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Aa. Vv.
- L’etica dell’idealismo. La filosofia morale italiana tra
neohegelismo, attualismo e spiritualismo (a cura di G. Chimirri) - € 15,49
-
Aa.
Vv. - Immagine e realtà, Annuario di ÇIFÈ
(Itinerari Filosofici) 1998, n. 2. Interventi di G. Carchia, F. Carmagnola, F.S. Chesi, E.
Fagiuoli, M. Fortunato, P. Gambazzi, G. Giorello, R. Mussapi, S.
Natoli, R. Ronchi, G. Scaramuzza, M. Senaldi, C. Sini, C. Sinigaglia,
V. Vitiello - € 13,43
Questo secondo
annuario è dedicato al tema immagine e realtà e coinvolge il
binomio. Di particolare interesse è il gioco di rimandi che si
instaura fra i due termini: così occuparsi di essi significa, di
volta in volta, ridiscutere la classica questione di conoscenza e
conosciuto, rappresentazione e rappresentato, oppure evocare
un'alternativa al reale inteso come lo standard della durezza o
dell'assenza di significato, o ancora dare voce alla nostalgia di un
nucleo di relatà "originale nel mondo in cuisembra non
sussistano che produzioni e riproduzioni di riproduzioni.
-
Aa. Vv.
- Memoria e scrittura della filosofia. Studi offerti a F. Papi in
occasione del suo settantesimo compleanno - €
20,66
Il
volume raccoglie la voce dei maggiori filosofi italiani, e propone una
ricognizione sullo stato della filosofia teoretica contemporanea,
vista nelle sue due radici rilevanti:
1. la questione del rapporto della filosofia con la sua storia e con
la tradizione del pensiero in cui si sono formati i concetti dei vari
campi del pensiero (dall’ontologia all’etica);
2. la filosofia come forma di scrittura concettuale, in rapporto di
tensione e differenza con le scritture concettuali e creative degli
altri campi del sapere, come le scienze, e dei campi dell’esperienza
creativa, come i linguaggi artistici.
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Aa.
Vv.
- Oswald Spengler. Tramonto e metamorfosi dell’Occidente
(a cura di Guerri M. e Markus Ophälders) - €
17,00
Globalizzazione
e desimbolizzazione delle civiltà hanno significati
concettualmente analoghi: Spengler ha cercato in migliaia di
pagine di mostrare come sia la cultura simbolica a dare forza e
energia vitale a una civiltà, consentendone la crescita. La sua
desimbolizzazione non è che il segno evidente del tramonto.
Quindi, la globalizzazione non può rappresentare l’apogeo di
una civiltà, bensì è la testimonianza di un irreversibile
declino. Agli inizi del Novecento, quando Spengler scriveva il
suo capolavoro, l’Europa era pervasa dall’ebbrezza del
proprio sviluppo scientifico, viveva nella venerazione
dell’idea di progresso, che. Sia pure attraversando alterne
fortune, non ha mai abbandonato l’anima dell’uomo faustiano,
l’anima dell’Occidente. Quest’uomo appariva trionfante,
pronto a colonizzare con la sua idea di civiltà il mondo, un
mondo che non sembrava affatto al tramonto. L’uomo faustiano
mai avrebbe immaginato che popoli ricchi di simbolicità, fedeli
alla loro tradizione, un giorno avrebbero potuto minacciarlo e,
forse, ferirlo a morte. Spengler lo sosteneva con una
a-contemporaneità che agli intellettuali del suo tempo appariva
sciocca, grottesca, patetica. Che ancora oggi, nonostante ciò
che accade, appare a molti inaccettabile o intollerabile.
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-
Aa.
Vv. - Percorsi dell’etica contemporanea.
Scritti di Di Marco, Casini, Brezzi, Iannotta, Nepi,
Pansera, Pedace, Giovagnoli, Ceccobelli, Dovolich, Cipolletta, Pansera,
Tortolici, Limentani (a
cura di C. Di Marco) - € 15,49
-
Aa.
Vv. - Soggetto e verità. La questione dell’uomo
nella filosofia contemporanea (a cura di E. Fagiuoli e M. Fortunato),
Annuario di ÇIFÈ 1996, n. 1. Interventi di L. Bonesio, S. Borutti,
A. Carrera, F. Cassinari, F. Chiereghin, P. D’Alessandro, P. Dalla
Vigna, U. Fadini, E. Fagiuoli, L. Feroldi, M. Fortunato, E. Franzini,
R. Madera, L. Magnani, F. Merlini, A. Ponzio, P.A. Rovatti, C. Sini,
G.B. Vaccaro, D. Vicari, A. Zanini - € 15,49
-
Aa.
Vv. - Struttura dell’esperienza I.
Identità, responsabilità, progetto, Annuario di ÇIFÈ (Itinerari
Filosifici) 1999, n. 3 - €
14,46
Alcuni prestigiosi
autori dell'attuale panorama filosofico, un teologo, un giovane
narratore e un poeta si sono interrogati sul tema dell'identità
progettuale, nonché sulle responsabilità che in relazione a tale
identità entrano in gioco. La nostra identità si costruisce
attraverso il racconto che facciamo di noi stessi e soprattutto
attraverso la definizione del nostro rapporto con l'altro, che si
tratti degli altri cittadini, di un popolo straniero o di Dio. La
discussione qui proposta sull'identità si apre anche, doverosamente,
a un'interrogazione circa la libertà: se la nostra identità è
frutto di un progetto, siamo noi a progettare il progetto che siamo? e
possiamo essere ritenuti responsabili, ance sul piano giuridico, di ciò
che facciamo?
-
Aa.
Vv. - Struttura dell’esperienza II. Piacere,
dolore, senso, Annuario di ÇIFÈ (Itinerari Filosifici)
2000, n. 4 - €
14,46
Alcune prestigiose
figure dei filosofi, psicologi, letterari esaggisti si interrogano
sulle tematiche suggerite dai tre termini "piacere, dolore,
senso". Qual è il senso del dolore, o meglio quamle senso gli si
può dare ecome? È giusto ritenere che una vita abbia tanto più
senso quanto sia esente dal dolore e ricca di piacere? Il piacere da
perseguire, il piacere più intenso è il piacere sensibile o uno di
altra natura? E la grande filosofia occidentale fino a che punto ha
incoraggiato o almeno avallato il godimento del piacere, e in che
misura ha invece distolto da esso, lo ha avversao e colpevolizzato?
-
Aa. Vv. -
Struttura dell’esperienza III. Mente,
linguaggio, espressione, Annuario di ÇIFÈ (Itinerari
Filosifici) 2001, n. 5 - €
14,46
In questo
numero vengono toccati elementi di notevole suggestione: il rapporto
fra pensiero, immaginazione, percezione, e realtà; i modi in cui il
linguaggio della filosofia, il linguaggio letterario articolato nei
diversi stili e il linguaggio delle scienze cercano di dire la verità;
l'idea, così tipicamente novecentesca, che il linguaggio sia
l'oggetto davvero decisivo della filosofia e rivendichi una sua
insufficienza non avendo "fuori di se" alcuna realtà da
rispecchiare; l ('ampiezza del campo dell'espressione, che eccede
l'area del logico e del verbale; il silenzio come
fondamento-limite-superamento del linguaggio, da cui può distinguersi
come il non umano / il più che umano dell'umano.
-
Pierandrea
Amato - Lo Sguardo sul Nulla. Ernst Jünger e la
questione del nichilismo - € 17.04
Il volume è la
prima monografia in Italia sulla ‘secolare’ opera di Ernst
Jünger: alla luce dell’avvento dirompente della tecnica, si
indagano i temi che ne hanno sollecitato la riflessione (Guerra
- Tecnica - Lavoro - Eros - Libertà - Storia - Morte), si
analizzano le figure fondamentali della sua produzione (il
Milite Ignoto - il Lavoratore - il Waldgänger - il
Titano - l’Anarca). Seguendo il filo rosso della questione del
nichilismo, che individua il senso complessivo del suo
cammino di pensiero, si illumina, in un orizzonte nietzschiano,
l’in-contro ‘nucleare’ di Jünger, quello con Martin
Heidegger, da cui il celebre dialogo sulla linea del nichilismo.
Jünger si rivela in questo libro come quella figura in grado di
cogliere, ‘in diretta’, il nichilismo assoluto che alberga
ad Auschwitz e la ‘banalità del male’ ad esso connesso con
il trionfo dell’astrazione e del funzionalismo.
Evitando ogni polemica sulla sua controversa vicenda biografica,
questo volume si propone di interrogare le cristalline
sfaccettature del pensatore Jünger: conservando il tono aspro e
teso della tecnica moderna ‘a lavoro’, consegna l’immagine
di uno dei più grandi diagnostici del Novecento.
-
E. Bazzanella
- Spazio e potere. Heidegger, Foucault, la televisione - € 13,43
La
comunicazione generalizzata e l'affermarsi sempre più capillare del
linguaggio televisivo stanno mutando radicalmente la nostra cultura.
Numerosi sono gli studi che sono apparsi in questi anni e molteplici
le prospettive che vi assumono, dalla critica sistematica all'apologia
celebrativa. Questo saggio di Emiliano Bazzanella tenta invece di
dislocare la questione, indagando soprattutto quei presupposti teorici
che hanno consentito la diffusione del nuovo stile comunicativo.
Rileggendo in modo originale Heidegger e Foucault emerge una
dimensione ontologica contaminata e caotica, in cui le nostre
concezioni abituali dello spazio e del potere devono essere
completamente riviste nel senso dell'etica e della microfisica.
-
I. Bologna
- Oltre i sigilli dell’apparenza. Itinerari di filosofia - € 13,43
La
filosofia è conoscenza di quel che più importa, attraverso l’esame
delle possibilità intellettuali ed esistenziali poste a confronto con
la realtà. La realtà può essere conosciuta nella sua autenticità
solo mediante la rimozione dei simulacri decettivi, mediante la
rottura dei sigilli dell’apparenza e la liberazione dalle ombre
della caverna: questo è il compito dei filosofi, i quali svolgono il
ruolo di custodi degli orizzonti della realtà autentica, interdicendo
il ritorno di antiche e nuove apparenze e indagando sui diversi piani
della realtà, i quali, proprio attraverso la rottura dei sigilli,
rivelano se stessi nella loro capacità di essere sorprendenti e
fantastici. I principali riferimenti culturali degli “itinerari di
filosofia” della presente opera sono stati Platone, Hegel, Whitehead.
L.
Bonesio -
Geofilosofia del paesaggio - € 11,36
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L.
Bonesio e C. Resta - Passaggi al Bosco.
Ernst Jünger nell’era dei Titani - € 15,49
Ernst Jünger
ha attraversato il Novecento diagnosticandone le profonde
infermità e le residue possibilità di cambiamento; sismografo
sensibilissimo di quella che ha definito l’era dei Titani,
l’epoca nella quale i semidèi tellurici della tecnica tentano
ancora una volta l’assalto al cielo, nella sua vasta
produzione saggistica e letteraria ha saputo registrare i
sussulti e le scosse del nostro tempo, entrando in dialogo con
alcuni suoi grandi contemporanei, come Martin Heidegger e Carl
Schmitt, e diventando autore imprescindibile per chi voglia
comprendere davvero la complessa fisionomia del mondo
contemporaneo.Prima organica ricognizione, nel panorama degli
studi italiani, dell’intero arco della riflessione jüngeriana,
il volume propone l’analisi dei nuclei teorici che fanno
dell’opera di Jünger una delle più profonde e inaggirabili
riflessioni sulla modernità, il nichilismo, la tecnica e i
futuri assetti planetari, ma anche l’esercizio di una
scrittura cristallina che si fa specchio, depurato da ogni
enfasi soggettivistica, delle innumerevoli sfaccettature della
natura e della vita del singolo, attraverso lo scandaglio di
figure e concetti (il Waldgänger, l’Anarca, la Natura, la
Tecnica, il ritorno dell’arcaico e la fine della storia)
analizzati al di là di quei pregiudiziali quanto riduttivi
approcci che troppo spesso hanno finora impedito un reale
confronto con uno dei pensieri più lucidi e preveggenti di
questo secolo.
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Immaginario
di Viaggio e Immaginario Utopico. Dal sogno del paradiso in terra
al mito del buon selvaggio - € 17,00
Cassinari
F. - Dalla
differenza al soggetto. Note per un'antropologia metafisica della
storia - € 13,43
È oggi
possibile, al di fuori di un orientamento idealistico o spiritualista,
una “filosofia del soggetto” che non consista, dopo molte altre,
in una nuova “decostruzione” del medesimo, ma intenda porsi da un
lato come il riconoscimento della necessità di questa figura
concettuale, dall’altro come indagine intorno alle sue condizioni di
possibilità? Questo saggio risponde in senso affermativo a tale
domanda in modo apparentemente paradossale: proprio muovendo
dall’orizzonte della cosiddetta “filosofia della differenza” e
dalle tematiche, di ascendenza fenomenologica ed ermeneutica, che
hanno costituito magna pars nelle varie decostruzioni degli ultimi
decenni, Flavio Cassinari individua l’esigenza di una filosofia del
soggetto che si configuri, altresì, come una filosofia della storia e
che sia nondimeno passibile, sul piano metafisico, di una trascrizione
in termini antropologici. L’obbiettivo di fondo è esplicito:
delineare una “teoria critica del soggetto” atta a dar conto,
tenendo fermo al carattere differenziale del soggetto, della sua
irriducibilità metafisica al mondo delle cose, della costante perdita
di tale irriducibilità nelle condizioni storicamente determinate e
della necessità, per questo, di una loro analisi e critica.
G. Compagno
- Troppo vicino, troppo lontano. Appunti sull’esperienza estetica
nel pensiero contemporaneo - € 12,91
M. Fortunato
- Il mondo giudicato. L’immediato e la distanza nel pensiero di
Rensi e Kierkegaard, Prefazione di C. Sini - € 11,36
Contravvenendo
alla lezione di Hegel e di Nietzsche, che reputano presunzione o
illogicità pronunciare un giudizio sul mondo, questo testo lo fa. Più
precisamente, esprime una protesta nei confronti del mondo, al quale
contesta il “vizio”, l’errore originario di ospitare la
molteplicità, di presentarsi come l’arena abitata da molteplici
individui, di essere il luogo della non-immediatezza in cui
innumerevoli individui devono mediarsi tra loro e lo fanno
essenzialmente confliggendo e raccontando-contrapponendo ciascuno agli
altri la sua verità, senza che sia possibile stabilire quale sia la
verità. Rensi è colui che pronuncia l’atto di accusa contro il
reale, di cui ha analizzato e sofferto l’assurdo con particolare
profondità. Kierkegaard è l’autore che, per un verso, offre
argomenti a favore della doverosità per l’uomo di conciliarsi col
tempo e di integrarsi e svolgere un ruolo nello scacchiere
storico-sociale, ma, per altro verso, risolve il suo pensiero in
rivendicazione di una presa di distanza radicale dal mondo fino ad
evocare-invocare con la sua stessa scrittura filosofica la figura del
nulla.
Godani
P. - Estasi e divenire. Un’estetica delle vie di
scampo - € 14,50
Se si è
braccati c’è un solo modo per non farsi acciuffare, ed è: sparire.
Ma per svanire come nel nulla ci sono due metodi, due strade opposte,
entrambe perfettamente adatte allo scopo: fuggire a una velocità
talmente folle da saltare fuori dall’orizzonte della visione, o
restare immobili sino a confondersi con il paesaggio circostante, sino
a divenire foglia, acqua, pietra. Ci sono due modi per divenire
impercettibile: fuggire divenendo lampo o restare divenendo quasi
nulla. Estasi è la fuga sul posto, l’impercettibilità conquistata
grazie a esercizi di immobilità e di abbandono. Divenire è la fuga
in velocità, il passaggio al piano in cui il movimento è quello,
rapidissimo, di singolarità impersonali e preindividuali. In entrambi
i casi si tratta di una contestazione radicale della soggettività e
dell’identità. Ripercorrendo alcuni nodi fondamentali delle opere
di numerosi autori (Nietzsche, Melville, Kafka, Heidegger, Bataille,
Caillois, Foucault, Deleuze), il presente lavoro cerca di disegnare la
topografia di un luogo in cui la via di scampo si rivela come nozione
fondamentale per l’estetica e per la politica.
Sandro
Gorgone -
Cristallografie dell’Invisibile. Dolore, eros e temporalità
in Ernst Jünger - € 13,00
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Guerri
M. (a cura di) - Le arti nell’età della tecnica, con
saggi di M. Heidegger, W. Heisenberg, F.G. Jünger, M. Schröter,
E. Preetorius, W. Riezler, R. Guardini - €
14,46
“Quanto
più interrogativamente consideriamo l’essenza della tecnica,
tanto più misteriosa diventa l’essenza dell’arte”. Con
questa frase Martin Heid-egger si accingeva a chiudere il
proprio discorso in occasione della serie di conferenze,
organizzata a Monaco nel 1953 dall’Accademia bavarese di Belle
Arti, dedicate a Le arti nell’età della tecnica. I testi di
quello storico incontro, tra cui La questione della tecnica di
Heidegger, ormai un autentico classico della filosofia del
Novecento, vengono qui proposti integralmente per la prima volta
in lingua italiana. In questo volume si confrontano con la
questione relativa al destino delle arti nell’età della
tecnica alcuni tra gli esponenti più significativi della
cultura europea: filosofi come Martin Heidegger e Romano
Guardini, l’enunciatore del principio di indeterminazione
Werner Heisenberg, lo scrittore Friedrich Georg Jünger, lo
scienziato e filosofo Manfred Schröter, il musicologo Walter
Riezler, il pittore, scenografo e teorico dell’arte Emil
Preetorius. In che senso è possibile parlare di arte
nell’epoca del dispiegamento planetario della tecnica? O forse
proprio la nostra epoca, l’età della tecnica, coincide con
l’irrevocabile fine dell’arti? Tutte le arti
indistintamente, infatti, non si sono forse polverizzate in una
miriade di modalità produttive che segnano il tramonto della
forma di creatività che ha caratterizzato l’esistenza umana
fin dai suoi primordi? Eppure, come si può evincere dalle
parole di Heidegger, arte e tecnica non sono semplicemente due
forme di sapere l’una successiva all’altra o modi
dell’agire reciprocamente alternativi, ma poli in tensione
tragica dell’"abitare" umano che,
contemporaneamente, ne definiscono l’essenza. Gli autori dei
saggi, decifrando il senso della dialettica tragica e del
complesso intreccio di arte e tecnica, disegnano lo spazio entro
cui è possibile comprendere il destino della razionalità e
della felicità dell’uomo occidentale contemporaneo.
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-
Gumbrecht H.U. - Corpo e forma - €
14,46
Con
uno stile avvincente, quasi narrativo, ma che non perde mai di rigore,
Gumbrecht ricostruisce il rapporto tra corpo e forma nella società
contemporanea a partire dagli esempi più disparati, come il corpo dei
calciatori piuttosto che la pubblicistica del regno di Castiglia nel
Quattrocento. “Mondo quotidiano” e “mondo della vita” sono i
due concetti guida che percorrono il testo, e che vogliono essere al
contempo categorie filosofiche e chiavi di lettura di una realtà in
tumultuoso divenire.
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S.
Manicini - La Sfera Infinita. Identità e
differenze nel pensiero di Giordano Bruno - € 18,08
La sfera
infinita propone una nuova interpretazione del pensiero di
Giordano Bruno che ne evidenzia l’essenziale spessore
filosofico. Questo studio scopre, dietro la rivoluzione
onnicentrica bruniana, due registri opposti e complementari,
ottimistico e pessimistico, affermanti rispettivamente la
disseminazione del centro e la sua nullificazione. Bruno elabora
a tal fine due parallele strategie della ragione ed allestisce
lo spazio teorico della loro reversibilità: viene così a
cadere la statica e astratta contrapposizione tra immanenza e
trascendenza che è stata più volte attribuita al filosofo.
L’indagine prende le mosse dalla teoria della conoscenza,
quindi affronta l’ontologia, con una sistematica lettura del
dialogo De la causa, principio et uno, e la cosmologia. Un
capitolo è dedicato all’interpretazione di un’opera latina
ancora scarsamente indagata, ma fondamentale, la Lampas triginta
statuarum. Inoltre, il confronto con Niccolò Cusano conduce a
scoprire la fonte decisiva della meditazione bruniana sulla
potenza. Il volume si conclude mettendo a fuoco le implicazioni
antropologiche ed etiche della filosofia bruniana.
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-
Mancini S. - Sempre di nuovo. Merleau-Ponty
e la dialettica dell’espressione - € 18,08
Il
titolo Sempre di nuovo vuole evocare il motivo ispiratore della
filosofia dell'ambiguità e del "qualcosa" di Merleau-Ponty:
orientare la ricerca verso il senso nascente, là dove la vita
ricomincia cercando di aprirsi un varco nell'inerte rigidità del
costituito. Nel quadro di una ricostruzione organica del pensiero del
filosofo esistenzialista francese, si delineano gli esiti del suo
scavo delle pieghe dell'esperienza vissuta: a contatto con
l'originario polimorfismo della percezione emergono i contorni di un
nuovo stile di pensiero poliritmico e policentrico, che scopre nella
reversibilità la verità ultima. Pubblicata per la prima volta nel
1987, questa nuova edizione di Sempre di nuovo si presenta riveduta,
aggiornata nei riferimenti ai recenti inediti di Merleau-Ponty e alla
letteratura critica, arricchita nella conclusione, e corredata di una
nuova postfazione.
-
S. Mancini
- Umano e nonumano tra vita e storia. Lèvi-Strauss, Jonas e la
ragione dialettica - € 12,91
A. Marroni
- Filosofie dell’intensità. Quattro maestri occulti del pensiero
italiano contemporaneo - € 10,33
Patella
G. - Bellezza, arte e vita. L’estetica mediterranea di
George Santayana - € 12,39
George
Santayana è stato annoverato tra i più grandi filosofi americani del
Novecento, eppure alla notorietà ed al successo che hanno
accompagnato in vita la sua opera sono inspiegabilmente seguiti, dopo
la sua morte, l’oblio e la rimozione. Nella sua vasta produzione
filosofica in lingua inglese egli ha dedicato diverse opere
all’estetica, che occupano una parte centrale all’interno della
sua riflessione, la cui importanza per l’interrogazione filosofica
contemporanea rimane ancora tutta da scoprire. Il libro si propone di
rileggere il pensiero estetico del filosofo ibero-americano, di
presentarlo compiutamente per la prima volta al lettore italiano,
seguendolo da vicino nelle sue fasi più importanti, di interrogarlo
senza preconcetti ed avanzare alcune personali ipotesi interpretative,
che possono inoltre fornire degli spunti di riflessione per
l’attuale interrogazione estetico-filosofica. Vengono così
approfonditi i capisaldi della meditazione di Santayana sulla
bellezza, sull’arte e più in generale sulla dimensione del sentire,
che un ruolo preponderante occupa all’interno del suo pensiero.
L’intento che muove il libro non è certo quello di annunciare il
ritorno di un inattuale, quanto piuttosto di far emergere uno sguardo
nuovo verso quell’antico sentire mediterraneo cui l’estetica di
Santayana fornisce un notevole contributo, facendoci scoprire
un’esperienza più ampia del sentire e una visione più articolata
della ragione e della vita. Come contributo alla riflessione estetica,
in appendice viene presentata, in prima versione italiana, la
traduzione dell’importante saggio di Santayana What is Aesthetics?,
che sintetizza in maniera quanto mai efficace la sua posizione
estetica.
Piana G.
- Le scene della scrittura nell’opera di Jacques Derrida - €
14,46
Il
presente lavoro propone una nuova interpretazione dell’opera di
Derrida, concentrandosi su un tema centrale in essa, quello della
scrittura. La riflessione derridiana sulla scrittura è collocata
all’interno di tre ambiti: la fenomenologia di Husserl, la
letteratura, la tradizione ebraica. Inizialmente ci si interroga sul
rapporto che c’è nell'opera derridiana tra scrittura e
trascendentale, dimostrando come nella contaminazione del
trascendentale sia in gioco ciò che Derrida definisce scrittura: in
tale prospettiva, il concetto derridiano di scrittura indica una
dimensione eccedente il linguaggio e implica la questione dell'origine
dell'esperienza del mondo. Le tesi derridiane sulla scrittura sono
d’altra parte inseparabili da una certa pratica di scrittura. La
scrittura quindi indica anche una certa pratica o esperienza della
lingua con cui la riflessione filosofica è chiamata a confrontarsi.
Un’ulteriore scommessa interpretativa del libro consiste nel
collegare il concetto di scrittura alla scena ebraico-biblica della
scrittura da parte di Dio delle Tavole della Legge e nel collegare
l’opera derridiana ad alcuni motivi tipici dell'ermeneutica
giudaica, tenendo conto dell'aporeticità della riflessione di Derrida.
Piana G.
- Le scritture del fuori. Tracciati sul pensiero francese
contemporaneo - € 12,39
Le
scritture del fuori prende in esame il pensiero di diversi autori:
Blanchot, Althusser, Baudrillard, Deleuze, Bataille. Alcune questioni
attraversano i saggi raccolti in questo libro: in particolare la
questione del fuori, da intendersi come alterità irriducibile
all'identico, e la questione della scrittura. Ognuno dei pensatori
indagati, i quali non costituiscono comunque una scuola omogenea di
pensiero, attraverso un certo stile di scrittura pone questioni
filosoficamente rilevanti, invitando a ripensare tutta una serie di
nozioni come sapere, senso, soggettività, pensiero, realtà. Tra le
diverse poste filosofiche in gioco particolarmente importanti
risultano essere quella del rapporto tra scrittura e pensiero e quella
di un'affermazione, aporetica e dai risvolti etici, di un'alterità
assoluta. La cifra dei percorsi di pensiero e di scrittura esaminati
in questo libro può essere felicemente indicata da ciò che Bataille
ha definito esperienza interiore, ossia un'incessante messa in
questione di tutto che si proibisce di ridurre l'ignoto al noto.
Pinotti
A. - Il corpo dello stile. Storia dell’arte come
storia dell’estetica a partire da Semper, Riegl, Wölfflin - €
15,50
Heinrich
Wölfflin ha scritto che ogni ricerca storico-artistica dovrebbe
contenere al contempo anche una parte di estetica. Questo lavoro cerca
di prendere questa affermazione alla lettera: suo scopo è infatti
quello di mostrare come alla base dei più rappresentativi e influenti
modelli storico-teorici dell’arte sviluppati nell’ambito della
cultura tedesca tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi
decenni del Novecento (cioè nelle dottrine stilistiche di Gottfried
Semper, Alois Riegl e dello stesso Wölfflin) sia operativa
un’estetica. “Estetica” non tanto nel senso di una filosofia
dell’arte o del bello, quanto piuttosto nel senso originario di
teoria dell’aisthesis. La storia dell’arte diventa allora – nel
contesto di una radicale storicizzazione dell’estetica
trascendentale kantiana, condotta sulla scorta del purovisibilismo e
della teoria dell’empatia – storia dell’estetica come storia
delle condizioni di possibilità dell’esperienza sensibile. Il senso
della celebre “storia dell'arte senza nomi” si chiarisce dunque
facendo ricorso non alle potenze sovrapersonali della filosofia della
storia dell’arte hegeliana (come spesso è stato tentato), ma
piuttosto alle prassi anonime della mano e dell’occhio, del gesto e
del corpo proprio. La storia degli stili si fa così storia della
percezione e della corporeità vivente. Il presente studio vorrebbe
descrivere la storia di questo approccio, mostrando anche come esso
lasci in eredità al Novecento francese (a Maldiney, a Dufrenne, a
Deleuze) il compito di pensare la storia dell’arte come storia della
sensazione.
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Pinotti
A. - Memorie del neutro. Morfologia dell’immagine
in Aby Warburg - € 15,50
Warburg
è apparso ora come il nobile fondatore di uno specifico metodo
interpretativo delle immagini, l’iconologia, però presto
tradito dai suoi successori, primi fra tutti Panofksy e Saxl;
ora, secondo la battuta di Robert Klein, come il padre di una
disciplina che, a differenza di tante altre, esiste ma non ha
nome. Il presente lavoro si propone di abbracciare e sviluppare
un’ipotesi che elude tanto la prima quanto la seconda
attribuzione di paternità: più che inventare un metodo o
fecondare una disciplina che ancora aspetterebbe il suo
battesimo, Warburg, sulla scia di Burckhardt e Nietzsche, si è
collocato all’interno di una tradizione di pensiero il cui
nome è morfologia, e la cui ascendenza è goethiana. A Goethe,
ai suoi studi naturalistici e alla sua parallela prassi
artistica, risalgono infatti i concetti di polarità, di tipo e
di fenomeno originario che, variamente metabolizzati da Warburg
(in primo luogo grazie alla celebre categoria di Pathosformel),
costituiscono l’inequivocabile fondo morfologico della sua
serrata interrogazione al mondo delle immagini, che chiede conto
della loro genesi, della loro funzione, del loro rapporto con la
memoria collettiva, del loro destino, della loro intrinseca
ambiguità. Tale paradigma morfologico e tipologico convive e
confligge in Warburg con un paradigma storico e cronologico:
tenere insieme, problematicamente, questi due paradigmi è un
compito che si può riassumere in una formula, la cui brevità
è pari solo alla complessità dell’impresa: comprendere come
un fenomeno storico possa essere, al contempo, anche
trascendentale. Al modo in cui Warburg ha cercato di
corrispondere a tale compito, ai dualismi che hanno al tempo
stesso guidato e minacciato alle fondamenta il suo tentativo,
questo libro è dedicato.
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Lo
Sguardo di Eros - con un saggio di Jean-Luc Nancy - a cura
di Marco Vozza -
€ 11,00
G. Stanchina
- La filosofia di Luce Irigaray. Pensare e abitare un corpo di donna -
€ 12,91
"La
differenza sessuale sarebbe l’orizzonte di mondi di una fecondità
ancora non avvenuta". L’esplorazione di questi luoghi possibili
dell’io, generati dalla potenza creatrice del corpo e dischiusi
all’avvento imprevedibile dell’altra/o, è la traccia direttiva
della ricerca di Luce Irigaray, filosofa e psicoanalista, la più
rigorosa e autorevole teorica della differenza di genere. Il libro
enuclea gli snodi fondativi del suo pensiero: dal rapporto dialettico
con la psicoanalisi lacaniana alla rilettura del mito platonico della
caverna, dalla riflessione sui corpi e il limite in Aristotele e Lévinas
alla rivisitazione dell’Antigone hegeliana. Il taglio interpretativo
scelto mira ad approfondire il testo irigaraiano attraverso la
ricostruzione comparativa dei luoghi filosofici con cui esso si
confronta: l’analisi delle figure del luogo e della femminilità in
Lacan, Nietzsche, Heidegger e l’ipotesi derridiana di una sessualità
plurale e nomadica. Ne emerge il profilo di un pensiero che interroga
la modernità attraverso la proposta di un nuovo modello etico, uno
spazio sensibile e liminare in cui l’alterità femminile denegata
possa giungere alla parola e la differenza non sia più faglia di
conflitto e intraducibilità dei mondi e dei linguaggi.
-
G.B. Vaccaro
- La ragione sobria. Modelli di razionalità minore nel Novecento -
€ 13,43
“Crisi
della ragione” è un termine ormai entrato a pieno titolo nel
lessico filosofico, per indicare quel tramonto della razionalità
classica che si è registrato nel nostro secolo e caratterizza la
nostra epoca. Questo libro tenta di indicare una via di uscita da tale
crisi, attraverso l’indagine di filosofi come K. Löwith, J. Wahl,
A. Banfi, E. Weil, J. Patoka, che hanno in vario modo fornito gli
elementi di una nuova razionalità capace di assumere la crisi ma
anche di collocarsi oltre di essa, ponendo così allo stesso tempo i
presupposti per il recupero di un’altra vittima illustre della crisi
stessa: l’etica.
Vanzago
L. - Modi del tempo. Simultaneità, processualità,
relazionalità tra Whitehead e Merleau-Ponty - €
28,25
Il
tempo rappresenta una delle tematiche più importanti e complesse per
la fenomenologia, e costituisce il concetto chiave della filosofia del
processo. Questo saggio si pone il compito di indagare le relazioni
tra le concezioni della temporalità elaborate dalle due scuole, nella
convinzione che attraverso tale confronto possa emergere una
prospettiva inedita ed originale. Attraverso l’analisi della
temporalità infatti ciò che emerge è una rinnovata concezione della
soggettività, non più metafisicamente connotata come fondamento, ma
neppure totalmente obliterata come spesso accade nel pensiero
contemporaneo. Se la fenomenologia di Husserl ha infatti lentamente
guadagnato una comprensione del rapporto tra soggetto e tempo che va
oltre il modello dell’autodisvelamento di una soggettività
intemporale, Whitehead ha posto con una radicalità ancora da
riscoprire il problema di quale soggetto possa insieme essere
essenzialmente temporale e però non completamente dissolto nel
flusso. Con la meditazione di Merleau-Ponty si giunge alla possibilità
di tener ferma questa duplicità tra temporalità e permanenza nella
loro paradossale relazione chiasmatica.
Zhok A.
- Il concetto di
valore: dall’etica all’economia - €
18,08
Il
potere e l’autonomia crescenti dei processi economici su scala
planetaria (“globalizzazione”) impongono in modo rinnovato
all’attenzione la questione dei rapporti tra etica ed economia. Sul
piano teorico procedure come l’applicazione dell’analisi
costi-benefici alla decisione politica o la valutazione del
“benessere” in termini di ricchezza pro capite manifestano la
tendenza ad estendere moduli, concetti ed atteggiamenti economici a
considerazioni assiologiche ed etiche in generale. Di fronte a questi
sviluppi il presente lavoro intende proporsi come un’analisi
fondativa del concetto di valore che consenta di esaminare la
possibilità ed i limiti di una transizione dal valore in senso
complessivo, etico, al valore in senso economico. Passando attraverso
un esame critico delle soluzioni classiche di Kant e degli
utilitaristi, di Marx e della Scuola Austriaca, il testo offre una
risposta positiva ed una negativa. Positivamente si propone una
fondazione non relativista del giudizio di valore, alternativa alle
correnti dominanti e capace di confrontarsi con i dilemmi etici più
tradizionali. Negativamente si dimostra l’incapacità delle teorie
disponibili a raccordare il valore tout court con la valutazione
economica; con ciò viene messo a nudo il vuoto teorico che è alla
radice del disorientamento della politica rispetto all’economia, così
come della generale incapacità di autocomprensione dei soggetti in
quanto agenti economici.
Slavoj
Zizek -
L’Isterico Sublime. Psicanalisi e filosofia - a cura di
Antonello Sciacchitano - € 15,00
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