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E'
estremamente difficile e riduttivo tentare di descrivere in poche
righe la bellezza e la complessità di un personaggio come Louis
Charbonneau-Lassay. (1871-1946): iconografo, ermetista cristiano e
archeologo, uno degli studiosi di simbolismo più autorevoli del nostro
secolo, fu assiduo collaboratore di importanti riviste di
simbolica e spiritualità cristiana, quali "Regnabit" e
"Atlantis", e diresse "Le Rayonnement Intellectuel".
Ricercatore
infaticabile e di larghissima cultura, autore di numerosi studi di
iconografia templare e di storia locale, tra cui spicca un
imponente volume sui castelli di Loudun, sua città natale,
scrisse numerosissimi articoli sul "Bulletin des Antiquaires
de l'Ouest" e ricoprì la carica di segretario di redazione
della "Revue du Bas-Poitou". Gli ultimi venticinque anni
della sua vita furono esclusivamente consacrati allo studio ed
alle ricerche sul simbolismo.
Profondamente cattolico, strinse duraturi legami con la gerarchia
ecclesiastica parigina, ma fu anche amico di studiosi non
ortodossi come René Guénon e Paul le Cour, e di esponenti di
altre religioni come il principe Sai-Taki-Movi.
Georges Tamos diede di
lui un sintetico ma efficace ritratto:
"Studioso modesto e
coscienzioso, Louis Charbonneau-Lassay fu prima di tutto un
cristiano esemplare, un grande cattolico, che non scese mai a
patti con la mentalità moderna. Interamente votato al servizio
della Fede ed alla ricerca della Verità, ci appare non tanto come
un erudito contemporaneo, ma come un servitore fedele della
Cristianità di sempre. Nessuno, fra coloro che lo hanno
conosciuto, saprà dimenticare questa tardiva ma ardente fìamma
del tradizionalismo".
La sua opera maggiore è
Il Bestiario del Cristo, lavoro formidabile per erudizione e
ricchezza artistica, in cui l'Autore esplora tutte le fonti
disponibili del mondo cristiano e di quello precristiano per
fornirci una vera e propria enciclopedia dei simboli animali
esaminati in rapporto al Mistero dell'Incarnazione.
La figura di Gesù
Cristo, simbolo per eccellenza della reale essenza divina nel
mondo, unisce e raccoglie a sé tutto il creato. Ogni essere
vivente è un inno di lode al Creatore e in sé riflette una parte
della Rivelazione divina, che si manifesta nella bellezza e
complessità della Natura.
Recuperando una
tradizione ormai smarrita, Charbonneau-Lassay si riappropria del
linguaggio simbolico dell'araldica e degli artisti medievali che
operavano secondo un'ortodossia artistica, certamente non frutto
del capriccio né dell'immaginazione individuale.
Risultato di un lavoro di
decine di anni, e corredato da più di millecento incisioni
appositamente e personalmente realizzate dall'Autore, il libro
vide la luce solo all'inizio della seconda guerra mondiale.
Purtroppo gli eventi
bellici colpirono duramente la tipografia dove era appena stata
stampata la prima tiratura del Bestiario, distruggendo le matrici
delle xilografie e la totalità delle copie. Si salvarono soltanto
i pochi esemplari che erano già usciti dalla tipografia per
essere inviati ai primi sottoscrittori.
E' dunque una vera e
propria rarità questa edizione, la prima in lingua italiana, che
offre finalmente a studiosi, letterati e semplici appassionati di
simbologia e arte un prezioso e insostituibile strumento di
ricerca e di approfondimento dell'iconografia cristiana.
I due volumi non sono
vendibili separatamente
Sull’edizione
numerata non viene applicato lo sconto del 20% relativo a offerte
e promozioni
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