegata e illustrata) - € 18,08
- Hesse Hermann - Una
Biblioteca della Letteratura Universale -
€ 6,20
- Hillman James - Anima -
€ 8,00
- Hillman James - Anima.
Anatomia di una nozione personificata - € 15,49
- Hillman
James - L’Anima del Mondo e il pensiero del Cuore - €
9,50
Quella
malattia della psiche che è oggi la normalità ha trovato in
James Hillman un interprete che non concede facili terapie. La sua
via è piuttosto quella di chi indica, con pacatezza,
l’inevitabilità di un mutamento radicale: si tratta – osserva
Hillman in «Anima mundi», uno dei tre saggi che
compongono questo volume – di «dare valore all’anima prima
che alla mente, all’immagine prima che al sentimento». Il che,
a sua volta, impone di «rinunciare ai giochi di soggetto-
oggetto, destra-sinistra, interno-esterno, maschile-femminile,
immanenza-trascendenza, mente- corpo», in modo che «l’emozione
trattenuta da quelle sacre reliquie possa infrangere quei vasi e
tornare a fluire nel mondo». Ma anche gli altri due testi
risulteranno sferzate salutari: Il pensiero del cuore
ribadisce una certezza classica oggi maldestramente trascurata,
ossia che «le risposte estetiche sono risposte morali»; Plotino,
Ficino e Vico precursori della psicologia archetipica
cela nelle sue pieghe una domanda imbarazzante in particolare per
noi italiani, che dovremmo avere il Rinascimento «nel sangue
della psiche»: «Perché mai venite a cercare la psicologia da
noi, nel Nord, nel marxismo e nell’esistenzialismo, in Adorno e
in Marcuse, in Freud e, sì, anche in Jung – per non parlare di
Mao o dei guru indiani –, tutti sostituti secondari, quando la
vostra terra custodisce una psicologia straordinaria?». I saggi
riuniti in questo volume sono stati pubblicati in origine tra il
1973 e il 1982.
- Hillman James - Il Codice
dell’Anima. Carattere, vocazione, destino - € 17,56
-
Hillman James
- La Forza del Carattere. La vita che dura - € 16,53
Non sempre è
giusto cedere al fascinoso (e compassionevole) luogo comune secondo il
quale chi muore giovane è caro agli dèi, perché «così come il
carattere guida l’invecchiamento, l’invecchiamento rivela il
carattere». La senilità, quindi, non è un caso, né una dannazione
né l’abominio di una medicina moderna devota alla longevità, ma la
condizione naturale e necessaria affinché si verifichino
l’intensificazione e la messa a punto del nostro carattere, ossia
della forma del nostro durare.
- Hillman James - Fuochi Blu
- € 30,99
- Hillman James - Il Mito
dell’Analisi - € 23,24
- Hillman James - Puer
Aeternus - € 9,00
- Hillman James - Re-visione
della Psicologia - € 28,41
- Hillman James - Saggio su
Pan - € 7,23
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James
Hillman - Il Sogno e il Mondo Infero - €
22,00
«A
che cosa somiglia il sogno?». Fin dall’antica domanda di
Aristotele, possiamo inquadrare il paesaggio onirico solo per
analogie, paragoni, metafore. Oppure, come ci suggerisce James
Hillman in questo percorso sconcertante e provocatorio, possiamo
accedervi lasciandoci alle spalle ogni tentativo di
razionalizzarlo e di tradurlo nel linguaggio diurno, come era
avvenuto, seppure con metodi opposti, nel caso di Freud e di Jung.
La soluzione, per Hillman, consiste invece nel tornare alla
mitologia come a una vera e propria «psicologia dell’antichità»
e a una lettura del sogno come dimensione del «mondo infero», in
quanto invisibilmente intrecciato a quello superno. Per
accompagnarci in questa discesa notturna nell’«altro mondo»,
Hillman fa ricorso al vasto patrimonio delle tradizioni arcaiche,
da quella egizia (che mostra il mondo sotterraneo come un reame in
cui i morti camminano a testa in giù) a quella romana, a quella
indiana. In quei riti e in quei miti, ben più che nella prassi
psicologica moderna – che è sempre in qualche misura malata di
riduzionismo –, si incontrano le immagini e i gesti che possono
più aiutarci, ancora oggi, nella silenziosa «lotta sulla soglia»
che è il nostro rapporto con la realtà onirica. Il sogno e
il mondo infero è apparso per la prima volta nel 1975. |
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James
Hillman - Un Terribile Amore per la Guerra - €
17,00
In un momento
chiave del celebre film sul generale Patton, un memorabile George
C. Scott passeggia per il campo di battaglia a combattimento
finito: terra sventrata, carri armati bruciati, cadaveri. Volgendo
lo sguardo a quello scempio, esclama: «Come amo tutto questo. Che
Dio mi aiuti, lo amo più della mia vita». È eloquente che James
Hillman abbia scelto proprio questa scena, tanto spiazzante quanto
rivelatrice, per introdurre il provocatorio tema del suo nuovo
libro: la guerra come pulsione primaria e ambivalente della nostra
specie – come pulsione, cioè, dotata di una carica libidica non
inferiore a quella di altre pulsioni che la contrastano e insieme
la rafforzano, quali l’amore e la solidarietà. Il presupposto
è che se di quella pulsione non si ha una visione lucida ogni
opposizione alla guerra sarà vana. Frantumando la retorica degli
adagi progressisti – basati su una lettura caricaturale della «pace
perpetua» teorizzata da Kant –, Hillman risale così, in
perfetta consonanza con la sua visione della psicologia, al
carattere mitologico e arcaico di tale ambivalenza, riassunto
nell’inseparabilità di Ares e Afrodite. In questa prospettiva
tutte le guerre del passato e del presente appariranno quindi
semplici variazioni della guerra più emblematica dell’Occidente
classico, quella cantata nell’Iliade. Ma soprattutto,
ricorrendo a dettagliati rapporti dal fronte, a lettere di
combattenti, ad analisi di esperti in strategia – oltre che a
tutti gli scrittori e tutti i filosofi che alla guerra hanno
tributato meditazioni decisive, da Twain a Tolstoj, da Foucault a
Hannah Arendt –, Hillman ci guida a una scandalosa verità: più
che un’incarnazione del Male, la guerra è in ogni epoca – lo
dimostra la contiguità tra le descrizioni omeriche e i reportage
dal Vietnam – una costante della dimensione umana. O meglio, troppo
umana. |
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- Hillman James - La Vana
Fuga dagli Dei - € 9,50
-
Peter
Hopkirk - Diavoli Stranieri sulla Via della Seta - €
23,00
«Improvvisamente
il cielo diventa nero ... e subito dopo la tempesta aggredisce con
violenza terrificante la carovana. Enormi vortici di sabbia mista a
sassi sono sollevati in aria e turbinando colpiscono uomini e bestie.
L’oscurità aumenta e strani schianti risuonano fra i ruggiti e gli
ululati della bufera ... sembra lo scatenarsi dell’inferno». Per
secoli, dal graduale abbandono della Via della Seta in poi, il deserto
del Takla Makan nel Turkestan cinese è rimasto uno dei luoghi meno
attraversati del pianeta. Finché all’inizio del Novecento, quasi
all’improvviso, alcuni fra i migliori – e più visionari –
studiosi di cose antiche hanno deciso, tutti insieme, di partire alla
scoperta delle civiltà che si dicevano sepolte, e intatte, sotto la
sabbia. In questo libro, Peter Hopkirk racconta la storia, ancora una
volta semisconosciuta ed emozionante, di come un gruppo di uomini
quasi troppo adatti alla parte – per rendersene conto, basta
guardare i ritratti di von Le Coq, di Aurel Stein o di Paul Pelliot
che corredano il volume – abbia sfidato e sconfitto il caldo
rovente, il gelo mortale, le tribù ostili, e persino i dèmoni che la
leggenda voleva a guardia dei tesori disseminati lungo la Via della
Seta. Il risultato è una cronaca accurata e fedele che trasuda, quasi
involontariamente, romanzesco ed esotismo – miscela perfetta che i
lettori del Grande Gioco conoscono bene, e che non a caso una
folla di sceneggiatori e registi ha tentato di imitare, quasi sempre
invano.
-
Peter
Hopkirk - Il Grande Gioco - €
32,00
"Il
1°ottobre, Aucland emanò il cosiddetto Manifesto di Simla, che
annunciava pubblicamente l’intenzione della Gran Bretagna di
scacciare dal trono [dell’Afghanista] Dost Mohammed e di
sostituirlo con Shujah. A giustificazione di ciò, Dost Mohammed era
dipinto come un infido mascalzone che aveva spinto il governo inglese
ad agire così, e Shujah come un amico fedele, monarca legittimo…
"si è capito che Dost Mohammed nutre progetti di espansione
deleteri per la sicurezza e la pace delle frontiere dell’India…".
Se non fosse che si parla di Gran Bretagna ed India, lo si potrebbe
credere uno dei tanti proclami che vengono lanciati oggi, in nome
degli stessi principi della pace e della stabilità internazionale.
Là dove però, allora come oggi, la pace e la stabilità finiscono
sempre con il coincidere con gli interessi della superpotenza di
turno. E, dietro le belle parole ed i buoni propositi, si nascondono
spesso interessi ben poco nobili. Allora c’era chi diceva: "Dalle
frontiere d’Ungheria al cuore della Birmania e del Nepal… il
demonio russo assilla e turba il genere umano, e perpetra
diligentemente le sue perfide frodi… a danno del nostro impero
industrioso ed essenzialmente pacifico". Alla metà dell’Ottocento
il "demonio" era la Russia, e l’impero del bene quello
britannico. Oggi il demonio è un altro e l’impero del bene un altro
ancora. Ma il concetto, sostanzialmente non cambia granché. Questo
uno degli aspetti più interessanti e stimolanti di questo bel libro
di Peter Hopkirk, massimo studioso del cosiddetto "Grande
Gioco": l’intreccio di vicende, scontri ed intrighi che hanno
visto contrapposti per tutto l’Ottocento Inghilterra e Russia per il
controllo dell’Asia centrale. Ma non c’è solo questo. Ci sono i
"giocatori", i protagonisti di questo Grande Gioco,
militari, diplomatici, studiosi o semplici avventurieri, che, dalla
Russia o dall’India inglese partivano in missioni segrete nei
deserti roventi in estate e freddissimi in inverno, tra l’Afghanistan,
il Tibet, la Cina, la Persia ed il Mar Caspio. C’è tutto il fascino
dell’avventura, il piacere della scoperta, il gusto dello studioso
di antropologia. Là dove il pericolo dei predoni era sempre in
agguato e dove una spedizione di molte migliaia di uomini poteva
soccombere per le sole condizioni climatiche e la difficoltà del
percorso (come duemila anni prima era accaduto all’esercito di
Alessandro Magno). Interessante è poi soprattutto l’incontro (non
sempre facile) tra gli europei, fossero essi russi o inglesi, e le
popolazioni dell’Asia centrale, in gran parte islamiche e che spesso
non avevano mai visto un occidentale in vita loro. Insomma, un saggio
che fa riflettere e che si legge come un bellissimo romanzo di
avventura.
-
Robert
Hughes - La
Cultura del Piagnisteo. La saga del politicamente corretto - €
8,00
- Huxley Aldous - L’Arte di
Vedere - € 10,00
- Huxley Aldous - La
Filosofia Perenne - € 10,33
- Ibn'Ata Allah - Sentenze.
Colloquio Mistico -
€ 6,20
|
|
Moshe
Idel - Eros e Qabbalah - € 58,00
Il
maschile, il femminile e le relazioni erotiche che ne derivano
costituiscono, fin dall’epoca più remota, anche un modo di
pensare le coppie di elementi opposti o complementari e i rapporti
che fra essi intercorrono. In Occidente, alla tradizione di
pensiero che da Empedocle e dal Simposio di Platone
giunge sino ai testi ermetici si affianca quella ebraica, e più
specificamente cabbalistica. Il racconto della creazione androgina
del primo essere umano e della sua scissione in Adamo ed Eva e
l’interpretazione del Cantico dei Cantici sono i
fondamenti da cui si sviluppano speculazioni che estendono la
sfera del pensiero erotico sino ad abbracciare la dimensione
intradivina, creando una molteplicità di coppie sessuate che si
rifrangono specularmente a tutti i livelli della realtà. In
questo libro Moshe Idel, oggi il massimo studioso di Qabbalah,
esplora, all’interno della letteratura mistica ebraica, «trattazioni
sulla sessualità che vanno dalle descrizioni delle relazioni
sessuali tra Dio e la Sua demonica concubina superna alle
prescrizioni più conservatrici e scrupolose sulle relazioni che
un cabbalista deve avere con sua moglie». Idel si addentra
dunque, audacemente, in quella che definisce la «cultura
dell’eros» peculiare dell’ebraismo, dove il rapporto sessuale
non solo assolve a un comandamento fondamentale, ma ha una valenza
cosmica, poiché esercitando un’azione teurgica sulla sfera
superna favorisce di riflesso l’unione fra gli elementi maschile
e femminile della divinità, e fa così discendere sul mondo la
sua benedizione e il suo influsso. |
- Moshe
Idel - Mistici Messianici - € 55,00
Nel 1280
il grande cabbalista aragonese Avraham Abulafia giunge a Roma per
incontrare il papa Niccolò III – e probabilmente per parlargli
della sua visione della «redenzione finale» del mondo. Quando il
pontefice rifiuta di dargli udienza e si ritira nel suo castello
di Soriano dei Cimini, Abulafia lo raggiunge. Ma non ci sarà
alcun colloquio: Niccolò III muore e il cabbalista viene
arrestato. È un’altra delle occasioni perdute della storia. Ma
Abulafia è solo uno dei punti di più intensa magnitudine nella
costellazione di mistici-Messia della tradizione ebraica, ovvero
di quei maestri che, convinti di poter esercitare un «ruolo
speciale» nella storia, si gettarono nell’arena sociale, dando
origine talvolta a veri movimenti di massa: è il caso ad esempio
di Sabbetai S.ewi, il mistico-Messia attivo nell’Europa
orientale del Seicento. Ricostruendo, con incomparabile dottrina e
ricchezza di dettagli, la sotterranea continuità del misticismo
messianico dalla «Qabbalah estatica» medioevale sino alla
modernità matura (dai Chassidim ai Lubavitch), Idel si sofferma
soprattutto sulla varietà dei modelli impiegati nell’«attività
redentiva» volta a sconfiggere il male e l’imperfezione del
cosmo: quello mistico-estatico in senso stretto, concentrato
nell’«itinerario di perfezione» individuale; quello
teosofico-teurgico, fondato sull’«adempimento dei comandamenti»
ed esploso nella Castiglia del XIII secolo; quello
magico-cabbalistico, insieme di tecniche elaborate da mistici e
cabbalisti «pratici» per «causare un mutamento radicale
nell’ordine naturale» e alleviare così la pressione
persecutoria sugli ebrei di Spagna e Portogallo.
-
Igino - Miti.
Un repertorio essenziale dei miti classici - € 36,15
Insieme a
Apollodoro, Igino è autore della più preziosa opera strettamente
mitografica che ci sia giunta dall’antichità classica. Dotto amico
di Ovidio, egli volle esporre le narrazioni fondamentali del mito
greco per cicli, che compongono una sequenza di 277 racconti. A Igino
interessa innanzitutto la pura trama del racconto. E a lui dobbiamo se
numerose, significative varianti dei miti più noti o dei più oscuri
sono giunte fino a noi.
- Ignazio di Loyola (sant’) - Il
Racconto del Pellegrino. Autobiografia di sant’Ignazio di Loyola -
€ 9,30
- Israel
Saul - La Leggenda del Figlio del re Horkham - € 9,30
- Ivan il Terribile - Un Buon
Governo nel Regno. Il carteggio con Andrej Kurbskij - € 8,26
- Jacob Max-Velence Claude - Lo
Specchio d’Astrologia - € 9,30
- Jayadeva - Gitagovinda -
€ 8,26
- Junger Ernst - Al Muro del
Tempo - € 17,56
- Junger Ernst - Foglie e
Pietre - € 14,46
- Junger Ernst - Incontro
Pericoloso - € 12,39
- Junger Ernst - Libro dell’Orologio
a Polvere - € 18,59
- Junger Ernst - Problema di
Aladino - € 7,23
- Junger
Ernst - Trattato del Ribelle - €
7,50
- Junger Ernst - Heidegger
Martin - Oltre la Linea - € 10,33
- Kalidasa - Riconoscimento
di Sakuntala - € 12,91
- Kandinskij
Vasilij - Punto, Linea, Superficie. Contributo all’analisi degli
elementi pittorici - € 12,91
- Kay Ka'us Ibn Iskandar - Libro
dei Consigli (Qabus - Nama) - € 18,08
- Kerény Karoly - Dioniso.
Archetipo della vita indistruttibile - € 41,32
 |
Kerény Karoly
- Religione Antica - €
28,41
Quando
il giovane Nietzsche pubblicò La nascita della
tragedia, subito la corporazione dei grecisti si
risentì – e Wilamowitz lo attaccò con un pamphlet
feroce. Aveva buone ragioni, perché quel testo di
Nietzsche minacciava tutto l'assetto degli studi classici.
Ma una vera risposta a Wilamowitz sarebbe venuta solo nel
corso del Novecento, dall'opera di Kerényi. Sin dagli
inizi degli anni Trenta, e poi attraverso il dialogo e la
collaborazione con Jung e Thomas Mann, Kerényi sviluppò
una visione della grecità che permetteva di risalire alle
origini di quella che egli chiamò mitopoiesi e
mostrava come una rete possente di simboli innervasse ogni
aspetto della vita greca. Se c'è un libro dove questa
visione si presenta nelle sue più svariate sfaccettature
– ciascuna delle quali corrisponde a un aspetto delle
molteplici ricerche di Kerényi –, è proprio Religione
antica, apparso per la prima volta nel 1940 e nella
sua edizione definitiva nel 1971. Non è un trattato né
un'opera sistematica, ma un felice tentativo di illuminare
eventi e categorie indispensabili per accedere al mondo
classico, come già si può desumere dal titolo di alcuni
capitoli: «Che cos'è mitologia?», «L'essenza della
festa», «Uomo e dio secondo Omero ed Esiodo», «Uomo e
dio nella concezione romana», «La sacralità del pasto»,
«Il mito dell'areté», «Che cos'è il tempio
greco?». E ogni volta Kerényi ci addita la via regale
per avvicinarsi a questi temi. |
- Kipling Rudyard - La Città
della Tremenda Notte - € 18,00
- Kipling Rudyard - Puck il
Folletto - € 15,00
- Kirk Robert - Il Regno
Segreto - € 16,53
 |
Kramrisch
Stella - La Presenza di Siva - €
46,48
Narra uno
dei più antichi miti indiani che, agli albori di un mondo ancora
sospeso nell’eternità, Prajapati, il Progenitore, preso da
irrefrenabile bramosia, si accoppiò con la figlia Usas, l’Aurora.
Fu allora, nell’attimo immobile e silenzioso che precede ogni
creazione, che un terzo attore, testimone oscuro dell’evento,
apparve per la prima volta sulla scena: Rudra, l’Arciere, il
custode dell’Increato. Mirando con studiata crudeltà all’atto
procreativo che avrebbe frantumato l’integrità indistinta del
pleroma, con un grido egli scagliò la sua freccia. Mai gesto fu
più carico di conseguenze. Ferito all’inguine, il Progenitore
sparse a terra il seme – quel seme che lo stesso Rudra, in
quanto Agni, in quanto Fuoco, aveva preparato e fatto maturare.
Nacquero allora il tempo e la moltitudine degli esseri. Già qui,
ai primordi della civiltà indiana, Rudra, mostrandosi in tutta la
sua ambivalenza di guardiano della pienezza originaria e
responsabile del suo riversarsi nella creazione, lascia
intravedere i contorni di quello che in epoca classica sarebbe
divenuto Shiva, il Signore dello Yoga, luogo di tutti i paradossi,
coscienza capace di abbracciare nella sua intensità estrema l’uno
e il molteplice, l’eternità e il tempo. Pubblicato nel 1981, La
presenza di Shiva può essere considerato come la summa di
Stella Kramrisch, a cui già si dovevano fondamentali studi sull’arte
e sui templi indiani. Mai come in questo libro la Kramrisch è
riuscita a ricostruire dall’interno la vasta articolazione del
pensiero mitico ed esoterico indiano, che proprio attraverso l’inesauribile
figura di Shiva raggiunge la più alta e soggiogante
"presenza".
Stella Kramrisch (1898-1981) è stata professore di Arte indiana
presso l’Institute of Fine Arts della New York University. Fra
le sue opere ricordiamo l’ormai classico trattato The Hindu
Temple (1946). |
- Kraus Karl - Detti e
Contraddetti - € 8,26
- Kraus Karl - Ultimi Giorni
dell’Umanità. Tragedia in cinque atti con preludio ed epilogo -
€ 16,53
- Patrick Leigh Fermor - Mani.
Viaggi nel Peloponneso -
€ 12,50
- Leroi Gourhan André - Religioni
della Preistoria. Paleolitico - € 8,26
- Lewis Clive S. - Cristianesimo
così com’è - € 11,36
- Lewis Clive S. - Diario di
un Dolore -
€ 6,20
- Lewis Clive S. - Lontano
dal Pianeta Silenzioso - € 12,39
- Lewis Clive S. - Perelandra
- € 15,49
- Lewis Clive S. - Quell’Orribile
Forza. Una favola moderna per adulti - € 21,69
|
Jack
London - Il Vagabondo delle Stelle - €
11,50
Come Martin
Eden, questo romanzo troverà sempre appassionati – per i
quali resterà il libro del cuore. Solo un «realista selvaggio»
come Jack London poteva gettarsi in una vicenda così temeraria,
che a partire da uno scenario che ricorda Forza bruta ci
fa veleggiare nel cosmo e nelle epoche con stupefacente
naturalezza. All’inizio siamo infatti nel braccio degli
assassini di San Quentin, in California, dove il protagonista
viene regolarmente sottoposto alla tortura della camicia di forza.
Ma in quella condizione disperata, con feroce autodisciplina,
riuscirà a trasformarsi in un moderno sciamano che attraversa le
barriere del tempo come muri di carta. Amato da lettori fra loro
distanti come Leslie Fiedler e Isaac Asimov, Il vagabondo
delle stelle, ultimo romanzo di Jack London, è anche il suo
libro più originale, estremo – che si colloca in una regione di
confine del firmamento letterario, fra Stephen King e Carlos
Castaneda. |
- Lorenz Konrad - Altra
Faccia dello Specchio. Per una storia naturale della conoscenza -
€ 8,26
- Lorenz Konrad - Anello di
Re Salomone - € 7,23
- Lorenz Konrad - E l’Uomo
Incontrò il Cane -
€ 7,50
- Lorenz Konrad - Otto
Peccati Capitali della Nostra Civiltà -
€ 6,20
- Luciano di Samosata - Alessandro
o il Falso Profeta - € 5,16
- Ma gcig Lab sgron - Canti
Spirituali - € 7,23
- Malamoud Charles - Cuocere
il Mondo. Rito e pensiero dell’India antica - € 38,73
- Malamoud Charles - Il
Gemello Solare - € 30,00
 |
Giorgio Manganelli - Pinocchio: un libro parallelo - €
15,00
Questa
singolarissima opera è un libro nel libro, insieme
parassitario e autonomo, in cui il Manganelli scrittore da
un lato illumina Pinocchio di una luce nuova e
dall'altro dà forma all'ennesimo paesaggio della sua
poetica – paesaggio ancora una volta lunare, comico e
alieno. Il classico di Collodi diventa così più
terrificante ma anche più euforico, più enigmatico ma
anche più carico di rivelazioni, più cupo ma anche più
ricco di risonanze metaforiche e simboliche. E in
particolare il percorso di Pinocchio, personaggio insieme
umano, animale, vegetale e ultraterreno, mosso fin
dall'inizio da «una vocazione metamorfica e insieme
teatrale», da un «occulto, multiforme, futuro». Questo
percorso, infatti, altro non è se non l'attraversamento
dell'Erebo, del Regno dei Morti, che ha il suo centro nel
cuore nero del libro, ma che si estende a tutta la
topografia collodiana, dal bosco verde scuro in cui
biancheggia la casa mortuaria della Fata alla campagna
popolata di faine dove Pinocchio fa il cane da guardia.
Libro notturno, di una notte definitiva (dove il giorno è
solo «recitato» da sarcastici lampi temporaleschi), il Pinocchio
di Manganelli non si chiude con la trasformazione
edificante della vulgata, giacché il ragazzo in carne e
ossa non sostituisce il burattino e non ne
è la resurrezione: dovrà invece conviverci, con quella
«reliquia prodigiosa», con quel legno che «continuerà
a sfidarlo».
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- Maria Maddalena de'Pazzi
(santa) - Parole dell’Estasi - € 7,75
- Maspero Henri - Soffio
Vivo. I procedimenti del 'Nutrire il principio vitale' nella religione
taoista antica - € 7,23
- Mathieu Vittorio - Goethe e
il suo Diavolo Custode - € 16,00
«Giaceva…
di fronte alla finestra, sulla schiena, completamente vestito, con
gli stivali, il frac azzurro e il panciotto giallo». Nella
descrizione goethiana dell'agonia di Werther stupisce il singolare
indugio sui particolari di un abbigliamento che, per di più,
appare così vistosamente stonato nel contrasto dei colori. Ma
questo dettaglio di gusto, all'apparenza incidentale ce infatti
sempre trascurato –, acquisirà, imperiosamente, un significato
vent'anni più tardi, allorché la Teoria dei colori,
l'opera in cui Goethe ci ha consegnato l'essenza del suo pensiero,
identificherà nell'opposizione tra il giallo e l'azzurro, con i
contrari che ne discendono, il principio che governa la natura a
tutti i suoi livelli. L'occulto «significato cromatico della
morte di Werther», dal quale questo studio prende le mosse,
fornirà quindi la chiave in grado di disserrare l'universo
speculativo soggiacente all'intera opera di Goethe. Lasciando
affiorare le nervature segrete che connettono personaggi, simboli
e motivi talora assai distanti, Mathieu individua gli archetipi
del mondo proteiforme di Goethe: le polarità di femminile e
maschile, lontananza e vicinanza, sete d'infinito e limite
terreno, tutte derivanti dagli opposti metafisici fondamentali di
luce e oscurità. E all'oscurità appartiene un personaggio che
compare tra i primi e scompare per ultimo: Mefistofele. Se i
colori, cioè la realtà sensibile, si formano quando la luce
colpisce l'oscurità interna dell'occhio – come spiega ancora la
Teoria dei colori –, Mefistofele rappresenta dunque
l'occhio, il fondo buio in virtù del quale si determinano le
cose. Egli è l'emblema di quel principio da cui la natura trae la
vita con il suo ritmo, il «diavolo custode» che rende possibile
quell'esistenza che il dramma di Werther aveva messo in
discussione.
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Meyrink Gustav -
L’Angelo della Finestra d’Occidente - €
16,00
Nell’Angelo
della finestra d’Occidente Meyrink inscena la biografia di
un alchimista realmente vissuto – quel John Dee che fu
matematico e cultore di discipline ermetiche, magiche e
astrologiche sotto il regno di Elisabetta I d’Inghilterra –,
ma in modo da evocare gli stadi di un vero e proprio processo
alchemico in cui morte e rinascita sono momenti progressivi per
accedere all’autentica conoscenza. Così, quando John Dee si
ridesta nell’ultimo discendente della sua stirpe, il barone Müller,
intorno a costui riappaiono le forze e i personaggi che, già
secoli prima, avevano aiutato o ostacolato l’antenato nella
ricerca della Pietra filosofale. In un fatale gioco di
sdoppiamenti il barone Müller rivive l’arresto di John
Dee nella Torre di Londra, la liberazione ad opera di
un’Elisabetta non ancora regina, gli esperimenti condotti
insieme a Edward Kelley (emissario in terra dell’angelo della
finestra d’Occidente), la fuga dall’Inghilterra e
l’ospitalità dell’imperatore Rodolfo in Boemia. Ma la via
alchemica può compiersi solo attraverso la conquista della «donna
occulta», la Regina dei filosofi. Che non sarà Elisabetta,
posseduta per violenza d’incantesimo da John Dee, né la
principessa Assja Chotokalungin, dai gialli occhi di pantera,
bramata fino all’odio dal barone Müller, ma un’ulteriore,
ancor più misteriosa figura. |
- Meyrink Gustav - Il Volto
Verde - € 10,33
- Mordecai
Richler - L’Apprendistato di Duddy Kravitz - €
19,50
All’inizio di questo
romanzo Duddy Kravitz ha quindici anni, ma si rade due volte al
giorno nella speranza di farsi crescere il più in fretta
possibile la barba. La vita non è facile, nel ghetto ebraico di
Montreal, e la profezia del nonno («un uomo senza terra non è
nessuno») incombe sul suo futuro come una condanna. O un invito a
non arretrare di fronte a nulla pur di raggiungere lo scopo. Ed è
in questo senso che Duddy la interpreta, costruendosi passo
(esilarante) dopo passo un’impeccabile carriera di cialtrone,
bugiardo, mancatore di parola, baro, libertino – in altre parole
di sognatore, e di sognatore professionista, visto che il suo
ultimo approdo, che gli garantirà denaro e gloria, sarà il
cinema. In un qualsiasi quiz televisivo la domanda su chi sia
l’autore di questa trama – o anche di una qualsiasi frase
tratta a caso dal libro – verrebbe certamente scartata per
eccessiva ovvietà, ma il romanzo della maturità di Richler pone
un altro interrogativo destinato per fortuna a rimanere senza
risposta, cioè se Duddy Kravitz sia Barney Panofsky da giovane, o
Barney Panofsky sia Duddy Kravitz da vecchio. Al lettore, che già
sa di non poter contare sulla testimonianza di due personaggi per
propria natura adorabilmente inaffidabili, non resterà che
scoprirlo da sé.
- Mordecai
Richler - Quest’Anno a Gerusalemme - €
18,00
Da
bambino, sessant’anni prima di diventare Barney Panofsky,
Mordecai Richler aveva l’assoluto divieto di accendere o
spegnere la luce, rispondere al telefono o ascoltare la radio di
sabato. Nei giorni che precedevano Yom Kippur era costretto a
farsi roteare un pollo sopra la testa per scaricare sul
terrorizzato animale i peccati dell’anno trascorso. A tredici
anni, diventato ormai un apikoros, un miscredente, si
convertì alla fede laica, socialista e sionista di Habonim, i
Costruttori, ansiosi di approdare quanto prima in Palestina e
fondare uno Stato ebraico. Alla fine, Richler non emigrerà nella
Terra Promessa. La visiterà due volte, nel 1962 e nel 1992,
incontrandovi turisti americani di mezza età, coloni della
Cisgiordania, giornalisti dissidenti, fondamentalisti cristiani in
trepida attesa della battaglia nucleare fra il Messia e
l’Anticristo nella piana di Armageddon, vecchi compagni di
Habonim. Quest’anno a Gerusalemme è il romanzo –
intessuto di ricordi, rimpianti, incontri casuali, telefonate
nella notte, dolorose rivelazioni – di un sogno giovanile e
delle amicizie perdute. È un reportage che parla di pace, guerra,
territori occupati, intifada, antisemitismo. È, a suo modo – il
modo ironico e disincantato a cui ci ha abituato Richler –, una
sorta di anticipazione di ciò che sarebbe successo, in Israele e
nel mondo, in questi anni, e che succederà ancora. Ma anche
un’analisi illuminata della situazione, non priva di
suggerimenti politici oggi più che mai attuali. Quest’anno a Gerusalemme è stato pubblicato per la
prima volta nel 1994.
- Molé Marijan - Mistici
Musulmani - € 7,75
- Mumon - La Porta Senza
Porta - € 7,23
|
Naipaul
Viadiadhur Suraj
- Premio
Nobel 2001
Fedeli a
Oltranza. Un viaggio tra i popoli convertiti all’Islam - € 30,99
In Uno Stato Libero - € 18,08
La Metà di una Vita - € 15,00
Leggere e Scrivere - €
8,00
Un’Area di Tenebra - €
20,66
Una Casa
per Mr Biswas - € 24,00
Una Civiltà Ferita: l'India - € 12,39
Una Via nel Mondo - € 21,69 |
- Naropa - Iniziazione (Kalacakra)
- € 23,24
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Natan
ben Sa’adyah Har’ar - Le Porte della Giustizia.
Sa’are Sedeq - A cura di Moshe Idel -
€ 51,65
Un fondamentale
contributo di Moshe Idel sulla Qabbalah estatica in Italia
Molti lettori si sono avvicinati alla Qabbalah
attraverso un trattato di Scholem, Le grandi correnti della
mistica ebraica. E lì, nel capitolo dedicato ad Abulafia,
avranno trovato la lunghissima citazione di un testo che racconta
il procedere di un'esperienza estatica. Quel testo, che sembra
condensare in sé le peculiarità più affascinanti della
speculazione cabbalistica, è lo Ša‘are sedeq (Le porte
della giustizia), di cui mancava fino ad oggi un'edizione
rigorosa e filologicamente attendibile. Ce la offre ora Moshe Idel
– lo studioso che ha degnamente occupato il posto di Scholem
–, corredandola di un vasto commento; non solo: nel suo saggio
introduttivo, che ha lo spessore di una vera monografia sulla
Qabbalah estatica, Idel propone una convincente attribuzione delle
Porte della giustizia a Rabbi Natan ben Sa‘adyah Har'ar,
abitante di Messina e seguace di Abulafia nel periodo in cui
questi operò in Sicilia, vale a dire nell'ultimo scorcio del XIII
secolo. Potremo così finalmente avere accesso a una delle opere
più abbaglianti della mistica ebraica in genere, nonché a una
preziosa porta che ci introduce a tutta la storia della Qabbalah.
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- Neihardt John G. - Alce
Nero Parla. Vita di uno stregone dei Sioux Oglala - €
9,00
- Nietzsche Friedrich - Al di
là del bene e del male - € 8,26
- Nietzsche Friedrich - Anticristo.
Maledizione del cristianesimo -
€ 6,50
- Nietzsche Friedrich - Appunti
Filosofici 1867-1869. Omero e la filologia classica - € 9,30
- Nietzsche Friedrich - Aurora.
Pensieri sui pregiudizi morali - € 11,36
- Nietzsche Friedrich - Così
Parlò Zarathustra. Un libro per tutti e per nessuno - €
13,00
- Nietzsche Friedrich - Crepuscolo
degli idoli ovvero come si filosofa col martello - € 8,26
- Nietzsche Friedrich - David
Strauss -
€ 6,20
- Nietzsche Friedrich - Ditirambi
di Dioniso e Poesie postume - € 8,26
- Nietzsche Friedrich - Ecce
Homo. Come si diventa ciò che si è - € 7,75
- Nietzsche Friedrich - Epistolario
(1875-1879) - € 50,61
- Nietzsche Friedrich - Epistolario
(1880-1884) - € 72,00
- Nietzsche Friedrich - Filosofia
nell’Epoca Tragica dei Greci - Scritti 1870-73 - € 9,30
- Nietzsche Friedrich - Frammenti postumi
- vol. 1° - € 16,00
- Nietzsche Friedrich - Frammenti postumi
- vol. 2° - € 16,00
- Nietzsche Friedrich - Frammenti postumi
- vol. 3° - € 18,00
- Nietzsche Friedrich - Frammenti postumi
- vol. 4° - € 18,00
- Nietzsche Friedrich - Gaia
Scienza - € 11,36
- Nietzsche Friedrich - Genalogia
della Morale. Uno scritto polemico - € 8,26
- Nietzsche Friedrich - Mia
Vita. Scritti autobiografici 1856-1869 - € 7,75
- Nietzsche Friedrich - Nascita
della Tragedia - € 7,75
- Nietzsche Friedrich - Opere
Complete. Aurora - Frammenti postumi (1879-1881) - € 33,57
- Nietzsche Friedrich - Opere
Complete. Frammenti postumi (1869-1874) - vol. 1° - € 41,32
- Nietzsche Friedrich - Opere
Complete. Frammenti postumi (1869-1874) - vol. 2° - €
49,06
- Nietzsche Friedrich - Opere
Complete. Frammenti postumi (1882-1884) - vol. 2° - €
33,57
- Nietzsche Friedrich - Opere
Complete. Frammenti postumi 1884 - €
30,99
- Nietzsche Friedrich - Opere
Complete. Frammenti postumi (1884-1885) - €
36,15
- Nietzsche Friedrich - Opere
Complete. Frammenti postumi (1885-87) - € 33,57
- Nietzsche Friedrich - Opere
Complete. Frammenti postumi (1887-1888) - €
38,73
- Nietzsche Friedrich - Opere
Complete. Idilli di Messina - La gaia scienza - Frammenti postumi
(1881-1882) - € 46,48
- Nietzsche Friedrich - Opere
Complete. La filosofia nell’epoca tragica dei Greci - Scritti dal 1870
al 1873 - € 33,57
- Nietzsche Friedrich - Opere
Complete.
Scritti giovanili (1856-1864) - € 51,65
- Nietzsche Friedrich - Opere
Complete.
Scritti giovanili (1865-1869) - €
72,30
- Nietzsche Friedrich - Schopenhauer
come Educatore - € 7,23
- Nietzsche Friedrich - Scritti
su Wagner. Richard Wagner a Bayreuth - Il caso Wagner - Nietzsche
contra Wagner - € 9,30
- Nietzsche Friedrich - Sull’Avvenire
delle nostre Scuole - € 8,26
- Nietzsche Friedrich - Sull’Utilità
e il Danno della Storia per la Vita - €
7,23
- Nietzsche Friedrich - Umano,
Troppo Umano. Vol. 1 - € 10,33
- Nietzsche Friedrich - Umano,
Troppo Umano. Vol. 2 - € 11,36
- Nietzsche Friedrich - Andreas
Salomé Lou - Rée Paul - Triangolo di Lettere. Carteggio di
Friedrich Nietzsche, Lou von Salomé e Paul Rée - € 30,99
- Nonno di Panopoli - Dionisiache
- vol. 1 - € 23,24
- Nonno di Panopoli - Dionisiache
- vol. 2 - € 28,41
- Onians Richard Broxton - Origini
del Pensiero Europeo. Intorno al corpo, la mente, l’anima, il mondo,
il tempo e il destino - € 18,00
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Otto
Walter - Gli Dèi della Grecia - €
42,00
Appassionante
e insuperata ricostruzione dell’universo religioso greco, questo
libro avvicina sapientemente il lettore alle figure della
religione olimpica – e al loro peculiare modo di manifestarsi
– seguendo una duplice via: da un lato Otto esamina il culto dei
dodici dèi olimpici (soffermandosi anzitutto su Atena, Apollo,
Artemide, Afrodite, Ermete), dall’altro ce li presenta come
esseri che, grazie alle loro divine epifanie – tanto diverse
eppure così sottilmente collegate le une alle altre –, vivono
una vita inesauribile, compiuta in sé. E ammirevole è la sua
prosa allorché si confronta con le più enigmatiche fra le
divinità, come nel famoso ritratto di Ermete, dove lo stile di
Otto ci appare in tutto il suo evocativo nitore: alto e insieme
capace di filtrare una impeccabile dottrina – e di parlare degli
dèi in un modo che i suoi soggetti certamente non riterrebbero
inappropriato. La raffigurazione della religione omerica che ne
risulta – «coscienza sempre viva della prossimità del divino»,
«pura forma del mondo», spazio della conoscenza e della luce –
ha costituito un modello per intere generazioni di studiosi di cui
Otto è stato il maestro, primo fra tutti Karl Kerényi, ed è
stata non meno presente a chi ha sempre guardato a lui – è il
caso di Heidegger – come a un illuminato interprete del passato.
Gli dèi della Grecia uscì per la prima volta nel 1929.
La presente edizione è arricchita da un saggio inedito su Zeus,
la divinità suprema che ancora mancava all’appello nel testo
originale tedesco – testo che in questa versione raggiunge così
definitiva completezza. |
- Pessoa Fernando - Pagine
Esoteriche - € 9,30
- Piccolomini
Enea Silvio (Papa Pio II) - I Commentarii - €
130,00
Tomo I
Quattrocento
anni dopo la prima edizione a stampa di questi Commentarii,
difettosa e incompleta, vede la luce questa prima edizione
filologica di uno dei grandi monumenti del Rinascimento italiano.
L’ampiezza di respiro, l’esemplarità della figura del
protagonista, la passione per il dettaglio e l’intelligenza
delle cose umane fanno di questa autobiografia di colui che fu
papa Pio II una lettura stupefacente. Tutto il mondo politico e
religioso del Quattrocento europeo – ma, potremmo anche dire,
tutta la vita dell’epoca nella sua peculiarità, nel suo passo,
nel suo stile – risorgono davanti ai nostri occhi e si
trasformano con l’evolversi di intricate vicende, traversate da
un infaticabile testimone-attore che compone la sua vita come
un’opera d’arte e al tempo stesso la traccia come un disegno
della Provvidenza, secondo una mirabile ambivalenza
rinascimentale, prima di consegnarne ai posteri la versione
autenticata dal suo sigillo: questi Commentarii appunto.
Piccolomini fu uomo curioso di ogni fatto e aspetto della vita,
prontissimo a coglierne ogni volta i tratti essenziali per
proseguire poi sulla sua lunga, tortuosa via, che lo condusse a un
glorioso e drammatico pontificato, e infine alla sua morte ad
Ancona, in attesa di imbarcarsi per un’ultima Crociata che non
si compì mai. Intrighi di Corte, di Curia e di Concilio,
pestilenze, naufragi, corteggi imperiali, guerre remote e vicine,
eleganti orazioni, avventurosi viaggi, costumi singolari,
fisionomie di luoghi e di paesaggi, comportamenti memorabili di
personaggi illustri o ignoti, vizi, perfidie e magnanimità dei
potenti: tutto viene registrato in queste sue memorie con lo
stesso acume e in quanto parte di un’unica, sterminata immagine.
Oltre che storico fulmineo del proprio presente, Piccolomini
sembra avere – per usare due termini che non appartenevano alla
sua età – la vocazione del romanziere e dell’antropologo.
Colui che aveva voluto la conchiusa perfezione di Pienza era lo
stesso che si abbandonò all’immensa costruzione di questi Commentarii
– e un uguale senso della forma domina l’una e l’altra
impresa. Questi Commentarii furono per Burckhardt una guida
indispensabile al Rinascimento italiano e, insieme, una delle sue
manifestazioni più piene: tali dovrebbero ora rivelarsi al
lettore moderno, a cui per un destino editoriale singolarmente
avverso, la conoscenza di quest’opera in tutti i suoi tratti era
stata tanto a lungo preclusa. Come scrisse lo stesso Burckhardt di
Piccolomini: «Mille altri videro e seppero, almeno parzialmente,
ciò che egli vide e seppe, ma senza risentire un impulso a darne
un’immagine, e senza la coscienza che il mondo domandava». I Commentarii
furono composti fra il 1462 e la fine del 1463. Questa è la prima
edizione integrale del testo latino dei Commentarii,
fondata sul codice Corsiniano 147 dell’Accademia dei
Lincei, che costituisce l’ultima stesura dell’opera,
commissionata dall’Autore e da lui affidata per la correzione ai
suoi collaboratori (l’explicit dell’amanuense dà la data
esatta della fine della copiatura: 12 giugno 1464). In apparato al
testo latino sono riportate le varianti significative del codice Reginense
1995 della Biblioteca Vaticana, in parte autografo e in parte
eseguito sotto dettatura dal segretario di Pio, Agostino Patrizi.
Si consente così una lettura comparativa dei due codici
fondamentali. A fronte è la traduzione italiana, corredata da un
apparato di note, storiche in prevalenza, per la prima volta
adeguate all’importanza del testo. L’edizione è completata da
un indice dei nomi delle persone citate, da un indice dei
capitoletti in cui è diviso ciascun libro dell’opera, e da due
appendici: nella prima è edito per la prima volta il tredicesimo
libro dei Commentarii, secondo la lezione del codice Reginense
1995, dal quale derivano tutti gli altri codici che lo
contengono; nella seconda è pubblicata la lettera del cardinale
Giovanni Antonio Campano (il collaboratore di Pio al quale il papa
aveva affidato la revisione del testo), contenente una
‘recensio’ delle opere storiche del Piccolomini.
Tomo II
Il significato umano essenziale di questa autobiografia consiste
nel fatto che un uomo rappresentativo e di grande ingegno
raffigura se stesso con spigliatezza nelle diverse situazioni
della vita in cui trova felicità e godimento in modo nuovo e
moderno, cioè non si raffigura come un Petrarca nello spiegamento
della propria soggettività, bensì nell’interesse tangibile per
il mondo attuale intorno a lui, i cui fenomeni belli e
caratteristici è in grado di cogliere plasticamente con occhi da
artista e di descrivere con vividi tratti. Enea Silvio gode della
bellezza della natura quando si reca in campagna per una gita o un
soggiorno più lungo, e sbriga le faccende del suo ufficio sotto
vecchi castagni o ulivi, e consuma il suo pasto sopra un prato nei
pressi di una fonte o sulla riva di un fiume o sotto un capanno
improvvisato, in liberi e lievi conversari con pochi intimi, e
quando si lascia condurre nella portantina in cima alle colline
per deliziarsi alla vista di un nuovo panorama; ogni evento della
vita nella sua mossa varietà attrae il suo sguardo e stimola la
sua penna, quando egli ad esempio abbozza la celebre descrizione
della gara di canottaggio sul lago di Bolsena o contempla le
rovine delle antiche città romane con un senso di elegiaca
commozione; al pari di tutte le sue memorie, anche
l’autobiografia trabocca di descrizioni geografiche e storiche,
per lo più interpolate qua e là, di paesi, usanze, intrighi,
situazioni politiche che egli descrive obiettivamente e di cui
scopre il valore come materiale letterario. Tutto questo è noto
dall’opera classica di Burckhardt, nella quale tra molte
significative categorizzazioni dell’analisi della civiltà
questi Commentarii figurano al primo posto come
autodescrizione dell’uomo normale del primo Rinascimento, in cui
si rifletteva con pienezza e vivacità non comuni l’immagine di
quell’epoca storica e della civiltà intellettuale che egli
stesso aveva in vario modo promosso (Georg Misch).
- Pirsig Robert M. - Lila.
Indagine sulla morale - € 10,33
- Pirsig Robert M. - Lo Zen e
l’Arte della Manutenzione della Motocicletta - €
8,50
- Platone
- Simposio -
€ 6,20
 |
Plutarco
- Del mangiare carne - € 12,91
Mangiare
carne non è la condizione naturale dell'umanità, ma un passaggio
traumatico nella sua storia. Con esso l'uomo, animale predato,
passava dalla parte dei predatori. Ciò implicava vivere della
regolare uccisione di animali - e insieme trasformare la
fisiologia dell’uomo. Contro la dieta carnea Plutarco
compose un testo essenziale per chi voglia comprendere le ragioni
di una controversia che il tempo non ha spento: il trattato Del
mangiare carne. Insieme agli altri due scritti qui raccolti (Gli
animali usano la ragione e L’intelligenza degli animali
di terra e di mare), questo opuscolo dei Moralia
documenta l’energia con cui Plutarco adotta una posizione
controcorrente, attaccando l’antropocentrismo che domina la
concezione greca dell’universo. Egli intende dimostrare che
anche gli animali orientano il loro comportamento secondo
razionalità, senso morale e giustizia, e per avvalorare il
proprio asserto si serve di un’estesa casistica, in cui la
realtà si alterna alla leggenda e l’osservazione diretta viene
integrata dai materiali della letteratura. E l’argomentazione è
sostenuta dall’estro e dalla sapienza di un grande scrittore. |
- Plutarco - Demone di
Socrate. I ritardi della punizione divina - €
10,00
- Plutarco - Dialoghi Delfici.
Il Tramonto degli Oracoli. L’E di Delfi - Gli Oracoli della Pizia -
€ 9,30
- Plutarco - Iside e Osiride
- € 8,50
- Plutarco - Sull’Amore -
€ 7,75
- Plutarco - Virtù di Sparta
- € 12,00
- Plutarco - Il Volto della
Luna - € 12,00
- Porfirio -
L’Antro delle Ninfe - € 14,00
- Puech Henri-Charles - Sulle
Tracce della Gnosi - € 42,00
- Aleksandr Puskin - Teatro e
Favole - € 30,00
- Rykwert
Joseph - L’Idea di Città. Antropologia della forma umana - €
30,00
A
venticinque anni dalla sua prima pubblicazione, viene qui
riproposto uno degli studi capitali di Joseph Rykwert, ormai
divenuto un indispensabile punto di riferimento non solo per
architetti e urbanisti, ma per chiunque abbia a che fare con la
nozione di città. Di fronte alla desolante povertà del pensiero
urbanistico contemporaneo, che ha irrimediabilmente smarrito la
concezione della città come forma simbolica, Rykwert si interroga
sul modello che gli abitanti elaborano e sognano. E attraverso
l’analisi delle strutture architettoniche dell’urbe romana –
le mura, le porte, il foro, i templi – giunge a individuare in
quello che chiama «rito etrusco» il principio di una precisa e
ricorrente configurazione, stabilita al momento stesso della
fondazione: la morfologia del paesaggio urbano scaturisce cioè da
una serie di miti e di credenze religiose che rispecchiano la
visione del mondo di un’intera civiltà, e che la città tende a
riprodurre simbolicamente per consentire a chi la abita di
sentirsi pienamente inserito in un microcosmo sicuro e
accogliente, con una collocazione certa all’interno
dell’universo conosciuto. Miti e credenze che Rykwert collega,
con accostamenti illuminanti, a fenomeni e testi di varie civiltà
arcaiche – indiane, africane, amerindie –, dimostrando con
straordinaria forza argomentativa come la città sia, prima che
una realtà fisica organizzata sulla base di fattori sociali ed
economici, una dimensione psicologica e una categoria
antropologica.
 |
Salustio
- Sugli Dèi e il Mondo - € 11,36
Edizione con
testo greco a fronte a cura di Riccardo di Giuseppe.
Una recente riedizione di un testo chiave per la confluenza della
religione della tarda paganità nel cristianesimo, mediante il
filtro del misticismo. Nella preziosa introduzione viene
riconsiderato lo schema del conflitto tra paganesimo e
cristianesimo nel IV sec. d.C., ridefinendo i concetti di
educazione, di cultura e di religione che hanno opposto
dialetticamente questi due mondi, nel tormentato periodo del
declino dell’impero. In termini esplicitamente warburghiani
viene sottolineato come la cultura classica abbia costituito l’ostacolo
e insieme il veicolo del cristianesimo, fornendo modelli, parole,
immagini, simboli che hanno legittimato la vita postuma dell’antico.
La cultura classica era in realtà già dilacerata, pronta ad
essere tràdita, ma anche tradita, perdendo l’originaria unità
di valori e forme. A questa scissione si oppone Salustio. La
figura del filosofo, stretto collaboratore e amico dell’imperatore
Giuliano ‘l’Apostata’, ci viene restituita vividamente da Di
Giuseppe, all’incrocio tra la prosopografia giulianea e la
storia letteraria, tramite la testimonianza iconografica di un
contornato, medaglia celebrativa destinata a commemorare non solo
uomini politici, eroi o divinità, ma anche grandi figure della
cultura: una paideia intesa dunque come attività militante,
cosciente impegno di trasmissione dei valori di una classicità
che proprio a partire dai suoi epigoni comincia a definirsi tale. |
- Santillana Giorgio de - Fato
Antico e Fato Moderno - € 11,00
- Santillana Giorgio de -
Dechend Hertha von - Mulino di Amleto. Saggio sul mito e sulla
struttura del tempo - € 15,00
- Carl
Schmitt - Terra e Mare - €
9,00
Nel 1942,
totalmente isolato nella Berlino in guerra, Carl Schmitt decide di
scrivere per la figlia Anima questo singolare saggio in forma di
racconto, in cui la storia del mondo viene riletta nella
prospettiva di una opposizione fondamentale, quella tra terra e
mare. Non si tratta soltanto di due elementi, di due forze
naturali, di due spazi vitali che determinano la vita dell’uomo:
Schmitt intende mostrare come la terra e il mare, nella loro
polarità, siano le componenti di uno dei segreti motori della
storia. In un abbagliante intreccio di interpretazione storica e
teoria politica, mitografia e teologia, filosofia ed esoterismo,
il grande giurista si inoltra così in un affascinante territorio
al confine tra speculazione e immaginazione, dove la ricerca
dell’«elementare» si spinge «alle soglie dell’escatologia».
Con pochi tratti Schmitt ripercorre millenni di storia, svelandone
la trama invisibile, fino ad approdare all’evento decisivo:
quella «rivoluzione spaziale planetaria» da cui è nato il nomos
dell’Europa moderna. Per poi guardare oltre – e preconizzare,
con chiaroveggenza, gli scenari del mondo futuro. Dove non
faticheremo a riconoscere il nostro presente.
- Schneider Marius - Musica
Primitiva - € 9,00
- Sholem
Aleykhem - Cantico dei Cantici. Un amore di gioventù in
quattro parti - Un amore di gioventù in
quattro parti - Un amore di gioventù in
quattro parti - € 7,00
«Tu sei
bella, amica mia, tu sei bella davvero. Occhi come colombe,
capelli come caprette che scivolano giù da un monte. I denti sono
bianche pecorelle appena uscite dal fiume...». È così,
attraverso le parole del Cantico dei Cantici, che Shimek
ha sempre pensato a Buzi, la nipote quasi coetanea che è stata
accolta in casa dopo la morte del padre. Shimek e Buzi sono
cresciuti insieme, insieme sono andati al tempio per la
celebrazione delle cerimonie rituali e insieme (in un paesaggio
agreste che sembra un doppio perfetto di quello del Cantico
dei Cantici) hanno fatto lunghissime passeggiate, nel corso
delle quali Shimek, nascondendo a Buzi la sua passione, le ha
raccontato storie meravigliose. Poi, disubbidendo al padre, è
partito per la grande città. E quando torna, è solo per scoprire
che è troppo tardi, che Buzi sta per sposare un altro e non gli
apparterrà mai. A Shimek non resta che ricominciare – con le
stesse parole, con lo stesso ritmo incantatorio di una preghiera
– a raccontare la storia dall’inizio, come chiudendola in un
cerchio di ripetizioni infinite. Nell’evocare questo amore
archetipico, che unisce in una sola, brevissima vicenda la felicità
più acuta e il senso di una perdita insanabile, Sholem Aleykhem
si rivela capace come pochi di toccare le sensazioni elementari e
di trasferirle senza ostacoli sulla pagina – e mai ne va perduta
l’oscura forza. I primi due capitoli del Cantico dei Cantici
apparvero a Pietroburgo nel 1909, il terzo e il quarto due anni più
tardi sulle pagine di un settimanale yiddish di New York.
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Che
cos’è la volontà? Da dove scaturisce la misteriosa forza con
cui essa salda in noi mente e corpo determinando il nostro agire?
Su questo eterno problema della filosofia si è sempre tornati, e
sempre, fatalmente, si tornerà. Con un passaggio obbligato:
Schopenhauer, il quale ha fatto della volontà la chiave di volta
del suo edificio speculativo. Negli anni tra il 1826 e il 1840,
impegnato nel ripensamento e nello sviluppo del Mondo come
volontà e rappresentazione, il filosofo elabora, raccoglie e
cataloga centosei Argomenti a favore del primato della volontà
sull’intelletto, prezioso repertorio di annotazioni
antropologiche, psicologiche e fisiologiche. L’intento è quello
di suffragare la sua tesi capitale: «La volontà è la cosa in sé,
il solo ens realissimum et primarium, il solo elemento
metafisico», mentre l’intelletto «è mera apparenza, la sua
esistenza è secondaria e derivata». Il primato della volontà
viene così presentato da Schopenhauer come il «dogma
fondamentale» della sua filosofia, ma al tempo stesso come «la
più importante di tutte le verità», risultato di una scoperta
basilare. Una verità che apre la via alle scoperte maggiori
dell’antropologia e della psicologia, e che avrà ripercussioni
immense: le saranno debitori, fra gli altri, Wagner, Nietzsche e
Freud. Il presente trattatello, ricavato dagli scritti postumi,
viene qui proposto per la prima volta in traduzione italiana.
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Nella
Firenze del primo dopoguerra apparve come una meteora la
figura di un giovane sacerdote che parlava di religione
come nessuno prima: con un rigore, un'esigenza di
assoluto, una insofferenza per ogni pensiero tiepido che
lasciavano sconcertati e affascinati. Era «l'uomo della
novità», come lo chiamò in un memorabile libro di
ricordi Giulio Cattaneo. Ma la novità di Tartaglia non
significava solo abolizione di tutte le posizioni
spirituali, e quindi anche di quelle religiose: comportava
la costruzione di una «realtà nuova», il «puro dopo».
Non meraviglia che la Chiesa reagisse a tanta audacia,
arrivando sino alla scomunica più grave. Quanto a
Tartaglia, dopo alcuni scritti folgoranti usciti tra gli
anni Quaranta e Cinquanta, si chiuse in un silenzio che
non ruppe sino alla morte, avvenuta nel 1988. È oggi il
momento di riscoprire, muovendo da queste fondamentali Tesi,
la sua esperienza religiosa, forse la più radicale,
paradossale e inquietante del Novecento italiano.
Ferdinando Tartaglia (1916-1988) pubblicò le Tesi per
la fine del problema di Dio nel 1949. Le riproponiamo
qui accompagnate da un illuminante saggio di Sergio
Quinzio, apparso nel 1973, e da una breve nota biografica
di Germaine Mühlethaler Tartaglia.
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Molti
hanno detto, senza tema di smentita, che i nostri tempi non sono
adatti alla forma del poema epico. Poi un giorno è arrivato Derek
Walcott con il suo Omeros, dove, con sfrontata duttilità e
profusione di immagini, viene cantato un arcipelago che è come un
continente, in delicato contrappunto con l’epos omerico. Omeros,
aedo del tempo presente, racconta la storia di due pescatori,
Ettore e Achille, innamorati della stessa donna, Elena, sensuale
cameriera di un hotel di Saint Lucia, piccola isola sovrastata da
due coni vulcanici, al centro del Mar dei Caraibi. E ogni
personaggio, anche quelli di contorno, è come avvolto in
un’aura luminosa che scaturisce sia dalla felice irruenza
metaforica del linguaggio di Walcott, sia dal carisma di nomi,
gesti e pensieri che riecheggiano, non senza venature ironiche,
quelli dei corrispettivi eroi omerici. Ma Omeros racconta
anche la storia di un tradimento: l’isola, a lungo contesa dagli
imperi rivali di Francia e Gran Bretagna, è stata infine
consegnata ai turisti; ma se Ettore, un tempo capace di intagliare
una canoa nel cedro, è diventato un tassista, Achille, fedele
all’arte dei padri, glorifica la presenza del mare nella storia
della tribù. E su tutto veglia, pietosa, la poesia, che contempla
l’umiliazione imposta all’uomo dalla volgarità dei tempi e lo
riscatta. Omeros è apparso per la prima volta nel 1990. |
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Nel lungo
saggio – Catabasi e anastasi – che costituisce il
nucleo di questo libro, il tema duplice ed essenziale del viaggio
nel regno dei morti e della resurrezione è indagato sul piano sia
teologico che figurativo. E subito emerge, come elemento
perturbante, la biunivocità delle due dimensioni: da un lato il
pensiero mitico-religioso sente infatti «l’irruzione dei
defunti nel mondo dei vivi» come fonte di «sgomento e orrore»,
dall’altro sono i vivi stessi a prolungare l’Aldiqua
nell’Aldilà, il Sotto nel Sopra. Ma a poco a poco, lungo il
tragitto che Zolla ci propone, la «vertigine» di questa
coesistenza si placa nell’armonia conoscitiva della «coincidenza
degli opposti»: il Cristo appare «ombra di morte e fulgida
stella insieme», e il processo di penetrazione nella Totalità
viene compiuto da decine di figure mitiche e storiche. Gli altri
saggi si presentano come applicazioni particolari di questo
disvelamento teso a cogliere, dietro le apparenze, non solo la
morte nella vita e il Male nel Bene (e viceversa), ma in ogni cosa
il suo contrario. Così è per quello sulla Gnosi, con il
ritrovamento dei rotoli di Nag Hammadi e del Trattato della
Resurrezione, vero teorema sull’illusorietà del mondo
visibile. Così è per quello sulla sapienza greco-egizia, con la
sfinge eretta a simbolo perenne della mediazione misteriosa «tra
Nulla e Resurrezione». E così è per quello che ci conduce dalle
ali aquiline della scalinata di Persepoli alla coppa del Santo
Graal, ultimo pasto e luce divina.
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