M O R F O L O G I E

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Aa.Vv. - Immagine, forma e stile. Percorsi estetici tra pittura, architettura e musica (a c. di M. Mazzocut-Mis) - € 12,39
Immagine, forma e stile rappresentano tre categorie dell’estetica complesse, ambigue e fuorvianti. Difficile un discorso unitario sulla loro natura, sulle loro funzioni, soprattutto all’interno delle arti. Tanto vale allora moltiplicare le voci e gli ambiti di ricerca e offrire un quadro quanto mai vario, sebbene coerente e fedele al tema proposto. Ecco quanto qui si intende proporre. Un percorso che ambiziosamente tocca ambiti di indagine che vanno dalla pittura, alla musica, fino all’architettura e che non si ferma a indagare il ruolo delle immagini e delle forme, ma vuole spaziare attraverso il mondo variegato, metamorfico degli stili, che delle forme rappresentano la vita.

Addolorato A. - La parola danzante. Octavio Paz tra poesia e filosofia - € 12,39
La collana Morfologie - inaugurata da questo testo scritto da una giovanissima studiosa - crea un caleidoscopio di immagini e forme che attraversano e sono attraversate dai vasti terreni dell’estetica e dell’epistemologia. Il testo ora pubblicato affronta la difficile sfida di analizzare e condensare la parola poetica e il pensiero filosofico di Octavio Paz, una delle voci più importanti e interessanti della riflessione messicana e latino americana. Un’estetica, quella paziana, che deve molto a Bergson e a Ortega y Gasset, recuperando attraverso il loro pensiero una dimensione del tempo e del senso della vita. E proprio la contraddittorietà della vita è il presupposto della libertà che è il trascendimento della propria limitazione spazio temporale. La vita non è solo un insieme di funzioni vitali o psichiche, ma è, in primo luogo, vita intima, personale e profonda, vita creatrice e metamorfica, attiva e dinamica, in grado di rompere le sterili immobilizzazioni di rigide categorie astratte. D’altra parte però l’influsso bergsoniano non dà origine solo a una mistica intuizione unitaria di un divenire, che coglie e assorbe gli oggetti in una sintesi armonica di una “durata”, ma sa anche rivolgersi al concreto fare dell’artista, alla sua esperienza viva. Non a caso Paz dedica anche parte della sua riflessione alla provocatoria rivalutazione dell’oggetto artigianale quale antidoto contro l’idolatrato e “anestetizzato” oggetto artistico della modernità che ha perso il suo legame con il tempo mitico e poetico.Octavio Paz (1914-1998): poeta, scrittore e diplomatico messicano antifascista e, lungo il corso di tutta la sua lunga vita, anti-autoritario. La sua variegata e vastissima opera abbraccia il vissuto e l’immaginario di quasi un secolo di storia del pensiero messicano, latino americano, europeo, orientale… universale, insomma. Nobel per la letteratura nel 1990 e insignito in tutto il mondo di onoreficenze letterarie e di carattere umanitario, la sua opera, ancora poco conosciuta in Italia, è un caposaldo della letteratura mondiale del ‘900.

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Carena T. - Critica della ragione poetica di Gian Vincenzo Gravina. L'immaginazione, la fantasia, il delirio e la verosimiglianza. In appendice testo integrale di G.V. Gravina, Della ragione poetica - € 17,00
Contro le interpretazioni che intendono consegnare Gian Vincenzo Gravina all’orizzonte illuminista, l’autrice ne rivendica l’appartenenza all’orizzonte della tradizione platonica e neo-platonica ravvisabile in particolar modo nella sua teoria del delirio. Specificità dell’estetica di Gian Vincenzo Gravina compiuta dalla facoltà della sensibilità e dello stato estatico del delirio, quale facoltà rivelativa della verità dell’arte. In appendice, il presente volume riporta il testo integrale Della Ragion poetica del Gravina.

Chiodo Simona - Un’Arte Senza Estetica. Metamorfosi dell’estetica contemporanea - € 15,00
L’estetica post hegeliana ridiscute la relazione tra produzione artistica e riflessione estetica sull’arte, ora dirigendosi verso un radicale superamento dell’estetica a favore della fondazione di una scienza dell’arte, ora sostenendo una riforma filosofica dell’estetica che la renda una via d’approccio alla produzione artistica contemporanea più flessibile ad accoglierne le esigenze di sperimentazione e infrazione della norma. Si tratta di un percorso ispirato da Kant e che si articola attraverso le riflessioni di Fiedler, Dessoir, Utitz, Mukaovsky´, in gran parte raccolte e ulteriormente elaborate dall’estetica d’orientamento fenomenologico della Scuola di Milano. Il dissolvimento dell’identificazione tra arte ed estetica, che consente a entrambe un sensibile allargamento delle rispettive sfere d’interesse, introduce nel dibattito contemporaneo ulteriori problemi attorno a cui riflettere, tra cui lo sgretolamento dello statuto di unicità di un’opera d’arte e la sua progressiva qualificazione come via di accostamento cognitivo al mondo.

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Fraschini P.C. - La metamorfosi del corpo. Il grottesco nell'arte e nella vita - € 14,00
“Il bello non ha che un tipo: il brutto ne ha mille”, così Victor Hugo. Il brutto assume un ruolo specifico nell’arte: rappresenta tutti gli aspetti della natura umana e non: il riso, il ridicolo, il pittoresco e il caratteristico, ma anche l’orribile, la disperazione, il pianto e il vizio. Nella storia le immagini grottesche, i tableau melodrammatici, i giullari, gli attori della Commedia dell’Arte e oggi Dario Fo e tanti artisti contemporanei, ci insegnano che il modo più sicuro e diretto per comunicare una verità relativa, molteplice e sfuggente è quello di parlare un linguaggio del corpo, avvalersi del gesto, atto muto, come indicatore di verità. Nel presente volume il grottesco si rimanda all’arte contemporanea e in particolare a quei territori della mutazione e della mretamorfosi che coinvolgono le tecniche artistiche. Un’intervista a Francesca Alfano Miglietti, teorica di mutazioni legate ai linguaggi visivi, sottolinea il ritorno alla vita come campo d’azione dell’arte. Il germe del grottesco vive nella nostra stessa vita e con essa si rinnova, il grottesco si adegua a ogni esigenza, suo è il dono dell’ubiquità e dell’immortalità, schiude un più profondo significato “vissuto” delle cose.

Giordanetti P. - L'estetica fisiologica di Kant - € 17,04
Sebbene abbia mosso dure critiche all’estetica empirica, psicologica e fisiologica del Settecento (in particolare a Edmund Burke) accusandola di non essere vera filosofia e di non sapere giustificare il valore del bello, del sublime e del genio, Kant ha dedicato notevole attenzione anche a temi di carattere empirico. Non solo le Osservazioni sul sentimento del bello e del sublime, ma anche alcuni passi della Critica della ragion pura e della Fondazione della metafisica dei costumi e, infine, ampie digressioni della Critica del Giudizio (senza dimenticare il materiale manoscritto pubblicato postumo) rientrano in un orizzonte psicologico e “fisiologico”. Kant è ‘fisiologo’ del bello e del sublime quando descrive il piacere corporeo per il bello come ‘attrattiva’ e il piacere corporeo per il sublime come ‘emozione’, quando indaga la genesi psicologica del concetto di ‘idea normale’ del bello, quando afferma il valore del sentimento vitale come sentimento corporeo, quando esamina l’interesse empirico per il bello fondato sulla tendenza alla socialità. Questa attenzione all’empirico rivela la profonda conoscenza di molteplici teorie settecentesche, ma anche antiche (si pensi alla concezione del piacere di Aristippo e di Epicuro). I temi ‘fisiologici’ non sono osservazioni singole cui si possa attribuire il significato di mere curiosità, ma una presenza che attraversa l’intera Critica del Giudizio estetico. Di esse Kant si avvale, in questo scritto, per dare risalto per contrasto alla propria ‘estetica trascendentale del Giudizio’.

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Mazzoni Augusto - La Musica nell’Estetica Fenomenologica - € 12,00
Non sono rare le occasioni in cui l’estetica fenomenologica si è occupata di argomenti musicali. Se Edmund Husserl ha dedicato solo qualche osservazione al suono e alla musica, riflessioni più ampie vengono in proposito da alcuni suoi allievi: Conrad, Ingarden e Schutz. L’attenzione di questi autori si concentra su tematiche di natura essenzialmente filosofica: lo statuto ontologico ed estetico dell’oggetto musicale, il problema dell’identità di un’opera, le caratteristiche della temporalità in musica. Ne risultano una serie di considerazioni di squisito ordine teoretico, ricche però di conseguenze anche in ambito musicologico.

Zhok A. - L'etica del metodo. Saggio su Ludwig Wittgenstein - € 15,50
Il pensiero di Ludwig Wittgenstein rappresenta uno dei vertici dell’elaborazione filosofica del Novecento, costituendo lo spartiacque storico tra stili di pensiero così differenti come la filosofia analitica, la fenomenologia e l’ermeneutica. La difficoltà principale che si pone a chi tenti di affrontare la lettura della testualità wittgensteiniana è data dalla molteplicità delle analisi, dallo stile frammentario, dai mutamenti nel tempo dell’orientamento speculativo che rendono arduo l’ottenimento di uno sguardo d’insieme sull’opera. Ciò che la presente indagine si propone è di ripercorrere l’intero percorso di pensiero wittgensteiniano cercando di esporne l’evoluzione interna e di renderne perspicua la fondamentale unità. Nel dispiegarsi dell’analisi ciò che emerge progressivamente come cellula generativa e momento unitario della speculazione wittgensteiniana è il rapporto costitutivo tra la forma del filosofare, il “metodo filosofico”, e l’etica, intesa come attività e non come dottrina.

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