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"Ci sono una
casa editrice romana, la Arkeios, e uno studioso, PierLuigi Zoccatelli,
che sembrano consacrati all'edizione italiana di quella straordinaria,
sconcertante fìgura di autore del noto monumentale Bestiario del Cristo e
che si propone ora alla nostra attenzione con un altro libro affascinante,
Il Giardino del Cristo ferito...
Al di là della densa dottrina di questo libro, non si può non
ripercorrere senza emozione pagine che ci reinsegnano a guardare al creato
e alla creatura con un senso del Sacro che, in questi anni - prima di
distruzione e poi di ecologismo magari fanatico, sempre però immanente -
si è andato perdendo e che è necessario riacquisire per rileggere con
occhi più consapevoli la stessa fede"
(Franco Cardini, L'Avvenire).
Il giardino del
Cristo ferito di Louis Charbonneau-Lassay (1871-1946) - autore la cui
opera illumina di una luce straordinaria il nostro conoscere chiaroscurale
del mondo della simbolica in genere e del simbolismo cristiano in
particolare - è il seguito ideale del monumentale e fondamentale testo Il
Bestiario del Cristo, nonché anticipazione di un prossimo volume
sull'emblematica del Sacro Cuore, sempre per i tipi dell'editrice Arkeios.
Esso contribuisce ad approfondire le tematiche del simbolismo che sono
state accolte con grande successo da parte del pubblico e del panorama
culturale italiano in occasione della precedente opera.
La realizzazione
de Il giardino del Cristo ferito è il frutto di lunghe e pazienti
ricerche - da parte dell'editore e dei suoi collaboratori - negli archivi
di molte città francesi, in particolare di Loudun, paese natale di Louis
Charbonneau-Lassay, ove esiste un museo dedicato all'Autore contenente
parte delle sue collezioni, dei suoi libri e dei suoi appunti. Diciamo
"parte", perché una grandissima quantità di materiale
estremamente interessante è stata trafugata dopo la sua morte, sia dalla
sua casa che dal museo, in circostanze più o meno misteriose.
Il contenuto del
volume che presentiamo costituisce il tentativo di seguire con fedeltà il
piano editoriale che Louis Charbonneau-Lassay intendeva realizzare - e che
espone egli stesso in una sua corrispondenza, ossia di un Bestiario, un
Vulnera, un Florario ed un Lapidario del Cristo -, e di dare organicità
ai diversi lavori pubblicati lungo gli anni sulle riviste Regnabit e Le
Rayonnement Intellectuel, così come avvenne in occasione dell'edizione de
Il Bestiario del Cristo. Sono stati utilizzati per la riproduzione del
ricco apparato iconografico gli originali di tali riviste, appartenenti
alla biblioteca privata delle edizioni Arkeios, rarissimi e purtroppo non
sempre in ottimo stato quanto a qualità tipografica. L'opera di Louis
Charbonneau-Lassay è quindi entrata, come del resto il suo autore, in un
alone di mistero impenetrabile e di irreperibilità pressocché completa:
anche per questa ragione è utile sottolineare che, tra gli studi presenti
ne Il giardino del Cristo ferito, compare un testo sostanzialmente inedito
sul Simbolismo della rosa.
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